Se gli Stati Uniti non hanno fonti in Vaticano

Questa sera il tedesco “Der Spiegel”, alle 22.30, pubblica una sintesi ampia e articolata di migliaia di file (Embassy files) che il sito Wikileaks ha consegnato alcuni giorni fa, per il controllo, a numerosi quotidiani, tra cui il New York Times, il Guardian, il Monde il Pais.

I documenti, oltre a 8 mila “direttive”, sono principalmente “telegrammi” o “appunti” (totale = 251.287). Alcuni corrispondono al 1966, altri sono posteriori al 2004. Tra quest’ultimi quasi 10 mila corrispondono a gennaio e febbraio 2010.

Secondo lo stesso “Der Spiegel” non si tratta di documenti “top secret” o “riservati”. La maggioranza dei documenti appartengono alla categoria “confidenziale”. I documenti “secret” sarebbero poco più di 15.600.

Secondo alcune prime indiscrezioni molti di questi documenti riguardano soprattutto l’area asiatica (Medio Oriente, Cina, India, Afghanistan, Pakistan, Arabia Saudita, Iraq e i Paesi del Golfo. Poi ci sono tutti i Paesi Nato, la Russia e l’Australia). I files sarebbero stati prelevati dal SiprNet (Secret Internet Protocol Router Network), struttura del governo statunitense alla quale hanno accesso controllato 2 milioni 500 mila funzionari.

Oggi la Stampa ha anticipiato alcuni files che riguardano il Vaticano, e in particolare l’ultimo conclave. I diplomatici statunitensi non avevano creduto alle voci che davano Ratzinger favorito, credendo di più all’ipotesi di un candidato proveniente da un paese in via di sviluppo.

In sostanza, a leggere i due articoli della Stampa, si capisce bene come i diplomatici Usa (e le loro fonti in Vaticano) si basassero per le proprie previsioni esclusivamente sulla lettura dei giornali senza alcuna capacità di andare oltre le aspettative di questi. E, infatti, i nomi che ricorrevano erano i solti. Due “progressiti”, ovvero Tettamanzi e Danneels. E un conservatore, ovvero Castrillon Hoyos.

Leggi qui i due articoli usciti oggi sulla Stampa:

“Eletto Ratzinger gli americani sono sotto choc”
“L’italiano favorito è Tettamanzi”. Ecco la lista dei sedici papabili

Pubblicato su palazzoapostolico.it domenica 28 novembre 2010


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