cosa penso della trasmissione report e dell'opposizione a francesco

tre sere fa è andata in onda la trasmissione “report” in parte dedicata all’opposizione al pontificato di papa francesco. in tanti si chiedono: perché questa opposizione? chi la muove? da dove è originata e con quali finalità? voglio provare a dire la mia, seppure in modo molto sintetico e, a motivo della complessità dei fattori in gioco, non esaustivo. ...continua a leggere

una opposizione al papa, come report ha fatto vedere, viene dal mondo conservatore americano vicino al partito repubblicano. i motivi che la generano sono a mio giudizio prettamente economici. francesco, soprattutto con la laudato si’, ma anche con tutta una serie di interventi magisteriali e non, ha mostrato bene da che parte stare.

secondo fonti accreditate, diversi occhi, fra questi quelli delle lobby del petrolio americane, temevano la stesura della sua enciclica ecologia ed anticapitalistica. volevano che francesco non arrivasse a dire che la causa del mutamento climatico è l’attività umana che utilizza materiale fossile. i petrolieri, probabilmente, auspicavano un’enciclica “light”, romantica, dedicata alla natura, senza dire niente dello sfruttamento ambientale e delle sue conseguenze. invece il papa ha seguito quello che dice gran parte della comunità scientifica calcando sul fatto che gli effetti del global warming sono anche la crisi migratoria e le nuove schiavitù. e che occorre un cambiamento di stile, di propositi, di azioni. di qui gli attacchi alla sua persona, messi in campo anche da media cattolici finanziati da questi stessi ambienti conservatori.

poi, certo, c’è anche una opposizione che potremmo definire più teologica, anche se a mio avviso anch’essa cela motivazioni che vanno al di là dell’interpretazione della dottrina. per alcuni credenti, fra loro anche alcuni uomini di chiesa, il papa crea confusione mettendo in soffitta secoli di insegnamento della stessa chiesa. è così? io non credo. con amoris laetita, in particolare, francesco ha semplicemente chiesto che la dottrina, che lui non ha cambiato, tenesse conto della complessità del reale, della varietà di storie e situazioni. questo approccio aperto, senz’altro poco schematico e rigido, chiede che diversi teologi, soprattutto moralisti, ripensino il loro insegnamento. alcuni di questi teologi e con loro parte dell’episcopato questa fatica non l’hanno voluta fare e, piuttosto che cercare di comprendere e cambiare, hanno accusato il papa di eresia spingendo, più o meno consapevolmente, alcuni credenti alla resistenza.


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