La custode del silenzio

«Io, Antonella, eremita in città»

Antonella Lumini e Paolo Rodari
Pubblicato il 23 agosto 2016, Einaudi, 128 pagine

Estate 2013. Ero da poco arrivato a Repubblica. Proposi a Ezio Mauro, allora direttore, un reportage sugli eremiti urbani, persone che abbracciano il silenzio e la solitudine all’interno di appartamenti comuni, abitazioni come tante altre dentro le nostre città. Acconsentì e il 28 luglio uscì in due pagine questo mio articolo intitolato “I nuovi eremiti“. All’interni scrissi a lungo di Antonella Lumini, la cui esperienza di solitudine mi aveva colpito più di altre.
Aveva 28 anni, Antonella, quando sentì un richiamo che l’ha spinse su una via già percorsa da tanti eremiti prima di lei ma nello stesso tempo unica. Come gli antichi eremiti della tradizione ortodossa che senza chiedere il permesso a nessuno partivano per una vita di solitudine semplicemente dopo la benedizione di un sacerdote, così Antonella lasciò ogni cosa per abbracciare il silenzio senza ricevere alcun particolare mandato da nessuno. Lo Spirito, mi disse, deve essere lasciato libero di parlare. La mia, continuò, è una vita sulla soglia, né dentro né fuori la Chiesa. Da allora non ha mai lasciato Firenze, la città dove è nata. Si è mantenuta lavorando part time presso la Biblioteca Nazionale Centrale con un incarico sui testi antichi, dosando silenzio e lavoro, le ore mattutine in Biblioteca e il silenzio una volta rientrata a casa nel pomeriggio. Lontana dall’idea di rifiutare il mondo, Antonella ha sempre dosato con disciplina la connessione a internet e l’uso del telefono. Le parole che pronuncia sono un balsamo per l’anima di chi va a trovarla, uomini e donne che cercano di dare un senso alla propria esistenza.
Nel suo appartamento una stanza è risevata al silenzio, si chiama “pustinia” che in russo significa deserto. Più volte sono entrato in questa stanza, per ascoltare il silenzio, per ascoltare Antonella e mettere in pagina in questo libro la sua incredibile e unica storia. Una vita dedicata all’ascolto del silenzio, alla voce che parla in esso, una voce raggiungibile da tutti, nessuno escluso. Una voce che è origine, radice, verità.
«Caro Paolo – mi ha detto -, la mia è una consegna. Ti porterò dentro questo viaggio. Ora può essere raccontato».

COMPRA SUBITO