Padre Murphy. Tutta la verità (solo qui)

Questa mattina i media di tutto il mondo sono stati svegliati da questo articolo del New York Times, “Vatican Declined to Defrock U.S. Priest Who Abused Boys“, nel quale si legge: “Alti funzionari vaticani – incluso il futuro papa Benedetto XVI – non sconsacrarono un prete che aveva molestato qualcosa come 200 ragazzi sordi, malgrado diversi vescovi americani avessero ripetutamente avvertito che la mancanza di una azione decisa in materia avrebbe potuto mettere in imbarazzo la chiesa”.

E questo pomeriggio è il sito web di Avvenire a spiegare ogni cosa, dall’inizio alla fine. A dire, insomma, la verità. Solo qui: “Prete pedofilo in Usa, ecco come è andata veramente“.

Pubblicato su palazzoapostolico.it giovedì 25 marzo 2010

Esorcisti contro

L’articolo che ho scritto il 25 febbraio sul recente libro di padre Amorth con Marco Tosatti – “Se un esorcista in Vaticano scopre di avere molto da fare” – ha attirato l’attenzione di molti. Del resto, nella chiesa, sono parecchi i vescovi che non credono all’esistenza di Satana ed è logico, dunque, che “credenti e non credenti” parlino e discutano di quanto l’esorcista don Amorth dice. In particolare quella denuncia terribile: anche in Vaticano ci sono dei satanisti.

E’ contro questa denuncia che dalla Spagna scende in campo un altro esorcista, padre Juan Antonio Fortea il quale dice a padre Amorth di provare le sue affermazioni: “P. Fortea responde al P. Amorth: Si hay satanismo en el Vaticano tiene que probarlo“.

Oggi comunque anche Avvenire dedica a Satana un’intera pagina all’interno della sezione cultura. Lorenzo Fazzini firma questo pezzo molto interessante: “Ma dove diavolo è finito Satana?“. Si tratta, in sostanza, di un elenco di titoli disponibili in libreria e dedicati al Demonio.

Sempre su Avvenire c’è un piccolo box da leggere. “Gli ultimi Pontefici – si legge – hanno affrontato il tema di Satana non disdegnando affermazioni politicamente scorrette in una società dove il male viene reso impalpabile. Paolo VI nel 1972 pronunciò parole molto precise: ‘Il male non è più solo una deficienza, ama un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore’. Giovanni Paolo II dedicò alcune catechesi all’aldilà nel luglio 1999 e disse: ‘L’inferno è il rifiuto definitivo di Dio’. Mentre da teologo Joseph Ratzinger descriveva così Satana: ‘E’ un essere personale al modo della non-persona’. E divenuto Papa, dialogando coi parroci di Roma nel 2009, ha affermato: ‘Questo sarebbe l’inferno: coloro che non hanno più in se stessi un minimo di capacità di amare’”.

Pubblicato su palazzoapostolico.it mercoledì 3 marzo 2010

Il “ministro” della Salute del Papa parla polacco ma si fa capire bene

Il 60enne arcivescovo polacco Zygmunt Zimowski guida il “ministero” vaticano della Salute dallo scorso aprile. E domenica, in una delle sue prime uscite pubbliche, si sono viste le linee del suo agire. E’ a Poznan, infatti, dove è in corso il congresso mondiale dei farmacisti cattolici, che Zimowski, citando testi scritti in passato da Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, ha pronunciato parole con le quali ha voluto richiamare la necessità di garantire l’accesso alle medicine per i più poveri e, insieme, ricordare come non tutti i farmaci siano uguali: quelli “contro la vita” non dovrebbero essere venduti e di più, contro la loro vendita, sono i farmacisti cattolici a essere chiamati a fare obiezione di coscienza.

Zimowski ha tenuto un discorso che, come è logico che sia, prosegue la battaglia che Benedetto XVI dovette inaugurare con le cancellerie di mezza Europa proprio lo scorso aprile, nell’imminenza dell’addio del cardinale Javier Lozano Barragán al “ministero” poi occupato dall’arcivescovo polacco. Fu, infatti, partendo per l’Africa che Benedetto XVI venne pesantemente criticato, soprattutto da esponenti del governo belga, per aver dichiarato che la soluzione per combattere l’Aids non è da ricercare nei preservativi quanto nell’umanizzazione della sessualità e in un’autentica amicizia e disponibilità nei confronti delle persone sofferenti. In buona sostanza, il medesimo concetto espresso con altri accenti l’altro ieri da Zimowski a Poznan: una sanità dominata non dall’etica ma esclusivamente dalla logica del profitto è contro l’uomo.

Zimowski non ha difficoltà a comprendere e a mettere in pratica le prerogative del Pontefice quanto alla salute. Prerogative che, a ben vedere, sono in linea col magistero dei predecessori di Benedetto XVI e, quindi, con quella “sicurezza sanitaria” che più volte ricorre nei testi pontifici: cioè la necessità che a tutti venga assicurato l’accesso almeno ai farmaci di base, quei farmaci che salvano la vita. Esattamente per diciannove anni e quindici giorni (dal 1983 al 2002) Zimowski ha lavorato a stretto contatto con Ratzinger alla dottrina della fede. Esperto di cose morali, fa della riservatezza una delle caratteristiche centrali del proprio agire. All’ex Sant’Uffizio ha lavorato principalmente nella sezione “protocollo”. Amicissimo del segretario di Wojtyla don Stanislaw Dziwisz, venne nominato vescovo di Radom nel 2002. Fu lo stesso Zimowski a raccontare come, una volta saputo della nomina, si recò nell’ufficio di Ratzinger per chiedergli che fosse lui a imporgli le mani. Ratzinger gli rispose: “Non sono degno”. Ma poi accettò non senza aver appurato che qualcuno s’incaricasse di tradurre in polacco il testo dell’omelia da lui redatto in tedesco appositamente per l’ordinazione. Insomma, Zimowski è dalla nidiata di presuli della ratzingeriana dottrina della fede che è uscito. Per divenire, lui come tanti altri, pedina preziosa nel governo della curia romana.

Il prossimo banco di prova per l’arcivescovo polacco sarà nel mese di ottobre, quando in Vaticano si aprirà il sinodo dei vescovi sull’Africa. Fu in vista dell’appuntamento autunnale che Benedetto XVI, a Yaundé in Camerun lo scorso aprile, consegnò ai presuli africani un documento preparatorio nel quale accusava la tendenza sempre più diffusa dei paesi ricchi di fare profitti in campo medico, tralasciando i paesi più poveri. Non a caso a Poznan il successore di Lozano Barragán ha parlato del fatto che spesso “per motivi economici vengono trascurate le malattie tipiche dei paesi in via di sviluppo perché, sebbene colpiscano e uccidano milioni di persone, non costituiscono un mercato abbastanza ricco”.

Pubblicato sul Foglio martedì 15 settembre 2009 e consultabile anche QUI

Importanti novità

Paolo Rodari

Uso di questo mio blog per annunciare in poche righe importanti novità.

Primo. Dopo tre anni di professionalmente proficua permanenza al “Riformista”, da martedì prossimo (primo settembre) passo al “Foglio” di Giuliano Ferrara.
Credo che per un giornalista ogni tanto cambiare sia importante e salutare. Al “Foglio” continuerò a occuparmi di cose vaticane e quindi per chi mi segue sul blog la “solfa” non cambierà: se sarà possibile continuerò a pubblicare sul blog i pezzi che scriverò quotidianamente sul giornale ma comunque, con più assiduità, cercherò di dilettarmi in pezzi dedicati esclusivamente a palazzoapostolico.it (nella rubrica che chiamo “Pensieri Sparsi”). Anche perché siete in tantissimi a seguirmi quotidianamente e, dunque, ve lo meritate. Molti di voi postano raramente, ma la costanza quotidiana di utenti unici mi fa capire che in molti, pur senza postare, mi leggete.

Secondo. Da poche ore sono su Twitter. Molti di voi mi hanno chiesto notizie vaticane in lingua inglese. Non avendo tempo per tradurre i pezzi che scrivo, ho pensato (primo tra i vaticanisti italiani) di pubblicare brevi diversi messaggi in lingua inglese su Twitter: vi assicuro che anche in poche righe riesco a dare notizie e scenari (la cosa è divertentissima). Non solo: spesso le notizie che do su Twitter anticipano di parecchio le agenzie di stampa.

Come già sapete da qualche tempo sono su Facebook. Oltre al mio profilo vi potete trovare anche la Fan Page di Palazzo Apostolico.it. Vi aspetto tutti.
Paolo

Photo Credits: Leonora Giovanazzi