• pier paolo pasolini si recava da lei regolarmente. più volte è stata chiamata a confrontarsi con intellettuali e scrittori dell'académie française, fra questi jean-paul sartre, roger garaudy, louis althusser, jean guitton. trascorse qualche giorno a discutere con jean maritain e la redazione di esprit, e in un'occasione edith piaf cantò per lei.

    angela volpini, mistica, 79 anni, vive a casanova staffora, un paesino lombardo dell'oltrepò pavese, ai confini con emilia e liguria. con lei ho dialogato su questi giorni difficili a casua del coronavirus.


    sei spaventata?
    “sono addolorata per la sofferenza psichica e fisica della gente, ma non spaventata, perché spero che dalla paura di questa pandemia gli esseri umani possano prendere coscienza della bellezza e della importanza della vita e comprendano che non basta la speranza a riempirla, ma bisogna impegnare tutta la nostra intelligenza e creatività, per migliorare tutto ciò che non è ancora umano sul nostro pianeta”.

    però molte persone soffrono, cosa dici loro?
    “non ho risposte per la sofferenza, se non la condivisione umana, ma qualcosa voglio dire. interrogarsi, se ognuno di noi ha fatto qualche cosa per migliorare la sua vita e quella degli altri. se ha ascoltato il proprio desiderio di bene ed amore, che nasce spontaneo dalla nostra umanità e vi ha dato qualche risposta. se no, è ancora in tempo a darla.

    a cosa può servire questo periodo così difficile?
    “questo periodo così difficile può essere prezioso, perché nell’escludere gli affanni giornalieri di lavoro, delle relazioni superficiali, dei problemi non essenziali, ci permette di interrogarci sulle questioni di fondo. quale è il senso della vita, come dovrebbero essere le nostre relazioni, cosa andiamo cercando nel nostro continuo movimento? io credo che tutti sappiamo come ci piacerebbe vivere e tutti sappiamo quale sia la situazione ottimale per la vita degli esseri umani, ma tutti fingiamo di averlo dimenticato e ci accontentiamo di quanto ci offre il nostro contesto sociale, senza spendere un minimo della nostra creatività per cercare di adeguarlo al bene di tutti, secondo l’esigenza di fondo che tutti avvertiamo in quanto umani”.

    se dio esiste, perché non interviene? cosa pensi?
    “certo dio potrebbe intervenire e forse interverrà, ma è sempre una eccezionalità, perché dio alla sua creazione ha dato intelligenza, creatività e libertà, affinché potesse organizzare ogni cosa come voleva. abbiamo sufficiente intelligenza e creatività per risolvere i problemi che la vita ci presenta, anzi il nostro compito di umani è proprio quello di mettere amore e ordine dove c’è caos e violenza. quello che chiediamo a dio, lui lo chiede a noi, perché sa le doti che ci ha dato e dobbiamo impiegarle sempre, soprattutto nei momenti drammatici della vita sia soggettiva che comune”.

    la visione che maria ti ha dato è molto positiva. questi limiti non la contraddicono?
    “l’esperienza che ho avuto con maria è stata quella di scoprire le potenzialità della nostra umanità, per raggiungere la felicità personale e comune qui sulla terra, da dove una certa interpretazione religiosa l’aveva delocalizzata. infatti abbiamo introiettato la convinzione che qui sulla terra non sia possibile essere felici, ma lo possiamo essere solo in paradiso. maria mi ha detto che è possibile essere felici anche qui, perché è per questo che esistiamo e lo possiamo essere se ognuno cerca di essere sé stesso. più precisamente, se mette la sua attenzione su quello che sente come esigenza esistenziale e sul desiderio di felicità che accompagna ogni esistenza umana. le risposte a queste domande, che abbiamo sempre sperato provenissero dal divino, lei mi ha semplicemente detto che le dobbiamo dare noi, per dare senso alla nostra vita e godere della felicità che questo comporta. rispondendo alle domande che la nostra natura umana ci pone, noi diventiamo veramente umani e se scegliamo di darci l’amore come nostra qualità, diventiamo divini. maria ha fatto quello che ognuno di noi può fare: scegliere l’amore come propria identità per diventare divini nel divino”.