no alla tentazione dell'uomo forte al potere. le necessarie parole di padre sorge

oggi ho fatto su repubblica una lunga conversazione con padre bartolomeo sorge dedicata all’attuale situazione politica in occasione dell’arrivo (l'altro ieri) di giuseppe conte nella sede di civiltà cattolica per presentare insieme al cardinale pietro parolin un testo sul mediterraneo.

a mio avviso la voce di sorge è oggi necessaria. ha la libertà di dire le cose che pensa. e di parole vere, a tratti crude, c’è a mio avviso bisogno oggi. sorge è probabilmente l’unico vero erede del cardinale carlo maria martini. gesuita, vive a gallarate, in una piccola cella all'interno della cittadella filosofica “aloisianum” accanto a quella che fu del grande arcivescovo di milano. novant'anni, nato all'isola d'elba da genitori di origine catanese, ex direttore di civiltà cattolica, negli anni ottanta fu tra gli animatori della primavera di palermo contro la mafia.

diversi osservatori hanno raccontato l’ultimo attivismo di conte che sembra strizzare l’occhio alla chiesa. dice sorge: “conte ha dimostrato qualità e forza staccandosi da salvini”. “il discorso in parlamento fu memorabile e di carattere”. certo, “rimane l’ombra del precedente collaborazionismo al sovranismo. ma i cattolici più che a lui devono guardare a sé stessi. l’epoca delle grandi ideologie è finita. de gasperi, moro, sono figure ideali, ma non riproducibili. non si deve più parlare di ‘politica dei cattolici’, ma di ‘buona politica’. i credenti a questa devono contribuire”.

“ma la chiesa – continua sorge – non ragiona più come nel passato. conte potrà continuare la sua stagione politica ottenendo anche i voti di molti credenti, ma non perché dall’alto la chiesa decide che così debba essere. in ogni caso, è vero, sta dando prova di buona capacità di mediazione e si sta liberando dell’ombra che si portava dietro”.

interessanti poi le parole che il gesuita dedica a salvini e al fatto che diversi credenti lo votino. dice: “di fronte alla proposta dell’uomo forte che difende i valori nazionali, che chiude i porti, che porta avanti una certa identità e che usa in modo strumentale anche la religione e i suoi simboli, molti credenti si illudono che l’unica salvezza sia dare a lui i ‘pieni poteri’. per molti, venuti meno i partiti ideologici, l’unica ‘speranza’ è affidarsi all’uomo forte, che, per di più, fa della fede cristiana uno scudo contro l’islam. non capiscono che si tratta di un sovranismo pericoloso e malato, fino al punto, come ha detto francesco, di richiamare alla memoria espressioni e parole usate dal nazismo”.

infine il suo commento circa il fatto che la chiesa italiana, in passato, ha appoggiato il centro destra e in particolare silvio berlusconi. che stagione è stata? “è uno dei tanti “peccati” di ecclesiastici, di cui la chiesa deve chiedere perdono a dio e alla storia”.


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