Cosa si aspettano gli Usa da B-XVI

Ecco come due tra i più importanti media americani attendono l’uscita della “Lettera Pastorale del Santo Padre Benedetto XVI ai Cattolici d’Irlanda” (circa dieci cartelle in tutto).

Il New York Times chiama a raccolta cinque commentatori e chiede loro cosa il Vaticano dovrebbe imparare dagli Stati Uniti dove gli scandali per gli abusi su minori commessi da preti sono scoppiati già nel 2002. Parlano John L. Allen Jr. (giornalista del “The National Catholic Reporter”), Nicholas P. Cafardi (professore di legge alla Duquesne University), Jim FitzGerald e Nicole Sotelo dell’associazione cattolica “Call to Action”, David Clohessy (direttore di un network che supporta le vittime di preti pedofili) e David Gibson (autore di “The Rule of Benedict”). Leggi qui il New York Times: “Changing the Vatican’s Response to Abuse“.

Il Time Magazine, invece, nella versione europea e del sud Pacifico, fa un pezzo firmato Bobby Ghosh dove si domanda quali azioni il Papa deciderà di mettere in campo di qui in avanti. Leggi qui il Times Magazine: “The Catholic Church: Sins of the Fathers“.

Gli Stati Uniti hanno già vissuto il deflagrare sui media dello scandalo dei preti pedofili. Restano comunque colpiti dalle vicende europee. E chiedono al Papa misure più severe. Non ci sono accenni al fatto che, in generale, nel mondo è soltanto alla chiesa cattolica che si chiede conto di queste cose. Nessuno inoltre dice qualcosa sull’oggi: cosa è successo negli Stati Uniti dal 2002 ad oggi. Quanti casi di abusi su minori da parte di preti si sono verificati?

Pubblicato su palazzoapostolico.it venerdì 19 marzo 2010

E voilà. Il Summorum Pontificum non c’è più

Non pensavo che palazzoapostolico.it avesse tanta influenza. Ma evidentemente ne ha se è vero, come è vero, che dopo questo post pubblicato ieri (leggi qui: “I giochetti di vatican.va“) coloro che detengono le chiavi del sito del Vaticano hanno pensato bene di far sparire la versione italiana del Motu Proprio Summorum Pontificum che si poteva aprire soltanto andando a intervenire direttamente sull’indirizzo http: bastava cambiare prima dell’html la desinenza “lt” con “it”. (trovi qui la pagina di “vatican.va” con tutti i Motu Proprio di Benedetto XVI).

Adesso vediamo. Vediamo se tutto resterà invariato, e cioè se il Motu Proprio si potrà leggere sul sito del Vaticano soltanto in latino e ungherese, oppure anche nelle altre lingue.

Pubblicato su palazzoapostolico.it giovedì 18 marzo 2010

I giochetti di vatican.va

Pensavo che il Vaticano avesse provveduto a mettere finalmente on-line sul proprio sito la versione del Motu Proprio Summorum Pontificum sulla “Liturgia romana anteriore alla riforma del 1970″ (7 luglio 2007) in tutte le lingue. E, invece, niente. Su vatican.va il Motu Proprio è accessibile soltanto in latino e (udite, udite) in ungherese. (Trovi qui la pagina di “vatican.va” dedicata a tutti i Motu Proprio di Benedetto XVI)

Però, come fa notare il blog “una Fides”, “una volta cliccato il testo latino basta fare un piccolo giochetto, vale a dire cambiare la “elle” della parte finale _lt.html con una “i” e, voilà, che compare magicamente il testo italiano nascosto”. (leggi qui: “giochetti e maghetti in Vaticano“).

Non so se la versione in italiano (come quella francese, portoghese e spagnola) del Motu Proprio non appaia su vatican.va per negligenza oppure per volutamente ostacolare la diffusione del testo. So però che ad agire con tanta superficialità non si fa altro che provocare il sospetto di coloro che da tempo sostengono che vi sia una parte di chiesa che ostacoli la diffusione e l’applicazione del Motu Proprio, una disposizione fortemente voluta da Benedetto XVI.

Pubblicato su palazzoapostolico.it martedì 16 marzo 2010

Entra in campo Ferrara

Quello che la chiesa oggi non dice, lo scrive Giuliano Ferrara, sul Foglio, qui: “I moralisti dalla vita bassa che tengono la chiesa sotto assedio“.

Pubblicato su palazzoapostolico.it lunedì 15 marzo 2010

Dopo Repubblica anche il Times ci segue

Questa cosa dell’esorcista padre Gabriele Amorth e delle sue dichiarazioni rilasciate in un bel libro di Marco Tosatti – “Ci sono satanisti in Vaticano” – che il Foglio per primo ha riportato qui (”Se un esorcista in Vaticano scopre di avere molto da fare“) mi sta un po’ infastidendo.

Perché va bene che Repubblica ci segue sull’argomento senza citarci (leggi qui: “Satana in Vaticano: parola di padre Amorth“) ma che a seguirci sia addirittura il Times proprio non mi va. Perché oltre al danno c’è la beffa: Il Times (leggi qui: “Chief exorcist Father Gabriele Amorth says Devil is in the Vatican“) cita Repubblica senza sapere che questa avrebbe dovuto citare noi, i primi di tutto l’universo terrestre a parlare della cosa.

Pubblicato su palazzoapostolico.it venerdì 12 marzo 2010

Il columnist EGT

L’articolo di oggi (giovedì) sul Sole 24 Ore (pagina 15) del presidente dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi (EGT), è coraggioso fin dal titolo: “I buoni preti? Meglio degli economisti“. Quando l’ho letto questa mattina ho pensato: parlare di buoni preti in questi giorni nei quali la stampa non fa altro che parlare di preti cattivi non è un esercizio semplice. Anzi, è più che altro un esercizio impopolare.

E, invece, a leggere le cinque colonne di EGT si conviene ancora una volta che ha ragione lui. Meglio essere “provocatori” ma almeno dire qualcosa, che scrivere cose scontate che non interessano a nessuno. In questo senso EGT è un columnist di spessore.

EGT parla della crisi economica in atto e degli auspici di un nuovo (o nuovi) modello di capitalismo. E dice, in scia a Ratzinger, una cosa che soltanto il cristianesimo dice con questa convinzione: non devono cambiare le cose fuori di noi (in questo caso il modello di capitalismo che ci siamo dati) perché le cose migliorino, dobbiamo cambiare noi. Deve cambiare l’uomo perché il capitalismo cambi, perché la nostra società cambi. E perché l’uomo cambi, un prete “può tornare utile”: la sua concezione dell’uomo dice molto anche a chi deve fare i conti con l’economia.

EGT scrive spesso di queste cose. Lo fa con competenza sull’Osservatore Romano. Lo fa sul Sole 24 Ore. Sul Foglio spesso scriveva delle lettere gustose che giustamente venivano valorizzate. E’ un po’ che non scrive più. Ma in redazione, tutti, sperano torni presto a farlo.

Pubblicato su palazzoapostolico.it giovedì 11 marzo 2010

Repubblica ci segue

Evidentemente il pezzo che ho scritto sul Foglio il 25 febbraio su padre Gabriele Amorth (leggi qui: “Se un esorcista in Vaticano scopre di avere molto da fare“) ha fatto scuola. Se è vero, come è vero, che oggi Repubblica ci dedica (con partenza in prima) le pagine 35, 36 e 37. Titolo: “Il Divolo abita anche in Vaticano” (di Marco Ansaldo). Titolo che dice una cosa scontata mentre l’accusa di padre Amorth da me riportata sul Foglio era diversa: in Vaticano ci sono satanisti. Ripeto: non so se sia vero, ma così disse lui, padre Amorth, il più grande esorcista vivente. Oltre al pezzo citato di Marco Ansaldo su Repubblica c’è anche un fondo di Giancarlo Zizola: “I cristiani e il potere del male”.

Qui trovi un link con dentro i due pezzi di Ansaldo e Zizola.

Pubblicato su palazzoapostolico.it mercoledì 10 marzo 2010

Il “diaro segreto” di mons. Grillo

Oggi c’è da leggere Giuseppe De Carli sul Tempo. De Carli, che lavora in Rai, da anni scrive lunghe e belle pagine sul Tempo.

Il pezzo è intitolato “Quelle lacrime di sangue”. E’ parte di un “diario segreto” di monsignor Girolamo Grillo, vescovo emerito di Civitavecchia-Tarquinia. Fu lui a dover “fare i conti ” con la statuina della Madonna proveniente da Medjugorje che nel 1995 iniziò a lacrimare sangue.

Nel diario ci sono tante cose. Anche il giorno indimenticabile del pranzo con Giovanni Paolo II: “9 giugno 1995. Giornata indimenticabile. Sono stato invitato a cena dal Santo Padre, il quale ha voluto che gli portassi la Madonnina. Egli si è messo a parlare del significato di questo pianto. Ha citato più volte il teologo Von Balthasar. Abbiamo pregato davanti alla Madonnina e il Santo Padre le ha imposto sul capo una corona d’oro e sulla mano una corona del rosario. Sarà questo il sigillo di Pietro su quest’evento? D’ora in poi mi aspetto molte grazie: conversioni, guarigioni dell’anima e del corpo e, soprattutto, un grande risveglio di fede. Il Papa mi ha imposto il silenzio, aggiungendo però queste parole: “Un giorno lo farà sapere al mondo” e «mettiamo tutto nelle mani di Ratzinger….”.

Leggi qui l’articolo integrale di De Carli: “Quelle lacrime di sangue“.

Pubblicato su palazzoapostolico.it martedì 9 febbraio 2010

Una Repubblica formato Osservatore

Circa due settimane fa Repubblica, per la penna del vaticanista Orazio La Rocca, aveva attaccato pesantemente (carte alla mano) il Vaticano per il fatto di aver nascosto al Papa gli articoli di giornale più compromettenti del “caso Boffo-puntata di gennaio/febbraio” (leggi qui: “Così la Segreteria di Stato vaticana ha nascosto il caso Boffo al Papa“).

E oggi, per il Vaticano, è l’Osservatore Romano a rispondere in modo soprendente, ovvero andando direttamente a elogiare un articolo dell’altro vaticanista, Marco Ansaldo, dedicato a Pio XII (leggi qui: Pio XII difeso dagli archivi“).

Quella dell’Osservatore è una mossa a sorpresa. Mai prima d’ora il giornale del Papa aveva elogiato il quotidiano del fondatore Eugenio Scalfari. Ma, evidentente, fino a questo occorreva arrivare.

Pubblicato su palazzoapostolico.it lunedì 8 marzo 2010