Le regole di Scicluna

Charles Scicluna, promotore di giustizia della Congregazione per la dottrina della fede, dovrebbe tornare in queste ore in Vaticano dopo qualche giorni di ferie.

Col suo ritrorno si fanno insistenti le voci dell’imminente uscita delle nuove regole anti pedofilia.

Si dice che prevederanno la rimozione dagli incarichi parrocchiali del sacerdote sospettato, una corsia preferenziale per la riduzione allo stato laicale, l’obbligo per il vescovo locale di denuncia alle autorità civili, stop alla prescrizione nel diritto canonico per i reati contro i minori, invio immediato a Roma della documentazione raccolta in diocesi.

Di questo hanno parlato John Allen qui: “Vatican set to issue changes in sex abuse rules“.

E Giacomo Galeazzi qui: “La Santa Sede prepara nuove regole per fermare gli abusi dei sacerdoti“.

Pubblicato su palazzoapostolico.it martedì 6 giugno 2010


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Sono “tempi difficili”

Al di là di certe ricostruzioni delle vicende vaticane esageratamente tendenti all’ottimismo, per il Papa e la sua chiesa sono “tempi difficili”.

I peccati carnali del clero portano i media a criticare continuamente la chiesa cattolica che perde credibilità in varie diocesi del mondo. E, come se non bastasse, ci sono cardinali e vescovi che si fanno la guerra tra di loro contribuendo ad accrescere la disistima della gente.

Benedetto XVI non nasconde le difficoltà dietro proclami e sparate dell’ultimo minuto. Questa settimana addirittura, per tre volte ha parlato delle difficoltà nelle quali è costretto lanciando un segnale (spesso non recepito) anzittutto alle persone che gli stanno attorno.

Ieri a Sulmona (leggi qui l’omelia) ha detto che “nei momenti di persecuzione”, occorre confidare “nella Provvidenza del Padre”.

Il primo luglio il Papa ha ricevuto in udienza il vescovo emerito di Augsburg, Walter Mixa, di cui aveva accettato la richiesta di esonero dai suoi incarichi. Dopo l’udienza la sala stampa vaticana ha rilasciato un comunicato in cui si dice che il Papa, “in un tempo di contrasti ed insicurezze”, “dopo un periodo di polemica spesso fuori misura”, auspica riconciliazione.

Sempre in questi giorni, l’Osservatore Romano ha pubblicato una lettera di stima e di gratitudine che nel cinquantesimo della sua ordinazione sacerdotale il cardinale Tarcisio Bertone ha ricevuto da Benedetto XVI. Nella lettera il Papa usa questa espressione:”Mentre attraversiamo tempi difficili”.

Pubblicato su palazzoapostolico.it domenica 4 luglio 2010


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Nyt vs Benedetto XVI

Nella sua lunga lotta contro gli abusi sessuali il Vaticano cita spesso come una svolta importante la decisione nel 2001 di dare all’ufficio del cardinale Joseph Ratzinger, la Congregazione per la Dottrina della Fede, l’autorità di eliminare le paludi burocratiche e gestire direttamete i casi di abusi sessuali.

Su questo concetto più volte esplicitato interviene quest’oggi il New York Times, che scrive che quella decisione, contenuta in una lettera apostolica di Papa Giovanni II, diede al cardinale Ratzinger, ora papa Benedetto XVI, la reputazione di essere la persona all’interno del Vaticano che più chiaramente era cosciente della minaccia che i diffusi abusi sessuali rappresentavano per la Chiesa Cattolica Romana.

Tutto questo cosa significa per il New York Times? Che il Papa è doppiamente responsabile degli insabbiamenti.

Qui tutti i dettagli: “Amid Church Abuse Scandal, an Office That Failed to Act“.

Pubblicato su palazzoapostolico.it venerdì 2 luglio 2010


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Se in pagina torna Dino Boffo

Oggi il nuovo house organ del Vaticano – il Corriere della Sera – torna a stupire a pagina 24.

Titolo: “Il Papa e la linea dell’unità. Lettera pubblica a Bertone”.

Il senso del pezzo è questo: il Papa ha fiducia nel suo segretario di stato Tarcisio Bertone. Lo dimostra la lettera che Beneedetto XVI ha scritto a Bertone per i suoi cinquant’anni di sacerdozio. Una lettera, ci dice il quotidiano, “che lo stesso Pontefice ha voluto renedere manifesta”.

Scrive il Corriere che la lettera sfata il mito di “un Papa che si vuole solo in una curia ostile e inetta”.

In effetti la lettera del Papa è particolarmete affettuosa verso Bertone. Come scrive the vatican house organ il Papa usa il “tu”, cosa “inusuale” per il Corriere (anche se in latino il lei non esiste).

Ciò che però il Papa non dice – e che invece il Corriere scrive – è che anche nel “caso Boffo” ci fu unità d’intenti tra Bertone e il Papa. Questa è un’aggiunta, un po’ velenosa, messa in pagina evidentemente su suggerimento di qualcuno entro le mura leonine.

Chi sia questo qualcuno è difficile dirlo. Senz’altro sono le voci dell’istituzione ufficiale a parlare. Anche se, a leggere bene il pezzo, altri indizi emergono:

1. L’occhiello del pezzo recita così: “In latino sull’Osservatore Romano – giornale ufficioso d’oltre il Tevere -: “Lo scritto perché la considerazione nei tuori confrtoni sia manifesta”.
2. Dentro il pezzo un box con l’immagine della prima pagina dell’Osservatore Romano di due giorni fa.
3. Primo capoverso riga 18: “Senza contare l’evidenza pubblica della lettera di stima apparsa ieri sull’Osservatore Romano”.
4. Secondo capoverso riga 12: “… si legge non a caso nell’editoriale di Giovanni Maria Vian dell’Osservatore”.
5. Secondo capoverso riga 18: “…elenca Vian…”

A proposito di questo articolo del Corriere leggi anche Sandro Magister: “Bella scoperta. A Bertone il papa dà del ‘tu’“.

Pubblicato su palazzoapostolico.it venerdì 2 luglio 2010


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Camillo Langone vs Vito Mancuso

Così Vito Mancuso aveva attaccato il Papa che aveva difeso Sodano: leggi qui.

E così Camillo Langone gli ha risposto quest’oggi sul Foglio: leggi qui.

Pubblicato su palazzoapostolico.it giovedì 1 luglio 2010


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Praying for Christopher Hitchens

Si era lasciato andare poche settimane fa (leggi qui) a una furiosa requisitoria contro Ratzinger. Fino a individuare, nella sua ascesa al soglio pontificio, la mano del demonio. E per avvalorare la sua testi aveva citato padre Gabriele Amorth che disse (leggi qui) che “il Diavolo è all’opera entro il Vaticano”.

Lui è Christopher Hitchens, giornalista e scrittore britannico, che ha appena pubblicato le sue memorie – Hitch 22 – e che dovrà sottoporsi ad alcuni cicli di chemioterapia all’esofago dopo la scoperta di un tumore alla gola.

Per lui, nella chiesa, c’è già chi prega: leggi qui.

Pubblicato su palazzoapostolico.it giovedì 1 luglio 2010


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Silenzio, parla Ouellet

Chi è Marc Ouellet, il cardinale nuovo prefetto dei vescovi?

Risponde lui, coi suoi testi pubblicati sulla vonbalthasariana Communio.

Qui trovi una serie di suoi scritti (in inglese).

Pubblicato su palazzoapostolico.it giovedì 1 luglio 2010


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Avanzano solo i professori

Oltre alle grandi nomine (Ouellet ai vescovi, Koch all’Unità dei cristiani, Fisichella alla Nuova evangelizzazione) ci sono le nomine minori: all’Accademia per la vita va Ignacio Carrasco de Paula, finora cancelliere della medesima Accademia. Alla guida dell’Università lateranense è stato designato il salesiano don Enrico dal Covolo. L’arcivescovo Celestino Migliore, finora osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite di New York, è nuovo nunzio apostolico in Polonia.

La nomina di dal Covolo conferma un trend: spesso ad accedere a posti importanti in Vaticano sono gli studiosi. Per molti ciò è un limite. Per altri no. Il trend verrà confermato con altre due nomine molto attese. Quella del segretario dei Santi e qualla del segretario dei Religiosi. Ancora nulla è deciso anche se avanzano le candidature rispettivamente di monsignor Charles J. Scicluna, “promotore di giustizia” della Dottrina della fede, e di padre Gianfranco Ghirlanda, gesuita, fino al 1 settembre rettore della Gregoriana.

Pubblicato su palazzoapostolico.it giovedì 1 luglio 2010


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Vito Mancuso vs. Benedetto XVI

Vito Mancuso quest’oggi su Repubblica in prima pagina se la prende col Papa che sui preti pedofili difende Sodano. L’episodio a cui si riferisce Mancuso è questo: “La resa di Schönborn“.

La conclusione del pezzo di Mancuso recita così: “Da tempo immemorabile la bilancia è il simbolo della giustizia. Su un piatto della bilancia ci sono le vittime di migliaia di bambini, ragazzi e giovani irrimediabilmente derubate da uomini di chiesa. Sull’altro, che cosa mette la chiesa? Oggi è costretta a mettere i nomi dei colpevoli, e tantissimi soldi. Ma si ferma qui e non basta. Essa infatti deve aggiungere se stessa, la struttura di potere che l’ha fatta precipitare in questo abisso. Solo a questa condizione i due piatti possono tornare in equilibrio e generare la vera giustizia, quella che Gesù diceva di cecare sopra ogni altra cosa”.

Non ho tempo per entrare nel merito di tutte le considerazioni di Mancuso – tanto ci sarebbe da dire circa la necessità dell’esercizio del potere nella chiesa -. Qui mi limito a dire che l’impianto di Mancuso non mi convince perché a monte di tutto presuppone che la chiesa sia un enclave di pedofili.

Non è così.

Tra l’altro ci sono anche tantissimi preti ingiustamente accusati: a loro chi renderà giustizia?

Pubblicato su palazzoapostolico.it mercoledì 30 giugno 2010


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I doppioni del Vaticano

Ieri il Papa, durante la celebrazione dei primi vespri della solennità dei santi apostoli Pietro e Paolo nella basilica di San Paolo fuori le mura, ha annunciato la creazione di un “nuovo organismo, nella forma di pontificio consiglio, con il compito precipuo di promuovere una rinnovata evangelizzazione nei paesi dove è già risuonato il primo annuncio della fede e sono presenti chiese di antica fondazione, ma che stanno vivendo una progressiva secolarizzazione della società e una sorta di ‘eclissi del senso di Dio’, che costituiscono una sfida a trovare mezzi adeguati per riproporre la perenne verità del vangelo di Cristo”.

L’annuncio della creazione, come anche il nome del presidente a cui verrà affidato questo nuovo organismo – monsignor Rino Fisichella, oggi rettore della Lateranense -, verrà fatto con ogni probabilità domani, mercoledì 30 giugno. Insieme dovrebbe essere annunciato il nome del nuovo rettore della Pul, il salesiano Enrico dal Covolo.

Fin qui le cose certe. Ciò che ancora non si sa è come questo nuovo organismo metterà in pratica il compito affidatogli dal Papa. Per molti, infatti, le sue competenze rischiano di cozzare con quelle del pontificio consiglio della cultura, guidato da monsignor Gianfranco Ravasi. Leggi qui i compiti del dicastero guidato da Ravasi oggi.

Quando venne eletto, Papa Ratzinger sembrava promettere un generale accorpamento di diversi dicasteri le cui competenze sono simili: la Famiglia e i Laici, Iustitia et Pax e i Migranti. Niente di tutto questo è avvenuto. E anche il nuovo dicastero affidato a Fisichella sembra dire che la direzione presa è un’altra.

Pubblicato su palazzoapostolico.it martedì 29 giugno 2010


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