Perché criticano Francesco. Una inedita lettura del cardinale Parolin

Più volte mi sono interrogato sulle critiche che riceve Francesco, indagando anche su quali siano le sue origini più profonde.

Un aiuto in questa indagine me l'ha dato ieri il cardinale Pietro Parolin. In una intervista che gli ho fatto su Repubblica dedicata principalmente ai rapporti fra il Vaticano e la Cina è il segretario di Stato vaticano a portare una tesi alle mie orecchie inedita sulle motivazioni che provocano queste critiche.

Dice Parolin di avere "l’impressione che le critiche rivolte in Occidente a Francesco somiglino a quelle del figlio maggiore della parabola del figliol prodigo, che vive come un’ingiustizia l’amore del Padre per il fratello che viene da lontano. L’Occidente è un po’ come quel figlio che è sempre vissuto più vicino al Padre, ma che oggi non sa più gustare questa vicinanza. Oggi è giusto dare più attenzione anche a chi in passato ne ha avuta di meno, come i popoli dell’Asia, che hanno conosciuto meno di altri l’annuncio cristiano: in Cina solo un abitante su quattro sa chi è Gesù Cristo. Ma l’attenzione a chi viene da lontano non è contro chi è più vicino. L’Occidente dovrebbe capire di più questa 'geopolitica'. Nella sua saggezza pastorale, la Chiesa intuisce i movimenti della storia e apre strade che poi molti altri possono percorrere".


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Prima o poi arriverò al nocciolo, a quel gheriglio di scrittura innanzi al quale ogni altro tentativo al confronto non potrà che impallidire
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