Parla monsignor Girotti: “Irricevibile e assurda” la proposta di legge irlandese sulla pedofilia (e il segreto confessionale)
24 luglio 2011 -
Il dossier governativo di quattrocento pagine che accusa la chiesa cattolica d’aver coperto gli abusi sessuali commessi su quaranta persone da diciannove sacerdoti della diocesi di Cloyne (Irlanda) governata dal 1987 al 2010 dal “segretario di tre Papi” monsignor John Magee ha provocato l’indignazione del governo irlandese che per voce del primo ministro Enda Kenny attacca la Santa Sede e arriva a mettere in agenda un progetto di legge che, se approvato, obbligherebbe i sacerdoti a riferire notizie su abusi di minori anche se apprese in confessione: “Se non lo facessero, rischierebbero cinque anni di prigione”, ha scritto Massimo Introvigne.
Il Vaticano sta preparando una risposta alle accuse, uno statement firmato dalla Congregazione per la dottrina della fede. Ma nelle ore più calde è monsignor Gianfranco Girotti, numero due della Penitenzieria apostolica (è l’organo vaticano che da secoli assegna grazie, attribuisce dispense, sanzioni e condoni), che al Foglio dice la sua in merito alla proposta irlandese: “E’ assurda. E’ una proposta irricevibile”, dice. E ancora: “L’Irlanda può approvare tutti i progetti di legge che desidera, ma deve sapere che la chiesa non si sottometterà mai all’obbligo della denuncia del confessore all’autorità civile. La confessione è una questione privata che permette al penitente di emendarsi, di purificarsi. Il segreto è condizione necessaria. Ciò non significa che i vescovi non debbano vigilare sui pedofili e, fatte le opportune verifiche, chiedere a questa gente di pagare per i propri crimini. Se però si vuole violare la confessione la risposta della chiesa è e sarà sempre no”.
Girotti parla del “sigillum confessionis”, il segreto che tempo fa era ulteriormente tutelato dal fatto che esistevano i confessionali con la grata: penitente e confessore non potevano riconoscersi, la grata permetteva al confessore di non decifrare l’identità del penitente. Nel XIII secolo fu il chierico inglese Tommaso di Chobham a scrivere in un manuale di confessione il motivo della grata, il perché della necessità di mantenere il segreto: “Il sigillo della confessione deve essere segreto perché lì il confessore siede come Dio e non come uomo”. Dice Girotti: “Nella confessione un penitente dice al confessore i propri peccati. Il confessore ascolta e anche nel caso di peccati più abominevoli della pedofilia, egli ha il dovere di assolvere qualora riconosca il sincero pentimento di chi ha davanti. La denuncia alla magistratura, il carcere, le sanzioni previste dalle leggi dello stato sono un’altra cosa. Tutti hanno il dovere di pagare il proprio conto alla giustizia per i crimini commessi, ma non spetta al confessore violare il segreto. La confessione è destinata a pulire l’anima davanti a Dio. E’ un’altra cosa. Vorrei ricordare, tra l’altro, che per il confessore che infrange il segreto del confessionale è prevista la scomunica ‘latae sententiae’ da parte della chiesa”.
L’Irlanda è indignata. Il nunzio apostolico è stato convocato dal governo. Mentre, secondo un sondaggio pubblicato dal quotidiano Irish Independent, il 72 per cento della popolazione sarebbe favorevole alla rottura delle relazioni diplomatiche con il Vaticano. Ma c’è un passaggio del dossier pubblicato in queste ore che indigna più di ogni altra cosa. Ed è la lettera del 1997 in cui monsignor Luciano Storero, allora nunzio apostolico in Irlanda, comunicava ai vescovi irlandesi le “serie riserve” del Vaticano sul modo in cui il documento del 1995 formulava l’obbligo di denunciare alle autorità civili i casi di pedofilia. I politici irlandesi vedono nella lettera di Storero la prova che la Santa Sede chiedeva ai vescovi irlandesi di disobbedire, come ha detto il primo ministro, “alle loro stesse linee guida” del 1995 e alla legge del loro paese. In realtà la prudenza vaticana era motivata dal fatto che troppe volte preti innocenti venivano denunciati senza prove convincenti. E poi dal fatto che non solo l’obbligo di denuncia non esisteva in Irlanda, ma era una disposizione che andava a violare pesantemente la legge canonica la quale, con coloro che si macchiano di crimini del genere, prevede pene severe.
In Vaticano le accuse irlandesi hanno scioccato molti. A Dublino risiede il vescovo Diarmuid Martin che all’epoca del verificarsi degli abusi prestava servizio in curia a Roma. Martin, come hanno fatto in passato i cardinali Christoph Schönborn da Vienna e Sean Patrick O’Malley da Boston, ha accusato coloro che nella chiesa disattendono le indicazioni del Papa in merito. Per queste accuse si è guadagnato le lodi del New York Times e della columnist Maureen Dowd. Ha detto Martin: “A Cloyne c’erano persone che hanno messo le loro opinioni al di sopra della difesa dei bambini. Paradossalmente appellandosi in qualche modo alla loro interpretazione della legge canonica si sono messi al di sopra e al di là delle regole che il Papa corrente ha promulgato per l’intera chiesa”.
Martin non è nuovo ad accuse del genere. Più volte le sue parole si sono rivolte direttamente contro chi nella chiesa e in Vaticano ha fatto poco per arginare il problema della pedofilia. Anche per questo Martin non è amato da tutti a Roma, nella curia romana dove diversi monsignori ricordano che ai tempi del verificarsi degli abusi anch’egli risiedeva e lavorava in curia, anch’egli, dunque, in qualche modo la rappresentava. E’ difficile dire quando lo statement del Vaticano uscirà. Nel 2008, quando il Belgio accusò il Papa per le sue parole spese contro l’uso del preservativo durante il volo che lo portava verso l’Africa, la risposta arrivò dopo diverse settimane. Anche in questo caso la risposta non arriverà nell’immediato. Le parole, infatti, vanno studiate e ponderate oculatamente.
Alla Congregazione per la dottrina della fede governata dal cardinale William Joseph Levada siede come promotore di giustizia, il maltese Charles J. Scicluna. In passato Scicluna ha usato parole di fuoco contro quei sacerdoti che abusano dei minori. Senz’altro la risposta al governo irlandese non dimenticherà di ricordare che la pedofilia è un “crimine orrendo”.
Pubblicato sul Foglio sabato 23 luglio 2011
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“Il Vaticano sta preparando una risposta alle accuse” Sembrerebbe che i dirigenti della curia siano affetti da encefalite e non si rendano conto di quanto velocemente stiano correndo verso il baratro delle contraddizioni.
Malgrado tutte le giustificazioni accampare, basta consultare qualunque enciclopedia per scoprire che “la confessione” “nel linguaggio dei primi secoli è l’atto di professare la propria fede” Wikipedia, che nulla ha a che vedere con il coprire e nascondere i malfattori. Ciò che in ambito cattolico viene chiamato “la penitenza” è per il credente il modo per ottenere” il perdono” da Dio.- Wikipedia
Ma non c’entra nulla il prete che non essendo Dio non può in alcun modo sostituirsi a lui. Appare quindi evidente la contraddizione tra ciò che il Vangelo insegna e ciò che si vorrebbe far credere.
Per es: “Nel Catechismo Tridentino” è scritto: “Non c’è colpa per quanto grave ed empia, che non si cancelli grazie alla Penitenza; e non una sola volta, ma molte e molte volte”. — Catechismo Tridentino, art. 246, trad. italiana di Tito S. Centi, Edizioni Cantagalli, 1981 (con Nihil obstat e Imprimatur).
Ma il Vangelo dice : (Ebr. 10:26, CEI): “Se pecchiamo volontariamente dopo aver ricevuto la piena conoscenza della verità, non rimane più alcun sacrificio per i peccati”.
“Chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo, non avrà perdono in eterno”
(Mar. 3:29, CEI
In aggiunta, il Pentimento per avere valore, deve, come dice il Vangelo, avere “opere degne di pentimento”. (At 26:20; Mt 3:8) che non possono essere sostituite da due o tre ave marie, ma sono necessari “un cuore nuovo e uno spirito nuovo” (Ez 18:31); un mutato modo di pensare, un motivo e un indirizzo diverso nella vita che producono uno stato d’animo, un’inclinazione e una forza morale nuovi.
Stabilita quindi la contraddizione tra l’insegnamento evangelico e la pretesa della chiesa di voler sostituire un uomo a Dio, c’è un altro aspetto altrettanto grave e importante da sottolineare: Si legge nel tema: “E’ assurda. E’ una proposta irricevibile” – E ancora: “L’Irlanda può approvare tutti i progetti di legge che desidera, ma deve sapere che la chiesa non si sottometterà mai all’obbligo della denuncia del confessore all’autorità civile.”
E’ veramente un atteggiamento “strano” per chi sostiene di predicare il Vangelo, quello stesso che dice : “Ogni anima sia sottoposta alle autorità superiori, poiché non c’è autorità se non da Dio; le autorità esistenti sono poste nelle loro rispettive posizioni da Dio. Perciò chi si oppone all’autorità si mette contro la disposizione di Dio; quelli che si mettono contro di essa ne riceveranno giudizio…Poiché per questo anche pagate le tasse; poiché essi sono pubblici servitori di Dio che servono costantemente a questo stesso scopo..” Romani 13.1-6) e ribadisce : “ Continua a ricordare loro di essere sottoposti e di essere ubbidienti ai governi e alle autorità come governanti, di essere pronti per ogni opera buona, di non parlare ingiuriosamente di nessuno, di non essere bellicosi, di essere ragionevoli”
D’altro canto non stanno mica chiedendo loro di fare una cosa disdicevole, ma solo una cosa giusta, logica, comprensibile, onorevole,”ragionevole” degna di lode perché non c’è nessun onore nel proteggere un colpevole di così gravi crimini. Non c’è nessun merito a voler essere “complici” della criminalità più abietta. Condannandola in pubblico ma proteggendola in privato.
Evidentemente non hanno preso in considerazione il consiglio evangelico: “ L’orgoglio è prima del crollo, e lo spirito superbo prima dell’inciampo.” ( Proverbi 16.18) e Gesù parlando di una casa ricordò : “ La sua caduta fu grande” – Perché lo scordano sempre ?
è incommensurabile il danno che questi preti, la zizzania, hanno portato alla chiesa oscurando il tanto grano che c’è …proprio da un paese che è stato tra i piu cattolici vien mosso un attacco al sigillo della confessione….anche i più terribili regimi non avevano osato tanto….preghiamo per le intenzioni del papa e che a questa crisi subentri una nuova PENTECOSTE …vieni SPIRITO SANTO!
Rimango dell’avviso che ci sia qualcos’altro dietro questa recrudescenza della questione pedofilia in Irlanda… perchè si sta indagando solo sui preti… non è forse vero che per le statistiche europeeil 98% dei casi di abusi sui minori avviene in famiglia? forse il governo Irlandese ha qualche suggeritore internazionale (che magari detiene abbondanti quote di debito sovrano?!) “A pensar male is fa peccato però…”
Una breve risposta
@ ferruccio – da parte dello Spirito Santo: “E quando quello sarà arrivato darà al mondo convincente prova riguardo al peccato e riguardo alla giustizia e riguardo al giudizio” ( Giovanni 16.8)
E’ già arrivato sig. Ferruccio, forse non se n’è ancora accorto ? (Atti 1.8)
@ Breggio “Rimango dell’avviso che ci sia qualcos’altro dietro questa recrudescenza” Si, ha ragione, c’è il fatto che avevano promesso di allontanare e denunciare i colpevoli e sono andati cercando tutte le scuse per non farlo anche invocando il “segreto confessionale”.
Lei capirà bene che a nessuno piace essere preso per i fondelli, a maggior ragione se chi ci prova è un prete.
“Hans Küng, noto teologo spesso critico verso le gerarchie ecclesiastiche, il 18 marzo 2010, ha scritto un articolo in cui sostiene che Ratzinger sia «l’uomo che da decenni è il principale responsabile dell’occultamento di questi abusi a livello mondiale».”
H**p://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/03/18/ratzinger-reciti-il-mea-culpa-sulla-pedofilia.html
BREGGIO non fai peccato è vero, dietro di sicuro c’è qualcosa che si agita per fare male alla Chiesa Cattolica. Anche la stampa parla molto, ma molto di più, di reati di pedofilia fatti da Sacerdoti o Religiosi e solo con brevi trafiletti, di reati compiuti in famiglia o compiuti da laici. A noi Cattolici resta solo una cosa da fare, pregare molto per noi e per la Chiesa tutta, affinché non venga meno la nostra FEDE. Allez cordialmente ciao.
carissimo breggio,hai colto nel segno,forse anche andrebbe indagato a chi conviene che la chiesa perda credibilità,perda la fiducia dell’educazione di bambini e giovani…..di certo,come il papa ha ricordato le persecuzioni vengono anche a causa dei peccati,ma dei peccati si può far uso da parte di chi la chiesa l’odia……..