• “la paura va bene, è normale. ma l’ansia no. l’importante ora è non far prevalere l’ansia, perché se prevale fa entrare in un vortice negativo da cui poi non si riesce a uscire”.

    ho chiamato padre alberto maggi, sacerdote e teologo, fine biblista, frate dell’ordine dei servi di maria, che in un libro – “Chi non muore si rivede. Il mio viaggio di fede e allegria tra il dolore e la vita” – ha raccontato, fra le altre cose, anche la sua esperienza a “un passo dalla morte”.

    siamo tutti impauriti a motivo del coronavirus. come uscirne?
    “è il momento di avere fede. questo signore gesù che invochiamo o c’è o non c’è. dobbiamo avere fede”.

    va bene, ma in tanti non sono credenti. come devono fare?
    “chi non ha fede deve avere fiducia nell’uomo e nella vita. la storia insegna che da queste emergenze l’uomo ha sempre guadagnato ed è cresciuto. ora siamo in un periodo di clausura: dicono che i capolavori più belli nascano proprio dalla clausura. pensiamo positivo, sfruttiamo questo momento per creare”.

    tu non hai paura?
    “anche qui a montefano dove abito prendo le mie precauzioni. ma sono consapevole che l’ansia non deve prevalere. fa più danni l’ansia del virus. il virus passerà ma dopo la paura e l’ansia restano”.

    come affrontare allora questi giorni?
    “con serenità! e dando serenità agli altri”.

    sembra di essere entrati in guerra.
    “adesso è un momento duro e doloroso, ma ci sono tante cose positive. non so se tutto tornerà come prima. ma intanto credo che nessuno si azzarderà più a tagliare la sanità pubblica, e questo è positivo. se reggiamo è grazie a essa. penso in particolare ai medici, ma anche ai bravissimi infermieri che ci stanno permettendo di non soccombere”.

    e poi?
    “poi verrà un periodo meraviglioso. basta pensare cosa furono gli anni ’50 dopo la guerra. energia nuova, speranza, si cantava. ecco torneremo a cantare e saremo diversi. ma la positività c’è già ora e risiede nelle innumerevoli energie d’amore che già oggi stiamo liberando. erano nascoste, oggi tornano a mostrarsi. vengono liberate. questo amore resta e già cambia il mondo”.

  • don angelo casati, 88 anni, saggista e poeta, voce profetica fra le più ascoltate a milano, mi racconta come sta vivendo questi giorni difficili.

    caro angelo, stiamo vivendo una situazione che per molte generazioni è una novità assoluta. c’è tanta paura. come stai tu davanti alla paura?
    “sì, caro paolo, forse sta qui l’eccezionalità dei nostri giorni: nel fatto che la paura è generalizzata e tutti in paura per lo stesso evento. per il resto penso che la paura faccia parte della vita, ognuno ha le sue paure, chi più chi meno, chi per una cosa chi per un’altra. come sto io? non ho mai pensato una vita esente da sentimenti di paura, né a una traversata senza momenti di bufera. la guardo in faccia, la mia e quella degli altri che fanno la traversata con me. non condivido l’opinione degli ecclesiastici che vedono nella paura un sintomo di una fede minore. e non penso che sia un segno di poca fede sentirne la presa sulla pelle.
    penso a gesù che più volte invitava a superare la paura, a non temere. quando i suoi discepoli per furia di acque e tempeste urlavano dalla barca e i gridi sembrano soffocati dal’urlo delle acque.
    eppure anche lui provò sentimenti di paura, quando per esempio di fronte alla morte che ormai incombeva, all’ombra notturna degli ulivi nell’orto ‘cominciò’– dice il vangelo - a spaventarsi e a sentire angoscia e disse ai discoli: ‘l’anima mia è triste fino alla morte’. lo sento compagno delle mie paure e delle paure dell’umanità”...... continua la lettura