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	<title type="text">Palazzo Apostolico - Diario Vaticano di Paolo Rodari</title>
	<subtitle type="text">Diario Vaticano di Paolo Rodari - Vatican Blog</subtitle>

	<updated>2008-11-19T11:32:24Z</updated>
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		<author>
			<name>Paolo Rodari</name>
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		<title type="html"><![CDATA[Intervista a monsignor Jean Sleiman: «Barack Obama non cambierà l&#8217;Iraq»]]></title>
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		<updated>2008-11-19T11:32:24Z</updated>
		<published>2008-11-19T11:32:24Z</published>
		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="il Riformista" />		<summary type="html"><![CDATA[Nicosia. L’accordo di sicurezza che il governo iracheno ha stipulato con gli Stati Uniti - prevede il ritiro totale delle truppe americane entro la fine del 2011 - soddisfa l’arcivescovo latino di Baghdad, monsignor Jean Sleiman, che però avverte: «Il male è da cercarsi dentro il popolo iracheno, non fuori. La violenza fa parte del [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2008/11/19/intervista-a-monsignor-jean-sleiman-%c2%abbarack-obama-non-cambiera-liraq%c2%bb/">&lt;p&gt;Nicosia. L’accordo di sicurezza che il governo iracheno ha stipulato con gli Stati Uniti - prevede il ritiro totale delle truppe americane entro la fine del 2011 - soddisfa l’arcivescovo latino di Baghdad, monsignor Jean Sleiman, che però avverte: «Il male è da cercarsi dentro il popolo iracheno, non fuori. La violenza fa parte del nostro paese da troppi anni e non c’entrano gli Stati Uniti. Siamo noi che dobbiamo cambiare mentalità e smetterla di accusare altri d’esser causa del nostro male. Recentemente abbiamo rischiato la guerra civile. E la colpa è stata solo nostra: in troppi in Iraq cercano il potere e usano la violenza per raggiungerlo. In questo modo le minoranze, a cominciare da quella cristiana, sono costrette alla fuga».&lt;br /&gt;
A Cipro in occasione del Meeting di religione e cultura promosso dalla Comunità di Sant’Egidio, Sleiman (62 anni, carmelitano libanese) parla del presente e del futuro dell’Iraq, ma non si fa illusioni. «Soprattutto - dice - non me ne faccio sull’elezione di Barack Obama. Come non se la fanno gli iracheni. Nel nostro paese non c’è stata, come da altre parti, una “Obama-mania”. Tutt’altro. Siamo consapevoli che la politica estera degli Stati Uniti non cambierà con Obama. La stessa cosa è successa con Bill Clinton e poi con George W. Bush che nel 2001 invase il paese. E crediamo che anche con Obama tutto andrà nella medesima maniera. Certo, l’accordo dell’altro giorno è importante e sono convinto che il Parlamento lo approverà. Ma la politica degli Usa sarà comunque la stessa di sempre».&lt;br /&gt;
E a proposito dell’invasione, Sleiman ha le idee chiare: «In Iraq - spiega con una battuta - si stava meglio quando si stava peggio. Ovvero: non si può dire che oggi si stia meglio rispetto a quando c’era Saddam Hussein. Allora, è vero, c’era la dittatura e non c’era libertà d’espressione, di opinione, libertà culturale. Ma, comunque, non c’era il disastro che c’è ora. Eppure la colpa non è solo di Bush. È anche di Clinton: questi attaccò Baghdad nel 1998 e diede l’abbrivio a quanto poi accadde nel 2001. Occorre non dimenticarlo. E la cosa dimostra come con qualsiasi presidente la zolfa sia sempre la stessa».&lt;br /&gt;
Sleiman racconta che l’unico che si illuse delle buone intenzioni di Clinton fu Saddam: «Quando Clinton venne eletto - dice l’arcivescovo - Saddam sparò in aria in segno di festa. Ben presto però si dovette accorgere che nulla era cambiato e che Clinton lo braccava».&lt;br /&gt;
Per il futuro Sleiman sogna un Stato democratico, con meno violenza e odio. Uno Stato dove anche i cristiani costretti alla fuga possano fare ritorno? «È giusto dire “tornare”. Perché almeno metà dei cristiani del paese, probabilmente 600-700 mila, sono stati costretti alla fuga, a lasciare l’Iraq senza volerlo perché oppressi. Ma il problema è tutto soltanto politico. Lo dimostra bene la decisione del consiglio di presidenza iracheno che ha recentemente ratificato la legge, approvata lunedì 3 novembre dal Parlamento con 106 voti su 150, che riserva una quota dei seggi alle minoranze, in vista delle elezioni per il rinnovo dei consigli provinciali, in programma dal 31 gennaio 2009. La normativa prevede la concessione di sei seggi su un totale di 440: tre ai cristiani, uno a testa agli yazidi e agli shabak a Ninive e l’ultimo ai sabei, nella capitale. Il presidente Jalal Talabani (curdo) e i vice-presidenti Tareq Al Hashemi (sunnita) e Adel Abdul-Mahdi (sciita) hanno trasformato il decreto in legge, nonostante l’opposizione della comunità cristiana che invocava il veto presidenziale. E il motivo è semplice: i cristiani, anche in Parlamento, sono soltanto una piccola merce di scambio. Niente più».&lt;br /&gt;
Ovviamente in Iraq non soffrono soltanto i cristiani. È, a ben vedere, tutta la popolazione che si trova in una situazione difficilissima. Anche economicamente: «Non credo - dice Sleminan - sia normale vivere in un paese dove per avere il pieno di benzina nella macchina occorra fare 10 ore di coda. Dove il gas costa 20 dollari al litro contro il dollaro che costava 5 o 6 anni fa. Dove si è continuamente umiliati: se un iracheno si presenta alla frontiera di un qualsiasi paese occidentale, deve stare in attesa per ore e ore perché si sospetta di lui. Ma, ripeto, la colpa è innanzitutto nostra. Siamo noi iracheni che dovremmo fare autocritica e cominciare noi a rigettare la violenza».&lt;/p&gt;
&lt;table width="177" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0"&gt;
&lt;tr align="left" valign="middle"&gt;
&lt;td align="left"&gt;&lt;strong&gt;Tratto da:&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td align="left"&gt;&lt;a href="http://www.ilriformista.it" target="_blank" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.ilriformista.it');"&gt;&lt;img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2008/08/firma_ilriformista.gif" width="92" height="20" border="0" align="middle"&gt;&lt;/a&gt;
    &lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/table&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~a/PalazzoApostolico?a=QdwN7o"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~a/PalazzoApostolico?i=QdwN7o" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/PalazzoApostolico/~4/458295080" height="1" width="1"/&gt;</content>
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		<author>
			<name>Paolo Rodari</name>
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		<title type="html"><![CDATA[Gli insulti sul blog e un chiarimento su don Gallo]]></title>
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		<updated>2008-11-18T08:39:39Z</updated>
		<published>2008-11-18T08:39:39Z</published>
		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="Pensieri sparsi" />		<summary type="html"><![CDATA[Mi trovo sempre a Cipro.
Questo pomeriggio ripartirtò per Roma.
Ieri ho intervistato l&#8217;arcivescovo dei latini di Baghdad Sleiman. Ma oggi, al posto della sua intervista, preferisco pubblicare questo breve avviso. Riguarda questo blog. Sono contento che qui si esprimano voci differenti. Credo però che queste voci meritino tutte rispetto. Insomma, occorre lasciare a casa gli insulti [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2008/11/18/gli-insulti-sul-blog-e-un-chiarimento-su-don-gallo/">&lt;p&gt;Mi trovo sempre a Cipro.&lt;br /&gt;
Questo pomeriggio ripartirtò per Roma.&lt;br /&gt;
Ieri ho intervistato l&amp;#8217;arcivescovo dei latini di Baghdad Sleiman. Ma oggi, al posto della sua intervista, preferisco pubblicare questo breve avviso. Riguarda questo blog. Sono contento che qui si esprimano voci differenti. Credo però che queste voci meritino tutte rispetto. Insomma, occorre lasciare a casa gli insulti altrimenti qui non si può scrivere. Molti post purtroppo escono senza la mia moderazione perché il sistema dopo un po&amp;#8217; che uno scrive e viene pubblicato lo riconosce come affidabile e pubblica i suoi post in automatico. Io, quindi, non posso moderare tutto.&lt;br /&gt;
Quindi chiedo davvero rispetto per tutti. Si può dire ciò che si pensa senza insultarsi, no? Anzi, se non ci si insulta può anche darsi che chi la pensa diversamente comprenda meglio il punto di vista dell&amp;#8217;altro.&lt;br /&gt;
A riguardo del mio post su Don Gallo voglio ribadire quanto segue: non ce l&amp;#8217;ho con le trans (ho imparato che si dice così). Ce l&amp;#8217;ho nel merito con Don Gallo perché a mio avviso è assurdo che un prete proponga un calendario simile. Un prete dovrebbe dare altri esempi. Altrimenti vale tutto. Altrimenti si dà l&amp;#8217;idea che per la Chiesa tutto sia lecito. Invece non è così. Esistono dei valori che la Chiesa non può ledere per il bene delle persone. Ma questo è un discorso troppo lungo e non voglio farlo ora.&lt;br /&gt;
Quello che voglio dire è che non giudico le trans, come qualcuno mi ha detto. Non apporovo che ci si prostituisca come fanno alcune di loro a Genova, ma questo è un altro discorso. Col mio post volevo semplicemente giudicare il comportamento di Don Gallo. Lo ritengo deprecabile. Un prete deve voler bene a tutti. E deve voler bene alle trans che vivono nel suo quartiere tanto quanto vuole bene alla vecchietta che va tutti i giorni in chiesa. Ma ciò non significa che per volere loro bene debba pubblicizzare un loro calendario. Questo è un modo di voler bene sbagliato, secondo me. Soprattutto per un prete.&lt;br /&gt;
Spero i commenti cerchino di tornare al merito delle questioni abbandonando gli insulti.&lt;br /&gt;
Grazie a tutti, Paolo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~a/PalazzoApostolico?a=zL7Hok"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~a/PalazzoApostolico?i=zL7Hok" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/PalazzoApostolico/~4/456947125" height="1" width="1"/&gt;</content>
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			<name>Paolo Rodari</name>
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		<title type="html"><![CDATA[A Cipro si dialoga ma la Turchia rimane appostata]]></title>
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		<updated>2008-11-17T10:11:07Z</updated>
		<published>2008-11-17T10:11:07Z</published>
		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="Pensieri sparsi" />		<summary type="html"><![CDATA[Mi trovo a Cipro per l&#8217;incontro interreligioso promosso dalla Comunità di Sant&#8217;Egidio. Ieri, quaranta leader di tutte le religioni hanno attraversato il muro che divide la Cipro greca da quella occupata indebitamente dai turchi nel 1974.
Dal 1974, infatti, l&#8217;isola di Cipro è divisa in due: la parte nord invasa dalla Turchia e tuttora riconosciuta solo [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2008/11/17/a-cipro-si-dialoga-ma-la-turchia-rimane-appostata/">&lt;p&gt;Mi trovo a Cipro per l&amp;#8217;incontro interreligioso promosso dalla Comunità di Sant&amp;#8217;Egidio. Ieri, quaranta leader di tutte le religioni hanno attraversato il muro che divide la Cipro greca da quella occupata indebitamente dai turchi nel 1974.&lt;br /&gt;
Dal 1974, infatti, l&amp;#8217;isola di Cipro è divisa in due: la parte nord invasa dalla Turchia e tuttora riconosciuta solo da Ankara come autoproclamata Repubblica del nord; e la parte sud abitata dai dei greco-ciprioti.&lt;br /&gt;
Prima del 1974, invece, Cipro era una cosa sola. Vi abitavano greco ciprioti e turco ciprioti assieme: erano un solo popolo. Oggi, invece, nella parte Nord, la Turchia ha portato tantissimi coloni (che nulla hanno a che vedere con la cultura e la tradizione dell&amp;#8217;isola) che hanno occupato terre non loro: tutte le abitazioni dei greco ciprioti.&lt;br /&gt;
Il gesto della delegazione dei 40 leader appartenenti a varie religioni è stato molto significativo. Il corteo multicolore ha attraversato il bazar che si trova subito oltre il check-point della zona nord di Nicosia e si è diretto alla Moschea Selymie, l&amp;#8217;antica Cattedrale Cattolica di Santa Sophia, uno degli esempi più importanti dell&amp;#8217;arte gotica a Cipro.&lt;br /&gt;
Nonostante la bella iniziativa credo che il futuro per Cipro non sia roseo. In merito alle difficoltà del negoziato, l’arcivescovo di Cipro ha sottolineato che &amp;#8220;Ankara vuole conservare il diritto di mantenere le sue truppe a Cipro, anche dopo una soluzione, con diritto d&amp;#8217;intervento&amp;#8221;. Inoltre c&amp;#8217;è il problema dei coloni: chi avrà il diritto di abitare le case? I vecchi proprietari o i coloni? Anche questa è la Turchia che si vuole entri in Europa.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~a/PalazzoApostolico?a=MWuD2u"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~a/PalazzoApostolico?i=MWuD2u" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/PalazzoApostolico/~4/455829540" height="1" width="1"/&gt;</content>
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			<name>Paolo Rodari</name>
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					</author>
		<title type="html"><![CDATA[L&#8217;ultima trovata di don Gallo: calendario trans per Natale]]></title>
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		<updated>2008-11-15T16:06:05Z</updated>
		<published>2008-11-15T16:06:05Z</published>
		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="il Riformista" />		<summary type="html"><![CDATA[C’è chi nella curia genovese diretta dal cardinale Angelo Bagnasco - la curia che fu dell’indimenticato cardinale Giuseppe Siri, ritenuto tra i più conservatori dei porporati del secolo scorso, animo nobile, fierezza liturgica, senso della Chiesa e del cosiddetto popolo di Dio - ritiene che questa volta sia troppo. Che il limite sia stato superato. [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2008/11/15/lultima-trovata-di-don-gallo-calendario-trans-per-natale/">&lt;p&gt;C’è chi nella curia genovese diretta dal cardinale Angelo Bagnasco - la curia che fu dell’indimenticato cardinale Giuseppe Siri, ritenuto tra i più conservatori dei porporati del secolo scorso, animo nobile, fierezza liturgica, senso della Chiesa e del cosiddetto popolo di Dio - ritiene che questa volta sia troppo. Che il limite sia stato superato. Che è ora di dire a don Andrea Gallo e alle sue derive stile liberal, che la deve finire. Basta, insomma. Ma, c’è da scommetterci, don Gallo non la finirà e continuerà per la sua strada.&lt;br /&gt;
L’argine del consentito e del lecito (magistero della Chiesa alla mano) il prete no-global don Gallo l’ha superato per l’ennesima volta in vista del prossimo Natale. E a questo giro l’ha fatto in modo clamoroso. Al posto di strenne natalizie diciamo normali, al posto delle statuine per il presepio o di immaginette raffiguranti Gesù Bambino, questi venderà il Calendario “Princese-Le Muse del Poeta”. In sostanza dodici scatti in cui posano alcuni transessuali genovesi. C’è Ursula con le tette di fuori. C’è Valentina inginocchiata sul letto. C’è Ulla che non si può dire che faccia abbia. C’è Alessia che ammicca e Sara che si tocca le parti intime. E poi ci sono Anna e Pamela che ridono mezze nude sguaiatamente. E, ancora, ecco Rossela pensosa, Sandra vogliosa, Claudia, Veronica e Genny che ve le raccomando. Dodici straordinarie e davvero imperdibili foto: una per ogni mese dell’anno.&lt;br /&gt;
La scusa è sempre la solita: i transessuali hanno diritto di cittadinanza come tutti (e ci mancherebbe). E, allora, siccome il Comune di Genova li vuole cacciare dai bassi del ghetto dove vivono e si prostituiscono (per un minimo di decoro, mica per altro), ecco che don Gallo va in loro soccorso e promuove la realizzazione del calendario in vista delle festività del Natale. Promuove la realizzazione, don Gallo, e ne incassa i proventi per la sua comunità San Benedetto la quale, manco a dirlo, si occupa di accogliere «tutti coloro che si trovano in situazione di disagio, con particolare attenzione al mondo della tossicodipendenza da sostanze illegali, da alcool e del disagio psichico». Insomma, cosa si vuole di più? I trans hanno diritto di prostituirsi, no? Don Gallo è un prete e, dunque, deve aiutare le pecorelle smarrite in difficoltà, o no? Oltretutto i proventi vanno per un’opera pia. Cosa volete di più?&lt;br /&gt;
La curia vorrebbe molto di più, davvero, ma pare che arginare don Gallo sia impresa titanica. E così, fuori dalla sua parrocchia, magari al termine della Messa della notte di Natale, don Gallo distribuirà a grandi e piccini (perché ai piccini no? È per un’opera di bene) il calendario trans.&lt;/p&gt;
&lt;table width="177" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0"&gt;
&lt;tr align="left" valign="middle"&gt;
&lt;td align="left"&gt;&lt;strong&gt;Tratto da:&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td align="left"&gt;&lt;a href="http://www.ilriformista.it" target="_blank" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.ilriformista.it');"&gt;&lt;img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2008/08/firma_ilriformista.gif" width="92" height="20" border="0" align="middle"&gt;&lt;/a&gt;
    &lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/table&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~a/PalazzoApostolico?a=QOEtTe"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~a/PalazzoApostolico?i=QOEtTe" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/PalazzoApostolico/~4/454102070" height="1" width="1"/&gt;</content>
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		<author>
			<name>Paolo Rodari</name>
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					</author>
		<title type="html"><![CDATA[Intervista a Rino Fisichella su Eluana: «I giudici sono degli arroganti. Hanno legalizzato l&#8217;eutanasia. Complimenti»]]></title>
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		<updated>2008-11-14T09:31:18Z</updated>
		<published>2008-11-14T09:31:18Z</published>
		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="il Riformista" />		<summary type="html"><![CDATA[«Se incontrassi oggi Beppino Englaro gli direi che provo compassione per lui. Ma gli direi anche, con tutta la fermezza possibile, che non condivido affatto la posizione da lui tenuta fino a oggi con Eluana. Non condivido la scelta di portare sua figlia alla morte. Condivido, invece, le sofferenze di quegli altri duemila genitori che [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2008/11/14/intervista-a-rino-fisichella-su-eluana-%c2%abi-giudici-sono-degli-arroganti-hanno-legalizzato-leutanasia-complimenti%c2%bb/">&lt;p&gt;«Se incontrassi oggi Beppino Englaro gli direi che provo compassione per lui. Ma gli direi anche, con tutta la fermezza possibile, che non condivido affatto la posizione da lui tenuta fino a oggi con Eluana. Non condivido la scelta di portare sua figlia alla morte. Condivido, invece, le sofferenze di quegli altri duemila genitori che si trovano nella sua stessa situazione e che, a differenza sua, nonostante la fatica e il dolore, continuano a lottare. Bisogna dirle queste cose. Perché altrimenti si crede che la situazione della famiglia Englaro sia un unicum. Non è così».&lt;br /&gt;
Sono trascorsi pochi minuti dalla sentenza della Cassazione che ieri ha respinto il ricorso della Procura di Milano sul caso Eluana Englaro, aprendo la strada perché l’alimentazione e l’idratazione che tengono in vita Eluana possano essere legalmente sospese: la Suprema corte ha accolto la richiesta del procuratore generale che chiedeva l’inammissibilità del ricorso della Procura del capoluogo lombardo contro la Corte d’appello di Milano che aveva concesso lo stop all’alimentazione di Eluana, in coma irreversibile da quasi diciassette anni. Col Riformista è monsignor Rino Fisichella a dire la sua. È presidente della Pontificia accademia per la vita e, dunque, è la persona più competente in merito in Vaticano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Eccellenza, è caduto l’ultimo ostacolo per l’interruzione delle cure alla Englaro. Come commenta?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
«Sono sgomento. Non ho altre parole».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;C’è chi ritiene la sentenza legittima.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
«Nessuno può permettersi di gioire. Se qualcuno gioisce io non posso fare altro che provare compassione per lui».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Per chi voleva la sentenza però quella di ieri è una vittoria.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
«È una sconfitta per tutti. Altro che vittoria. Una grande sconfitta per il diritto, perché non si comprende davvero come sia possibile che un giudice possa sentenziare arrivando a dire che lo stato vegetativo di una persona è irreversibile. Come si fa a dire che lo stato vegetativo di una persona è irreversibile? Su quali basi lo si dice? Eluana è una ragazza che vive, respira autonomamente, si sveglia e si addormenta, ha una sua vita. Cosa ne sanno i giudici di ciò che sente e prova una persona in stato vegetativo? Non hanno la competenza per fare e dire nulla in merito. E nemmeno ce l’hanno le persone che i giudici hanno interpellato: a queste credo manchino le basi scientifiche per esprimersi».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Cosa direbbe ai giudici?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
«Niente. Sono degli arroganti. Hanno legalizzato l’eutanasia. Complimenti».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Secondo lei non ha vinto la libertà?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
«No. Perché se la libertà è stabilire che si può dare la morte togliendo il nutrimento e l’acqua a una persona, allora non capisco che tipo di libertà sia. Oltretutto non si rispettano i tempi che il Parlamento si era dato per intervenire laddove c’è un vuoto legislativo. La Costituzione italiana, il Codice civile e il Codice penale non contemplano questo tipo di azioni. Il diritto è per difendere la vita, non per dare la morte».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;È, dunque, sempre convinto che vi sia bisogno di una legge?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
«Più che convinto. Non solo una legge è necessaria ma è anche urgente. Affinché non si ripropongano situazioni simili».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Per la famiglia di Eluana prova solo compassione?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
«Oggi il mio rispetto va principalmente a chi si vede tolta ingiustamente la vita. Certo, rispetto anche la famiglia di Eluana e il suo dolore, ma non posso in nessun modo condividere ciò che stanno facendo. E occorre che questa cosa venga detta e scritta. Per quanto mi concerne tutto quello che sta succedendo è grave dal punto di vista etico e morale. Forse c’è chi potrà trovare delle giustificazioni nei cavilli procedurali e nelle interpretazioni del linguaggio. Nella sostanza, però, rimane un fatto del tutto grave ed estraneo alla cultura del popolo italiano, un fatto di una gravità assoluta perché qui siamo davanti a un vero e proprio attentato alla vita».&lt;/p&gt;
&lt;table width="177" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0"&gt;
&lt;tr align="left" valign="middle"&gt;
&lt;td align="left"&gt;&lt;strong&gt;Tratto da:&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td align="left"&gt;&lt;a href="http://www.ilriformista.it" target="_blank" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.ilriformista.it');"&gt;&lt;img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2008/08/firma_ilriformista.gif" width="92" height="20" border="0" align="middle"&gt;&lt;/a&gt;
    &lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/table&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~a/PalazzoApostolico?a=hSOMXN"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~a/PalazzoApostolico?i=hSOMXN" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/PalazzoApostolico/~4/452753525" height="1" width="1"/&gt;</content>
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			<name>Paolo Rodari</name>
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		<title type="html"><![CDATA[Eluana deve morire. È in coma «irreversibile». Ma va?]]></title>
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		<updated>2008-11-13T19:08:33Z</updated>
		<published>2008-11-13T19:08:33Z</published>
		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="Pensieri sparsi" />		<summary type="html"><![CDATA[Secondo i giudici di Milano Eluana Englaro può morire perché è in coma «irreversibile». Davvero? Su quali basi scientifiche si può dire che lo stato in cui si trova Eluana è «irreversibile»? Dovrebbero spiegarcelo questi giudici.
La verità è un&#8217;altra: Eluana mangia e beve. Dorme. Si sveglia. Prova emozioni come tutti. Insomma vive. Eppure, secondo i [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2008/11/13/eluana-deve-morire-e-in-coma-%c2%abirreversibile%c2%bb-ma-va/">&lt;p&gt;Secondo i giudici di Milano Eluana Englaro può morire perché è in coma «irreversibile». Davvero? Su quali basi scientifiche si può dire che lo stato in cui si trova Eluana è «irreversibile»? Dovrebbero spiegarcelo questi giudici.&lt;br /&gt;
La verità è un&amp;#8217;altra: Eluana mangia e beve. Dorme. Si sveglia. Prova emozioni come tutti. Insomma vive. Eppure, secondo i giudici, il suo stato comatoso rimane «irreversibile» e per questo deve morire. Ripeto: deve morire. O meglio, deve essere uccisa.&lt;br /&gt;
Il diritto italiano non prevede nulla di tutto ciò, ma per loro Eluana deve morire comunque. Punto. Complimenti.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~a/PalazzoApostolico?a=ePfMRZ"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~a/PalazzoApostolico?i=ePfMRZ" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/PalazzoApostolico/~4/452095381" height="1" width="1"/&gt;</content>
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		<author>
			<name>Paolo Rodari</name>
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					</author>
		<title type="html"><![CDATA[Esclusivo. Non esce a dicembre l&#8217;enciclica &#8220;sociale&#8221;. Il testo è troppo superficiale sull&#8217;attuale tempesta finanziaria]]></title>
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		<updated>2008-11-13T14:14:32Z</updated>
		<published>2008-11-13T14:11:46Z</published>
		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="Pensieri sparsi" />		<summary type="html"><![CDATA[Da attendibili e fidate fonti vaticane vengo a sapere quest&#8217;oggi che l&#8217;attesissima enciclica sociale che in molti, compreso il cardinale Renato Raffaele Martino, avevano pronosticato in uscita a dicembre, è stata pro tempore parcheggiata.
Il testo, infatti, non tiene conto nel dovuto modo dell&#8217;attuale tempesta finanziaria. Sicuramente, quindi, non uscirà nel 2008 e difficilmente vedrà la [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2008/11/13/esclusivo-non-esce-a-dicembre-lenciclica-sociale-il-testo-e-troppo-superficiale-sullattuale-tempesta-finanziaria/">&lt;p&gt;Da attendibili e fidate fonti vaticane vengo a sapere quest&amp;#8217;oggi che l&amp;#8217;attesissima enciclica sociale che in molti, compreso il cardinale Renato Raffaele Martino, avevano pronosticato in uscita a dicembre, è stata pro tempore parcheggiata.&lt;br /&gt;
Il testo, infatti, non tiene conto nel dovuto modo dell&amp;#8217;attuale tempesta finanziaria. Sicuramente, quindi, non uscirà nel 2008 e difficilmente vedrà la luce nei primi mesi del 2009.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~a/PalazzoApostolico?a=i8ZGDm"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~a/PalazzoApostolico?i=i8ZGDm" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/PalazzoApostolico/~4/451826949" height="1" width="1"/&gt;</content>
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			<name>Paolo Rodari</name>
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					</author>
		<title type="html"><![CDATA[Obama chiama il Papa. Ma le staminali non c&#8217;entrano (ancora)]]></title>
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		<updated>2008-11-13T08:58:18Z</updated>
		<published>2008-11-13T08:58:18Z</published>
		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="il Riformista" />		<summary type="html"><![CDATA[L’altro ieri era stato il direttore dell’Economist John Micklethwait a dire, intervenendo a un convegno organizzato alla London School of Economics and Political Science, che se lavorasse nello staff di Barack Obama suggerirebbe al presidente eletto degli Stati Uniti di avere ben presenti nella propria azione politica le posizioni della Chiesa cattolica e magari, vista [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2008/11/13/obama-chiama-il-papa-ma-le-staminali-non-centrano-ancora/">&lt;p&gt;&lt;strong&gt;L’altro ieri era stato il direttore dell’Economist&lt;/strong&gt; John Micklethwait a dire, intervenendo a un convegno organizzato alla London School of Economics and Political Science, che se lavorasse nello staff di Barack Obama suggerirebbe al presidente eletto degli Stati Uniti di avere ben presenti nella propria azione politica le posizioni della Chiesa cattolica e magari, vista l’aria che tirava dopo le dichiarazioni del cardinale Javier Lozano Barragan sulla ricerca sulle cellule staminali embrionali, e viste anche le parole preoccupate pronunciate sull’aborto a Baltimora dai vescovi statunitensi riuniti in plenaria, di chiamare Benedetto XVI.&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Un suggerimento &lt;/strong&gt;che mentre Micklethwait parlava già era stato recepito dallo staff di Obama, almeno stando a quanto hanno riferito ieri fonti dell’entourage del neo presidente poi confermate dal direttore della sala stampa vaticana padre Federico Lombardi. Obama, infatti, proprio martedì sera, qualche ora dopo le polemiche scoppiate a seguito delle dichiarazioni di Barragan, ha avuto una conversazione telefonica col Pontefice. Pare una telefonata breve, e nella quale, stando a quanto ha detto in merito padre Lombardi, i due «non hanno fatto alcun accenno alla polemica sulle cellule staminali». Obama avrebbe voluto semplicemente ringraziare Benedetto XVI per il telegramma di auguri inviatogli immediatamente dopo l’elezione. Una versione confermata anche dallo stesso entourage di Obama secondo cui la telefonata al Papa non è stata altro che routine. In questi giorni, infatti, il presidente eletto sta chiamando diversi leader: sempre martedì avrebbe sentito il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, il primo ministro indiano Manmohan Singh, il re di Giordania Abdallah II e il presidente del Kenya Mwai Kibaki.&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Ma c’è di più.&lt;/strong&gt; Secondo fonti vaticane pare che martedì sera Obama non solo non abbia accennato col Pontefice delle polemiche sulle staminali, ma addirittura pare abbia alzato la cornetta totalmente ignaro delle stesse polemiche. Una notizia credibile se si tiene conto che, in fondo, Barragan ha espresso opinioni generali sulla ricerca sulle cellule staminali embrionali e che le sue parole non sono state una dichiarazione ufficiale della Santa Sede.&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Resta comunque il fatto &lt;/strong&gt;che, ventiquattro ore dopo la telefonata (e cioè ieri), la notizia sia stata data in pasto ai media statunitensi direttamente dagli uomini di Obama. A significare che, in qualche modo, c’è chi nell’entourage del presidente sente il consenso della Santa Sede non come una cosa secondaria. Soprattutto dopo che, a pochi giorni dall’elezione, sono stati diversi esponenti dell’episcopato statunitense a mostrare preoccupazione per le promesse avanzate da Obama durante la campagna elettorale intorno al Freedom of Choice Act, la legge sull’aborto, e allo sblocco della ricerca sulle cellule staminali embrionali.&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;George W. Bush &lt;/strong&gt;ha lavorato parecchio, soprattutto dopo l’ultimo attacco in Iraq, per mantenere buone relazioni con la Santa Sede. E ci è riuscito. Molto hanno giovato le sue posizioni intorno alla vita in linea col pensiero di Benedetto XVI. Con Obama potrebbe verificarsi il contrario. Sulla politica estera ci potrebbero essere (ma la cosa è tutta da verificare) maggiori sintonie con la Santa Sede, mentre le maggiori divergenze dovrebbero uscire a riguardo delle politiche intorno alla vita. Su queste Obama durante la campagna elettorale è stato chiaro e le sue posizioni sono note oltre il Tevere come divergenti con l’insegnamento della Chiesa.&lt;/p&gt;
&lt;table width="177" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0"&gt;
&lt;tr align="left" valign="middle"&gt;
&lt;td align="left"&gt;&lt;strong&gt;Tratto da:&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td align="left"&gt;&lt;a href="http://www.ilriformista.it" target="_blank" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.ilriformista.it');"&gt;&lt;img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2008/08/firma_ilriformista.gif" width="92" height="20" border="0" align="middle"&gt;&lt;/a&gt;
    &lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/table&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~a/PalazzoApostolico?a=AMCg8Z"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~a/PalazzoApostolico?i=AMCg8Z" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/PalazzoApostolico/~4/451610926" height="1" width="1"/&gt;</content>
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		<author>
			<name>Paolo Rodari</name>
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					</author>
		<title type="html"><![CDATA[Obama telefona al Papa (si affrettano a dire fonti dello staff del neo presidente degli Usa)]]></title>
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		<updated>2008-11-12T13:51:09Z</updated>
		<published>2008-11-12T13:51:09Z</published>
		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="Pensieri sparsi" />		<summary type="html"><![CDATA[Barack Obama ieri ha telefonato a Benedetto XVI.
L&#8217;ha confermato oggi padre Federico Lombardi.
La notizia è uscita da fonti dello staff di Obama a Chicago che hanno spiegato come il presidente degli Stati Uniti abbia chiamato in scia alle varie telefonate fatte ai vari leader del mondo per ringraziare per le congratulazioni ricevute per l&#8217;elezione.
A me, [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2008/11/12/obama-telefona-al-papa-si-affrettano-a-dire-fonti-dello-staff-del-neo-presidente-degli-usa/">&lt;p&gt;Barack Obama ieri ha telefonato a Benedetto XVI.&lt;br /&gt;
L&amp;#8217;ha confermato oggi padre Federico Lombardi.&lt;br /&gt;
La notizia è uscita da fonti dello staff di Obama a Chicago che hanno spiegato come il presidente degli Stati Uniti abbia chiamato in scia alle varie telefonate fatte ai vari leader del mondo per ringraziare per le congratulazioni ricevute per l&amp;#8217;elezione.&lt;br /&gt;
A me, tuttavia, che la telefonata sia stata fatta proprio ieri - proprio mentre le agenzie di tutto il mondo rilanciavano le parole del cardinale Barragan sulla ricerca sulle cellule staminali embrionali - fa pensare. Credo a padre Federico Lombardi quando dice che i due non hanno parlato della vicenda Barragan. Ma penso che siccome la notizia della telefonata è uscita dallo staff di Obama, questi, ieri, si erano parecchio spaventati&amp;#8230;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~a/PalazzoApostolico?a=2x7FRK"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~a/PalazzoApostolico?i=2x7FRK" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/PalazzoApostolico/~4/450707342" height="1" width="1"/&gt;</content>
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		<author>
			<name>Paolo Rodari</name>
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					</author>
		<title type="html"><![CDATA[Obama &#8220;Zapatero nero&#8221;?. Forse è troppo. Ma intanto l&#8217;arcivescovo di San Francisco interviene sull&#8217;aborto. Il cardinale Barragan dice la sua sulla ricerca sulle staminali embrionali. Gian Maria Vian butta acqua sul fuoco, mentre i vescovi Usa a Baltimora scelgono un segretario afro-americano]]></title>
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		<updated>2008-11-12T10:05:19Z</updated>
		<published>2008-11-12T10:05:19Z</published>
		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="il Riformista" />		<summary type="html"><![CDATA[Il timore di uno “ Zapatero americano” è in qualche modo presente in Vaticano dove si osservano le prime mosse del successore dell’“amico” George W. Bush, ovvero Barack Obama, e si riflette in vista dei suoi primi possibili provvedimenti. La linea, oltre il Tevere, la danno innanzitutto i vescovi americani riuniti in plenaria a Baltimora. [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2008/11/12/obama-zapatero-nero-forse-e-troppo-ma-intanto-larcivescovo-di-san-francisco-interviene-sullaborto-il-cardinale-barragan-dice-la-sua-sulla-ricerca-sulle-staminali-embrionali-gian-maria-via/">&lt;p&gt;Il timore di uno “ Zapatero americano” è in qualche modo presente in Vaticano dove si osservano le prime mosse del successore dell’“amico” George W. Bush, ovvero Barack Obama, e si riflette in vista dei suoi primi possibili provvedimenti. La linea, oltre il Tevere, la danno innanzitutto i vescovi americani riuniti in plenaria a Baltimora. Anche se ieri, in singolare concomitanza con l’arrivo di un presidente di colore alla Casa Bianca, hanno voluto eleggere come segretario della Usccb, appunto la conferenza episcopale degli Stati Uniti, un vescovo afro-americano - monsignor George Murry di Youngstown: l’unico precedente di un vescovo afro-americano in posti di comando della Usccb è la nomina di Wilton Gregory a presidente dal 2001 al 2004 -, restano le parole pronunciate l’altro ieri dal cardinale Francis George (presidente della conferenza) a testimoniare una certa preoccupazione sui prossimi anni di governo Obama per quanto riguarda le sue posizioni sui temi etici. E restano, soprattutto, le parole che, questa volta ieri, ha voluto dire a Baltimora l’arcivescovo di San Francisco George Niederauer. Secondo lui, dopo l’elezione di Obama, occorre esprimersi «early and often», presto e più volte, contro il Freedom of Choice Act, la legge sull’aborto che il presidente eletto degli Usa potrebbe in futuro varare. Anche perché - ha detto Niederauer - il rischio è che la vittoria di Obama venga interpretata «come la volontà del popolo di sostenere il Freedom of Choice Act».&lt;br /&gt;
Il “no” a qualsiasi politica abortista dell’episcopato statunitense è stato netto e significativo, dunque, come netto è stato, sempre ieri, il “no” del “ministro” della Salute della Santa Sede, il cardinale Javier Lozano Barragan, circa il possibile futuro sblocco di Obama delle misure adottate da Bush nel campo della ricerca sulle staminali embrionali. Barragan ha parlato presentando il prossimo convegno internazionale “La pastorale nella cura dei bambini malati” (13 - 15 novembre) e, rispondendo a una domanda di un giornalista del Washington Post, ha detto: «Anche gli scienziati dicono che le staminali embrionali non servono a nulla, non sono mai state ottenute guarigioni», mentre «quelle che hanno valenze positive sono quelle del cordone ombelicale o le staminali adulte». E ancora: «Mai una persona può essere un mezzo per far vivere un altro». Insomma, secondo il porporato la regola è che «ciò che costruisce l’uomo è buono, ciò che lo distrugge è cattivo». Per questo «non è un’azione eticamente valida» quella che «distrugge» qualcuno per far vivere un altro. Come non è eticamente corretta la decisione presa dai «legislatori di un paese europeo» che «il 25 marzo scorso hanno proposto l’ampliamento della legge sull’eutanasia ai bambini malati terminali». Esiste una «mentalità maltusiana - ha concluso - non per controllare la democrazia, ma per eliminare la nascita soprattutto nei paesi poveri».&lt;br /&gt;
Benedetto XVI e la seconda sezione della segreteria di Stato vaticana che cura i rapporti con gli Stati per il momento aspettano l’evolversi della situazione. Ancora i due rappresentanti vaticani negli Stati Uniti, l’arcivescovo Celestino Migliore (osservatore vaticano alle Nazioni Unite) e l’arcivescovo Piero Sambi (nunzio apostolico per gli Stati Uniti d’America), non hanno avuto modo di aggiungere granché a quanto la Santa Sede già sa di Obama. Come poco ha potuto dire la ascoltatissima ambasciatrice Usa presso la Santa Sede Mary Ann Glendon. Anche perché, si dice oltre il Tevere, un conto sono le dichiarazioni elettorali, un altro sono poi le politiche che effettivamente si mettono in campo. Queste, insomma, sono ancora tutte di là da venire.&lt;br /&gt;
E a dispetto di quanto le dichiarazioni di Barragan lasciano supporre, a mostrarsi prudente è al Riformista il direttore dell’Osservatore Romano Gian Maria Vian: «Vorrei ricordare - dice - che il cardinale Barragan ha semplicemente esposto il punto di vista della Santa Sede sulla ricerca delle cellule staminali embrionali. Ha, insomma, parlato in generale senza riferirsi direttamente a Barack Obama. Quanto al presidente eletto degli Stati Uniti, mi sembra che la posizione del Vaticano sia di attenzione e fiducia. È comunque troppo presto per fare valutazioni. E, a oggi, i rapporti tra Santa Sede e Washington sono eccellenti. Inoltre vorrei sottolineare l’importante discorso che ha fatto l’altro ieri il cardinale Francis George aprendo la plenaria dei vescovi a Baltimora. L’abbiamo riportato quasi integralmente anche sull’Osservatore di oggi. George ha esaltato il risultato dell’elezione e ha espresso apprezzamento. Anche lui l’ha definita un’elezione storica. Certo, ha poi espresso con grande chiarezza la posizione della Chiesa sui temi etici, in particolare sull’aborto. Ma l’attesa fiduciosa per quanto farà resta».&lt;/p&gt;
&lt;table width="177" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0"&gt;
&lt;tr align="left" valign="middle"&gt;
&lt;td align="left"&gt;&lt;strong&gt;Tratto da:&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td align="left"&gt;&lt;a href="http://www.ilriformista.it" target="_blank" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.ilriformista.it');"&gt;&lt;img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2008/08/firma_ilriformista.gif" width="92" height="20" border="0" align="middle"&gt;&lt;/a&gt;
    &lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/table&gt;

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