La Chiesa ferita. Papa Francesco e la sfida del futuro

Questo mio ultimo libro – da oggi in tutte le librerie – è nato per caso, una sera di febbraio poco dopo che Benedetto XVI aveva annunciato la sua rinuncia al pontificato.

Per Repubblica mi trovavo al Celio, nel monastero dei benedettini camaldolesi, a intervistare padre Innocenzo Gargano, per anni priore di questa piccola comunità. È lui a raccontarmi di quando Benedetto XVI, il 10 marzo di un anno fa, in visita al monastero si fermò a pranzo coi monaci e a sorpresa disse loro: «Mi sento monaco come voi. Fra i monaci mi sento a casa».

Fu in sostanza la rivelazione di una scelta che già Ratzinger aveva in animo di fare: ritirarsi a vita monacale.

Da questa intervista nasce questo libro, scritto di getto nelle notti insonni intercorse fra la rinuncia di Benedetto XVI e l’elezione di Papa Francesco.

Si tratta di un libro che cerca di entrare nei motivi più profondi che hanno spinto il Papa alla rinuncia – «Ratzinger ha capito che la forma più alta di governo risiede nella contemplazione», dice padre Innocenzo – e insieme nelle sfide enormi che ha di fronte Papa Francesco. Capitoli decisivi nel rapporto fra fede e contemporaneità.

Recita la quarta di copertina: «Una sfida immensa attende il nuovo Pontefice. Guidare il rinnovamento e affrontare gli scandali che scuotono la Chiesa: prelati e sacerdoti accusati di abusi sessuali, comunione ai divorziati, celibato del clero, sacerdozio femminile, guerre di potere e finanze vaticane, corpo e sessualità dei cristiani, ritorno alla parola del Vangelo. La Chiesa è chiamata, oggi più che mai, a voltare pagina».

Che strada prenderà Papa Francesco? Come affronterà i temi che più interessano la vita di fedeli e non fedeli: la sessualità ad esempio, il tema della proibizione ai divorziati risposati di ricevere la comunione, le spinte di rinnovamento che vengono dai paesi di lingua tedesca dove forte è l’influsso del protestantesimo…

Dove andrà la Chiesa dopo gli anni travolgenti di Giovanni Paolo II e quelli più rigorosi di Benedetto XVI?

Cosa inizia con l’arrivo di un Papa che per la prima volta nella storia decide di chiamarsi Francesco e dice a tutti di essere «il vescovo di Roma»?

Fin dove intende spingersi Francesco, il Papa che dice di sognare «una Chiesa povera e per i poveri»?

Quale epocale svolta è in atto nella storia della Chiesa?

Qui trovi il primo capitolo.

Il segno dell’esorcista, capitolo primo

Padre Amorth torna con sconvolgenti racconti inediti scritti ancora una volta con Paolo Rodari. “Il segno dell’esorcista” è il titolo del suo ultimo appena uscito: casi di possessione fra i più duri, lunghi e difficili.

L’esorcista decano della Chiesa cattolica non accetta di essere l’ultimo dei liberatori. Convinto dell’avvicinarsi dell’“ora di Satana” racconta i suoi ultimi scontri con le legioni infernali, determinato a consegnare la propria eredità di pratiche, riti e preghiere per sconfiggere il demonio.

Nell’anno che papa Benedetto XVI ha consacrato al tema della fede, padre Amorth pone al centro i temi che gli stanno più a cuore, mettendo in guardia da un mondo secolare che si sta consumando nell’astio, nell’invidia, nel materialismo.

Si tace sulle realtà luciferine che agitano i contesti sociali ed ecclesiali. Eppure poche ore fa è stato Papa Francesco a ricordare che dal diavolo occorre difendersi.

Per contrastare questo colpevole silenzio, il sacerdote ha deciso di alzare ogni velo al fine di trasmettere a fedeli e laici il proprio bagaglio di esperienza, il suo lascito, in modo particolare a chi verrà dopo di lui, ai giovani esorcisti che saranno presto chiamati ad affrontare fenomeni di possessione sempre più cruenti e le funeste congiunture del maligno.

Ecco qui il primo capitolo, scaricabile gratuitamente.