Hitler e Lutero. Il nazionalsocialismo e il protestantesimo. Il viaggio del Papa da poco conclusosi aveva nel suo sottofondo queste due grandi colpe del mondo tedesco.
Il Papa, da cattolico e da tedesco, sente queste due colpe come sue, ma il tentativo che ha fatto in questo viaggio mi sembra sia stato quello di mostrarle come possibili per tutti. Tutti possono cadere nelle derive del nazionalsocialismo e del protestantesimo.
Il richiamo del Papa all’occidente perché torni a riconoscere Dio quale origine e senso del proprio vivere, è decisivo in lui proprio a causa di quel “regime di terrore” col quale ha dovuto convivere: “il nazionalsocialismo” che “si fondava su un mito razzista, di cui faceva parte il rifiuto del Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, del Dio di Gesù Cristo e delle persone credenti in Lui”, ha detto il Papa in Germania.
E poi c’è la colpa del protestantesimo, anch’essa una colpa profondamente tedesca. Non che Benedetto XVI disprezzi il mondo protestante, tutt’altro. E’ che in lui è viva la ferita dello strappo di Lutero, la cristianità divisa da quel suo connazionale che non è riuscito a restare nella chiesa nonostante i suoi innumerevoli problemi e le sue innumerevoli contraddizioni.
Il senso del viaggio in Germania secondo me risiede qui, in queste due colpe che il Papa ha voluto in qualche modo espiare e, insieme, mostrare come colpe possibili per tutti.
Pubblicato su palazzoapostolico.it domenica 25 settembre 2011

