francesco cammina da solo, come in pellegrinaggio, verso san marcello al corso, dove si conserva un antico crocifisso in legno risalente al XV secolo che sopravvisse a un incendio e si dice salvò la città dalla peste.

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pier paolo pasolini si recava da lei regolarmente. più volte è stata chiamata a confrontarsi con intellettuali e scrittori dell'académie française, fra questi jean-paul sartre, roger garaudy, louis althusser, jean guitton. trascorse qualche giorno a discutere con jean maritain e la redazione di esprit, e in un'occasione edith piaf cantò per lei.

angela volpini, mistica, 79 anni, vive a casanova staffora, un paesino lombardo dell'oltrepò pavese, ai confini con emilia e liguria. con lei ho dialogato su questi giorni difficili a casua del coronavirus.


sei spaventata?
“sono addolorata per la sofferenza psichica e fisica della gente, ma non spaventata, perché spero che dalla paura di questa pandemia gli esseri umani possano prendere coscienza della bellezza e della importanza della vita e comprendano che non basta la speranza a riempirla, ma bisogna impegnare tutta la nostra intelligenza e creatività, per migliorare tutto ciò che non è ancora umano sul nostro pianeta”.

però molte persone soffrono, cosa dici loro?
“non ho risposte per la sofferenza, se non la condivisione umana, ma qualcosa voglio dire. interrogarsi, se ognuno di noi ha fatto qualche cosa per migliorare la sua vita e quella degli altri. se ha ascoltato il proprio desiderio di bene ed amore, che nasce spontaneo dalla nostra umanità e vi ha dato qualche risposta. se no, è ancora in tempo a darla.

a cosa può servire questo periodo così difficile?
“questo periodo così difficile può essere prezioso, perché nell’escludere gli affanni giornalieri di lavoro, delle relazioni superficiali, dei problemi non essenziali, ci permette di interrogarci sulle questioni di fondo. quale è il senso della vita, come dovrebbero essere le nostre relazioni, cosa andiamo cercando nel nostro continuo movimento? io credo che tutti sappiamo come ci piacerebbe vivere e tutti sappiamo quale sia la situazione ottimale per la vita degli esseri umani, ma tutti fingiamo di averlo dimenticato e ci accontentiamo di quanto ci offre il nostro contesto sociale, senza spendere un minimo della nostra creatività per cercare di adeguarlo al bene di tutti, secondo l’esigenza di fondo che tutti avvertiamo in quanto umani”.

se dio esiste, perché non interviene? cosa pensi?
“certo dio potrebbe intervenire e forse interverrà, ma è sempre una eccezionalità, perché dio alla sua creazione ha dato intelligenza, creatività e libertà, affinché potesse organizzare ogni cosa come voleva. abbiamo sufficiente intelligenza e creatività per risolvere i problemi che la vita ci presenta, anzi il nostro compito di umani è proprio quello di mettere amore e ordine dove c’è caos e violenza. quello che chiediamo a dio, lui lo chiede a noi, perché sa le doti che ci ha dato e dobbiamo impiegarle sempre, soprattutto nei momenti drammatici della vita sia soggettiva che comune”.

la visione che maria ti ha dato è molto positiva. questi limiti non la contraddicono?
“l’esperienza che ho avuto con maria è stata quella di scoprire le potenzialità della nostra umanità, per raggiungere la felicità personale e comune qui sulla terra, da dove una certa interpretazione religiosa l’aveva delocalizzata. infatti abbiamo introiettato la convinzione che qui sulla terra non sia possibile essere felici, ma lo possiamo essere solo in paradiso. maria mi ha detto che è possibile essere felici anche qui, perché è per questo che esistiamo e lo possiamo essere se ognuno cerca di essere sé stesso. più precisamente, se mette la sua attenzione su quello che sente come esigenza esistenziale e sul desiderio di felicità che accompagna ogni esistenza umana. le risposte a queste domande, che abbiamo sempre sperato provenissero dal divino, lei mi ha semplicemente detto che le dobbiamo dare noi, per dare senso alla nostra vita e godere della felicità che questo comporta. rispondendo alle domande che la nostra natura umana ci pone, noi diventiamo veramente umani e se scegliamo di darci l’amore come nostra qualità, diventiamo divini. maria ha fatto quello che ognuno di noi può fare: scegliere l’amore come propria identità per diventare divini nel divino”.


“la paura va bene, è normale. ma l’ansia no. l’importante ora è non far prevalere l’ansia, perché se prevale fa entrare in un vortice negativo da cui poi non si riesce a uscire”.

ho chiamato padre alberto maggi, sacerdote e teologo, fine biblista, frate dell’ordine dei servi di maria, che in un libro – “Chi non muore si rivede. Il mio viaggio di fede e allegria tra il dolore e la vita” – ha raccontato, fra le altre cose, anche la sua esperienza a “un passo dalla morte”.

siamo tutti impauriti a motivo del coronavirus. come uscirne?
“è il momento di avere fede. questo signore gesù che invochiamo o c’è o non c’è. dobbiamo avere fede”.

va bene, ma in tanti non sono credenti. come devono fare?
“chi non ha fede deve avere fiducia nell’uomo e nella vita. la storia insegna che da queste emergenze l’uomo ha sempre guadagnato ed è cresciuto. ora siamo in un periodo di clausura: dicono che i capolavori più belli nascano proprio dalla clausura. pensiamo positivo, sfruttiamo questo momento per creare”.

tu non hai paura?
“anche qui a montefano dove abito prendo le mie precauzioni. ma sono consapevole che l’ansia non deve prevalere. fa più danni l’ansia del virus. il virus passerà ma dopo la paura e l’ansia restano”.

come affrontare allora questi giorni?
“con serenità! e dando serenità agli altri”.

sembra di essere entrati in guerra.
“adesso è un momento duro e doloroso, ma ci sono tante cose positive. non so se tutto tornerà come prima. ma intanto credo che nessuno si azzarderà più a tagliare la sanità pubblica, e questo è positivo. se reggiamo è grazie a essa. penso in particolare ai medici, ma anche ai bravissimi infermieri che ci stanno permettendo di non soccombere”.

e poi?
“poi verrà un periodo meraviglioso. basta pensare cosa furono gli anni ’50 dopo la guerra. energia nuova, speranza, si cantava. ecco torneremo a cantare e saremo diversi. ma la positività c’è già ora e risiede nelle innumerevoli energie d’amore che già oggi stiamo liberando. erano nascoste, oggi tornano a mostrarsi. vengono liberate. questo amore resta e già cambia il mondo”.


è soprattutto in questi tempi incerti e difficili che dovremmo tutti fare forza su noi stessi e ricordare chi siamo, essere divini. solo se facciamo nostra questa consapevolezza possiamo sconfiggere il grande male che incombe sul mondo: la paura.

abbiamo tutto per sconfiggere la paura, solo che non ci crediamo, solo che pensiamo di non potercela fare. e così aspettiamo che qualcosa fuori di noi venga a salvarci. è comprensibile, ma è sbagliato. ci è già stato dato tutto, non abbiamo bisogno di nulla.

alcuni illustri teologi cristiani, ma anche persone illuminate di altre religioni e del mondo laico, dei fari per tutti noi – "guru", secondo una tradizione orientale, è colui che dà la luce –, ci indicano con chiarezza questa strada che per troppo tempo abbiamo deciso di eludere. perché parlare sempre e soltanto di un dio onnipotente che dall’alto ci guida e ci dona ciò di cui abbiamo bisogno è via più facile e più comoda: se le cose vanno bene lo si ringrazia, se vanno male o lo si bestemmia o ci si assoggetta ancora di più a lui sperando nella sua benevolenza.

invece la via è un’altra, ed è l’unica che ci premette di stare di fronte al mare, all’incognito, con umiltà ma senza timore. e soprattutto senza annullare noi stessi, la nostra unicità. l’hanno detto e lo dicono in pochi, spesso inascoltati, profeti: la strada è lasciare spazio al divino che è già in noi.

ildegarda di bingen usava l’espressione “sapienza originale”. tutti siamo dotati di questa sapienza, occorre soltanto lasciarla esprimere, dispiegarla ognuno secondo le proprie capacità creative.

così sostiene anche la monaca buddhista pema chödrön: abbiamo una bontà originale in noi che è ciò che ci caratterizza, il nostro diritto, il nostro marchio. è già in noi, non occorre chiederla.

anche di gesù in diversi parlano così: è venuto per aprire la via dell’auto-creazione. spiega la mistica angela volpini: “gesù è stato la piena realizzazione delle possibilità umane”. e ancora: “dio ti dà la vita. ma solo l’amore e la scelta d’amore ti rendono infiniti. dio ci dà la possibilità di essere creativi per sempre. la scelta di uscire dal finito per abbracciare l’infinito dipende da noi”. è questa scelta che ha fatto maria di nazareth e che ha fatto suo figlio gesù. questa, non un’altra, andando anche a rompere le consuetudini religiose del loro tempo.

così l’invito in questi giorni non può che essere a non avere paura. dipende da noi.

(foto louis stettner)


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