L’ultima battaglia di Marchetto

Ho conosciuto monsignor Agostino Marchetto, oggi dimissionario segretario del Pontificio consiglio per la pastorale dei migranti e degli itineranti, circa un anno fa.

Andai nella sua abitazione vicino al Senato e gli feci una lunga intervista. Allora, come oggi, il suo nome era su tutti i giornali. Allora come oggi picchiava contro il governo italiano per la sua politica sull’immigrazione.

A un certo punto gli dissi più o meno così: “Mi sembra che le continue sue uscite contro il governo creino parecchi imbarazzi anche dentro il Vaticano. Perché continua a farle?”. Mi rispose: “Lo faccio perché voglio difendere il pensiero della chiesa su certe tematiche. E poi, guardi, le critiche non mi fanno né caldo né freddo: anni fa lottai e vinsi una grave malattia. Da quell’esperienza niente mi spaventa e mi impressiona più”.

Le uscite di Marchetto hanno spinto più volte il Vaticano a chiarire che “quella non è la posizione ufficiale della Santa Sede…”. Marchetto non ha mai replicato né ulteriormente specificato. Ha sempre accettato le critiche anche e soprattutto quelle provenienti dall’interno della chiesa.

La battaglia più difficile, monsignor Marchetto, l’ha già vinta anni fa. Che senso ha agitarsi ancora?

Pubblicato su palazzoapostolico.it mercoledì 1 settembre 2010


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  1. giovanni choukhadarian ha scritto il 1 settembre 2010 alle 4:11 pm:

    Notizia non allegra, post scritto come al solito benissimo. Bravo il Rodari, w don Marchetto sempre


  2. maioba ha scritto il 1 settembre 2010 alle 4:18 pm:

    quanto ineguagliabile qualunquismo in questa frase: “che senso ha agitarsi ancora?”


  3. Alessia ha scritto il 1 settembre 2010 alle 5:21 pm:

    Mons. Marchetto ha presentato richiesta di dimissioni al Papa ben un anno fa (vedi nota SIR delle 14.01). Ha fatto un ottimo lavoro nel dicastero dei Migranti dove un uomo con le sue competenze era onestamente sprecato. E’ un uomo di valore e leale amico del Papa, come ha dimostrato nel corso dell’affaire Sarkozy-Rom, che in solitario ha difeso, nel silenzio assordante del Vaticano e della gran parte dei media, dalle offese xenofobe e razziste di Alein Minc. E’ stato ingiustamente criticato sulla base di una errata traduzione Ansa dell’intervista rilasciata all’ag. I-Media. Mi pare che basti. Ora potrà finalmente tornare a occuparsi dell’ermeneutica del Vaticano II.


  4. Guido ha scritto il 1 settembre 2010 alle 5:33 pm:

    come dire: “ringrazia il cielo di essere guarito e non t’impicciare di vangelo!”


  5. Stefano Tassinari ha scritto il 1 settembre 2010 alle 7:59 pm:

    Poi dicono che Dio non esiste!
    Monsignor Marchetto quello coi paraocchi che non si accorge dei numeri dell’immigrazione, che difende i rom e “tanta tante altre” se ne và in pensione.
    Buon per Lui ma soprattutto per noi. Intoniamo un’Alleluja.


  6. Lorenzo ha scritto il 1 settembre 2010 alle 10:26 pm:

    E alla fine delll’intervista sul Corriere l’arcivescovo Marchetto dichiara di volersi dedicare agli studi storici sl Concilio Vaticano II.

    Bene, si dedichi pure a studiare (si spera nel silenzio) questo esaltante argomento, e forse capirà come mai la Chiesa cui appartiene è così mal ridotta.


  7. Francesco73 ha scritto il 5 settembre 2010 alle 8:10 pm:

    Rientro in Italia dopo qualche giorno e leggo ovunque che in sostanza Marchetto è stato cacciato per fare un piacere al Governo, da lui troppo criticato.
    Probabilmente non è vero, ma non ci voleva molto a capire che accettare le sue dimissioni adesso, senza promozione degna ad altro incarico, avrebbe determinato questo tipo di percezione.
    La Chiesa non rimuove i suoi uomini perchè scomodi per il potere civile di turno. Quando lo ha fatto, anche se ne sussistevano alcune ragioni, è stato un pessimo affare (vedasi alcuni casi nei Paesi dell’Est, si parva licet).
    Mi sa che è un’altra storiaccia gestita male, il capitolo che mancava al libro di Rodari e Tornielli.


  8. francesco ha scritto il 16 settembre 2010 alle 3:59 pm:

    Rodari che caduta di stile il suo finale. Da lei proprio non l’aspettavo…