Cosa divide il Vaticano e i “veggenti di Ruini” sui miracoli di Medjugorje

La Commissione d’inchiesta presieduta dal cardinale Camillo Ruini sulle apparizioni della Madonna a Medjugorje ha finito nei giorni scorsi di ascoltare i veggenti ed entro il 2012 potrebbe essere pronta a consegnare alla Congregazione per la dottrina della fede, sotto la cui supervisione lavora, un suo parere.

Ma, secondo fonti consultate dal Foglio, aspetterà a pronunciarsi pubblicamente in merito. L’ex Sant’Uffizio, infatti, seppure in procinto di prendere visione dei risultati a cui è arrivata la Commissione, pare sia intenzionato ad aspettare molto prima di pubblicare un proprio verdetto finale: i fenomeni soprannaturali, del resto, sono ancora in corso e c’è la convinzione che sia azzardato dire qualcosa prima che questi finiscano. Oltre il Tevere la parola d’ordine è: prudenza. Che, tradotto in decisioni pratiche, significa “sospensione del giudizio”.

E, come fece Tarcisio Bertone nel 1998 quando era ancora segretario dell’ex Sant’Uffizio, dichiarare che “per il momento nihil obstat”. E cioè: anche se non si può ancora affermare con certezza che si tratta di fenomeni soprannaturali (e anche se non si può dire il contrario), si possono fare pellegrinaggi, i fedeli possono continuare a recarsi nella piccola cittadina della Bosnia. A predicare prudenza è anzitutto il Papa. Ma per lui prudenza non è sinonimo di disinteresse, tutt’altro.

Nel gennaio 2010 fece scalpore l’iniziativa presa dal cardinale arcivescovo di Vienna Christoph Schönborn il quale, subito dopo il Natale, decise di recarsi a Medjugorje nonostante la Santa Sede chiedesse alle autorità della chiesa di non arrischiarsi in missioni simili. Il “pellegrinaggio” di Schönborn provocò, infatti, diverse polemiche. In molti in Vaticano s’indispettirono. Ma forse in pochi sapevano che Schönborn era andato a Medjugorje anche – ovviamente non soltanto – col preciso intento di raccogliere informazioni da riferire poi in seguito al Papa. Benedetto XVI, infatti, come prima Giovanni Paolo II, desiderava sapere, dopo cinque anni dall’elezione al soglio di Pietro, come stava evolvendo la situazione. Schönborn non ha potuto fare altro che annotare ciò che ha visto: un flusso di pellegrini sempre più convinto della veridicità delle apparizioni. E sempre più persuaso sembra sia lo stesso primate d’Austria che poche ore fa ha dichiarato queste parole: “E’ vero che la Madonna è dappertutto, ma è altrettanto vero che in questi luoghi se ne avverte una presenza molto più forte”. Gli hanno chiesto: come si fa a discernere la verità in eventi come quelli di Medjugorje? Ha risposto Schönborn: “L’aspetto fondamentale sono i frutti. I frutti dicono, i frutti parlano, i frutti sono rivelatori”.

Già, ma a Medjugorje, oltre ai frutti, ci sono i messaggi che ogni venticinque del mese la Madonna lascia ai fedeli. Messaggi che sempre invitano alla preghiera e che però molto danno da pensare anche in Vaticano. L’ultimo messaggio è di sabato. Parole che, in tempi di Vatileaks, senz’altro non hanno lasciato indifferenti i porporati alla guida del governo della chiesa: “Cari figli – ha detto la Madonna tra le altre cose – pregate col cuore. Voi parlate tanto ma pregate poco. Leggete, meditate la sacra scrittura e le parole scritte in essa siano per voi vita”.

Pubblicato sul Foglio martedì 28 febbraio 2012

Fisichella: “Ecco la più grande furbizia di Satana”

Sull’ultimo numero di Oggi un lettore scrive a monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio consiglio per la nuova evangelizzazione, in merito a L’ultimo esorcista.

E chiede: “Padre Amorth sostiene che il Papa avrebbe compiuto un esorcismo su due giovani ‘indemoniati’ tre anni fa in piazza San Pietro. Tuttavia il Vaticano minimizza. Ma le pare che dobbiamo ancora credere a queste cose?”

Risponde Fisichella: “Si dice che la più grande furbizia di Satana sia far credere di non esistere. Purtroppo non è così. Come esiste Dio, così esiste una forza estrema che lo combatte e incita gli uomini a lottare contro l’amore. Non è questo lo spazio per mostrare quante volte la Bibbia faccia riferimento al demonio. È interessante notare, tuttavia, che lo qualifica come ‘colui che divide’ e ‘crea discordia’. In effetti, sia nella Bibbia ebraica come in quella cristiana, Satana è il ribelle a Dio e la sua opera è tesa ad allontanare gli uomini dal bene. Gesù ha compiuto esorcismi durante la sua vita e ha comandato agli apostoli di fare altrettanto. La chiesa ha una lunga tradizione in proposito, e non va confusa con la fantasia che si riscontra in tanti romanzi e film. Di per sé, l’esorcismo può essere compiuto solo dal vescovo e da alcuni sacerdoti da lui indicati. Non è facile individuare la reale presenza del demonio in una persona, ma è possibile. Certo, non tutte le manifestazioni sono da riportare alla possessione diabolica. Molte volte sono patologie che fanno soffrire molto e richiedono una terapia corrispondente. Anche in questi casi, comunque, la preghiera è sempre uno strumento importante. Il rito dell’esorcismo è fatto di preghiere per chiedere al Signore l’aiuto della liberazione e quando è fatto confede profonda ottiene risultati. Come vi sono i discepoli del Signore, così vi sono i discepoli di Satana. La presenza di sette sataniche è diffusa, pur nel segreto e nascondimento. Riti satanici appartengono alla ‘liturgia’ di questi gruppi e, purtroppo, fanno dell’odio e della violenza il loro criterio di vita. Negli anni passati le cronache hanno riferito di diversi fatti delittuosi e non erano affatto frutto della fantasia. Il mondo moderno, così immerso nella tecnica, sbaglia se dimentica la dimensione spirituale”.

Pubblicato su palazzoapostolico.it martedì 28 febbraio 2012