L’Europa dei musulmani
30 agosto 2011 -
La prima puntata RaiUno l’ha mandata in onda in fascia notturna, martedì 23 agosto dopo l’una di notte.
Eppure “Musulmani Europei”, un’inchiesta in quattro puntate (da 50 minuti ciascuna) sull’Islam in Europa (Testi e regia: Luca De Mata. Supervisione: don Nicola Bux, teologo, e Mustaphà Mansouri, membro del Comitato per l’Islam in Italia presso il Ministero dell’Interno), avrebbe meritato ben altro orario. E, infatti, in Rai sembra l’abbiano capito: domani la messa in onda di “Musulmani europei” verrà anticipata.
Perché il documentario di De Mata è un tentativo coraggioso e inedito: raccontare dal campo la realtà musulmana in Europa. Quanti sono i musulmani nel nostro continente? Dove stanno? Cosa fanno?
Corpo centrale dell’inchiesta è la questione della convivenza, della comprensione, della tolleranza, della libertà, della democrazia, della reciprocità dei diritti, della centralità della persona e dell’integrazione. E’ un tema che riguarda tutti, non per pregiudizi di contrasto culturale, quanto per una reale e concreta paura della diversità, del non conosciuto futuro di tutti noi.
La domanda che viene posta è se sia possibile vivere il contatto con l’Islam percependolo come una grande opportunità per riscoprire valori forti quali solidarietà, preghiera, spiritualità e non intolleranza, quando non estremismo terroristico?
Trovi qui la prima puntata.
Pubblicato su palazzoapostolico.it martedì 30 agosto 2011
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Finalmente la RAI cambia orario per le prossime tre puntate del Programma Inchiesta di Luca de Mata sui Mussulmani Europei.
E’ stato scandaloso che la RAI abbia mandato la prima puntata in orario notturno.
Bravo Luca la Tua voce non sarà oscurata.
“La domanda che viene posta è se sia possibile vivere il contatto con l’Islam percependolo come una grande opportunità per riscoprire valori forti quali solidarietà, preghiera, spiritualità e non intolleranza, quando non estremismo terroristico?”
Risposta: “NO !”
Fino a quando le religioni (tutte) non verranno relegate nel privato, senza preferenze o particolarismi per una o per un’altra, non sarà possibile. Per avere una possibile convivenza paritaria, questa dev’essere basta sulla Giustizia, una sola legge uguale x tutti, senza preferenze, accordi , riconoscimenti, 8×1000 ecc.
La religione è un fattore divisivo, che non accomuna per questo lo Stato dev’essere laico e imparziale con tutti e rispettato da tutti con un’unica legge uguale per tutti a cui tutti devono essere sottoposti.
L’Italia è l’ultima ad essere pronta ad affrontare questa unica possibilità infarcita di cattolicesimo e dottrine sull’unica salvezza.
Non sono riusciti a fare l’ecumenismo fra uguali (tutti cristiani) come potrebbero mai fare un’unione fra diversi ? Neanche da pensare.
A che serve la più grande diplomazia del mondo se non a trarre vantaggi per sè ? La Diplomazia è una “negoziazione” per trarre vantaggio. In questa faccenda non possono né devono esserci equivoci né sospetti.
Non esiste nemmeno fra Cattolici e Anglicani e Lefebvriani tutti (fratelli coltelli) tutti uguali definendosi cristiani come potrebbe esserci fra diversi ? Pensando che anche fra gli stessi cattolici ci sono una miriade di contrasti fra Neo Cat, Ciellini, francescani, benedettini, preti laici e preti non laici; e non faccio l’elenco.
Io cerco di essere più ottimista e rispondo alla domanda posta con un bel “SI!”
Sicuramente questo percorso da fare per arrivare ad un punto d’incontro, ad un rapporto di rispetto reciproco è arduo e pieno di ostacoli, “boicottato” anche da chi ha interessi economici.
Ma noi nel nostro piccolo, nel nostro vivere quotidiano, se cominciassimo a dialogare, ad aprirci un po di più al prossimo, sono sicuro che prima o poi troveremo un armonia che ci permetterà una sana convivenza e non tolleranza tra razze, culture e religioni diverse.
Comunque ho visto la prima puntata e l’ho trovato un programma davvero interessante.
Un’inchiesta molto interessante! complimenti al giornalista de Mata e alla Rai per averne intuito l’importanza anticipandone la messa in onda.
Es un documental muy interesante que contiene los diversos puntos de vista, me gusta la idea de cederle la palabra a todo el mundo, ya que si queremos llegar a tener una Europa unido, tendremos que empezar por escucharnos los unos a los otros.
Finalmente cambia d’orario, comunque andrebbe inserita in prima serata. La prima puntata davvero interessante. La risposta è NO solo per paura?
Ho visto la prima puntata e mi è piaciuta molto. Fortuna che anche la rai si è accorta dell’inchiesta ottimamente realizzata e ha spstato la programmazione in seconda serata!!
“La domanda che viene posta è se sia possibile vivere il contatto con l’Islam percependolo come una grande opportunità per riscoprire valori forti quali solidarietà, preghiera, spiritualità e non intolleranza, quando non estremismo terroristico?” Se dobbiamo o sentiamo il bisogno di riscoprire, dando per scontato che gli abbiamo coperti, i valori forti della solidarietà, preghiera, spiritualità e tolleranza, non si capisce perché si dovtebbe andare “a lezione”, perché questa è la sostanza, gli irenismi inter religiosi lasciamoli alla anime belle, dall’Islam. Alla bisogna, dando per scontato che non abbiamo la forza intrinseca di farlo da soli, potrebbe supplire molto meglio, il contatto e la vicinanza con altre religioni non monoteiste. Perché il nodo nativo del monoteismo religioso è la sua necessità di essere unico. Un solo Dio non può essere percepito come il soggetto di plurime interpretazioni. Questa condizione appartiene alla natura umana. Infatti, questa, e solo questa ha partorito i vari rivoli delle religioni monoteiste. Sciti, Sunnuti, Salafiti, e sotto tendenze appartengono all’Islam, come cattolici, protestanti, valdesi, coopti ecc.. appartengono al cristianesimo. Tutta roba nata dalle mente di uomini rifacendosi ad unico Dio e, in pratica, nei fatti, negandolo. O meglio, cercando di appropriarselo solo per sé. Il monoteismo ha in sé la tendenza a porsi come teocrazia universale. Che non può rinunciare dall’esercitare poteri temporali. Attraverso la conquista delle anime, certo, ma la finalità è sempre quella. Ogni uomo della terra, da sempre, porta nella sua natura i dieci comandamenti e i sette peccati capitali. L’utopia del multiculturalismo, esteso anche alle religioni, diventa utopia criminale e il focolaio di contrasti e lotte meramente opportunistiche per il potere.
@ Francesca.
Rispondo alla sua domanda, sebbene avessi già spiegato le motivazioni che mi fanno pensare ad una impossibilità. Allargo il concetto.
Non è questione di paura, perché dovrei averne ? Ritengo che la religione non è un collante fra gli uomini, bensì un fattore divisivo perché marca le diversità ove ogni religione spiega di essere l’unica vera.
Ha mai letto le tante critiche che si sono concentrate sui papi che si sono avvicendati nelle sinagoghe o nelle moschee ? Molti cattolici non hanno apprezzato e molti mussulmani hanno pensato che fosse segno di debolezza o un trucco.
Quando si tratta di religione gli uomini difficilmente sono disposti ad abbandonare il proprio credo, perché è stato inculcato loro dall’infanzia ed è diventato parte della tradizione. E’ difficile lasciare un modo di vivere per abbracciarne un altro. Il sospetto e il pregiudizio verso chi è diverso sono sempre presenti e ci vuole molto tempo per accettarlo e solo quando quello abbandonerà il suo precedente modo di vita per seguire quello locale sarà accettato.
La questione della convivenza, fra diversi è possibile solo se c’è una legge che li rende uguali altrimenti ci sarà sempre un motivo per notare le differenze e scorgere in queste dei vantaggi/svantaggi per gli uni verso gli altri facendo affiorare le invidie e la ricerca di vendetta.
Eppure la storia avrebbe dovuto insegnare qualcosa. Mussulmani ed ebrei convivono ma non si mischiano, cattolici e mussulmani cercano di convivere in molti paesi africani ma spesso si combattono ( Nigeria, Egitto, India). Spesso le madri cattoliche piangono reclamando i figli che i padri mussulmani hanno tolto loro, e sappiamo che le leggi dei paesi europei non si conciliano con quelle dei paesi mussulmani dove negli uni c’è la parità di diritti negli altri no. Quando si arriva ai figli di persone di religione diversa, che convivono difficilmente si troverà l’accordo sul tipo di religione che i figli dovrebbero avere. Battezzarli in una o l’altra religione anche se singoli casi potrebbero funzionare, non sarà mai una possibilità per tutti.
Spesso dico che dovrebbero essere i figli in età adulta a scegliere a quale religione vorranno appartenere ? Lei lo lascerebbe senza battesimo il suo ? Ma per giungere a questa libertà di pensiero occorre che i genitori abbandonino i pregiudizi e i dettati delle loro rispettive religioni, cosa molto difficile.
Tra l’altro, Gesù ebbe a dire: “Non pensate che io sia venuto a mettere pace sulla terra; non sono venuto a mettere pace, ma spada. Poiché sono venuto a causare divisione.” ( Matteo 10.34-36)
Come vede non sono parole mie, e se vuole smentire Lui ?
Una voce imparziale che guarda un aspetto tanto discusso dando voce a diverse verità. Le cose che ho preferito sopra tutte sono l’onestà e gli intenti di un documentario,a torto, relegato ad una fascia oraria che gode di poca visibilità.
Il tema dell’ integrazione con il mondo islamico diverrà sempre più pressante e problematico, considerate le prepotenti ondate migratorie e gli alti tassi di natalità.
Io lascio ad amici del blog, più preparati di me, le riflessioni filosofiche, teologiche e sociologiche sul fenomeno e mi compiaccio per il bel servizio televisivo linkato dal Dott. Rodari.
Mi limito a fare alcune considerazioni terra terra. Innanzitutto, mi chiedo dove sia l’islam moderato: l’anno scorso quando si è verificata la strage nella chiesa di Baghdad e quella ad Alessandria d’Egitto, io non ho sentito nessun esponente islamico che si è detto addolorato per i crimini patiti dai cristiani in terre islamiche, nessun imam che ha lanciato fatwe contro il fondamentalismo: né una dichiarazione, né un comunicato stampa da parte di alcuna organizzazione islamica italiana o europea. Ma non esistono islamici moderati e democratici? O hanno paura di farsi vedere? Lo stesso vale per gli squallidi episodi di cronaca nera, che hanno per vittime giovani mussulmane picchiate o segregate (o peggio) dai familiari per aver osato semplicemente vestirsi all’Occidentale (un caso è di ieri: una ragazzina nel Pesarese è stata picchiata dal padre, perché con questo caldo afoso, ha osato indossare una maglietta a maniche corte!).
Io penso che il problema dell’integrazione sia soprattutto un problema loro, che ritengono inferiore la nostra cultura ed inappropriato il nostro stile di vita.
Voglio anche rivolgere agli amici del blog una domanda, che è meno stupida di quanto sembri: avete mai visto in un cinema o in un teatro o ad una manifestazione sportiva, un islamico o addirittura una famiglia islamica? Non ditemi di no perché non hanno soldi: non ci credo, i bar del mio quartiere sono pieni di islamici che bevono e fumano dalla mattina alla sera (alla faccia del precetto del Ramadan!), quindi i soldi per certe “passatempi” ce l’hanno!
Penso che i temi della convivenza, della comprensione, della tolleranza, della libertà, della democrazia, della reciprocità dei diritti, della centralità della persona e dell’integrazione siano temi che riguardano soprattutto loro, e solo di riflesso il mondo occidentale, che grazie anche all’eredità cristiana, in senso lato, è maggiormente aperto all’accoglienza e alla solidarietà (questo ovviamente in linea di massima e fatte salve le immancabili eccezioni, che sono dovute soprattutto alla stupidità).
Dura la vita dei cristiani schiacciati fra l’incudine del secolarismo aggressivo figlio del relativismo valoriale ed il martello dell’Islam arrogante ed incapace di integrarsi.
Ma, come già scrissi una volta, in fondo la questione non è se vinciamo o perdiamo contro l’Islam, ma se riusciamo o non riusciamo a essere ancora cristiani nel III millennio, vale a dire nella nostra vita. Benedetto XVI sta dicendo che si può. I musulmani si accolgono, infatti, non per pietà o per reciprocità. E tanto meno si ama e si perdona per convenienza o interesse. E’ la fede cristiana stessa che, in definitiva, impone interiormente e pubblicamente di accettare, perdonare e agire virtuosamente, anche quando non vi è nessuna motivata ragione umana e sentimentale per farlo.
Il segreto di Ratzinger è la fedeltà e l’autenticità della sua fede, eroica, razionale e trionfante, anche quando non è politicamente in grado d’imporsi, ed è costretta all’umiliazione. La convinzione ultima è che così la Chiesa vincerà alla fine non solo in Cielo, ma anche sulla Terra.
Dottor Rodari come si può rivedere la prima puntata di Musulmani Europei? anche i miei anziani genitori mi hanno chiesto se fosse possibile, per loro è tutto nuovo e sconosciuto e nei nostri discorsi sento che hanno anche paura che il mondo in cui hanno vissuto non esista più, secondo lei il mondo è veramente cambiato? Segue con attenzione quanto scrive ed è la prima volta che intervengo, ma ora su questo argomento ho pensato che anche io dovevo dire la mia anche a nome dei miei genitori. Mi scuso se le ripeto la domanda, ma secondo lei il mondo è cambiato con tanti musulmani che ora ci sono e spesso alcuni di loro fanno cose che non posso accettare come questa storia del vestito che copre le donne. perchè si deve pensare che una donna non coperta è una donna che fa cose brutte, la mia mamma immaginarla che non posso più guradarla mi fa paura.
Sto seguendo questa inchiesta sulla religione islamica molto molto interessante, personalmente non avevo mai visto un approfondimento sull’islam così. programmi come questo, sono sicuro , contribuiranno ad aprire una strada ad un dialogo che permetterà ad una possibile convivenza. Detto questo la rai cosa fa per diffondere il più possibile questi filmati? li trasmette di notte. mi sembra giusto continuare a far finta di niente davanti a problemi reali e argomenti scottanti. chiedo a lei che mi sembra avere un certo peso nella comunicazione con il suo blog di aiutarci nella battaglia della corretta informazione sulle reti del servizio pubblico. grazie Antongiulio