Al giornale del Papa piacciono le chierichette

Nella storia della chiesa ci sono tanti esempi di sacerdoti divenuti tali anche a motivo del servizio all’altare reso da piccoli come chierichetti. Il servizio all’altare è stato per loro una porta verso il sacerdozio.

Da qualche anno spetta alla discrezionalità dei singoli vescovi consentire l’accesso al servizio all’altare anche alle chierichette. Per molti nella chiesa questa concessione è un problema perché potrebbe comportare che le bambine in futuro chiedano di essere ordinate.

Il problema, tuttavia, non si pone per l’Osservatore Romano. Oggi in prima pagina è Lucetta Scaraffia a firmare un pezzo intitolato “A scuola dai chierichetti” nel quale si legge che “l’esclusione delle bambine” dal servizio all’altare “ha significato una disuguaglianza profonda all’interno dell’educazione cattolica” . E ancora: “Per le ragazze entrare nello spazio dell’altare ha significato la fine di ogni attribuzione di impurità al loro sesso”.

Leggi qui “A scuola dai chierichetti” di Lucetta Scaraffia.

Pubblicato su palazzoapostolico.it venerdì 6 agosto 2010


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  1. GOR ha scritto il 6 agosto 2010 alle 7:02 pm:

    ”…ha significato la fine di ogni attribuzione di impurità al loro sesso.”

    Ahi! Questa è la prima volta che ho sentito questa ragione per non aver le chierichette al servizio della Messa. Mi sembrava che la ragione fosse una lunga tradizione di chierichetti. Forse viene da San Paolo riguardo alle donne avendo capi coperti o che stiano zitti in chiesa? Ma “l’impurità” del sesso feminile??? Rimango senza parole.


  2. regolo ha scritto il 7 agosto 2010 alle 3:29 pm:

    Fantasie da intellettualoidi (di sinistra). Bhah!


  3. Mattia Rossi ha scritto il 8 agosto 2010 alle 9:38 pm:

    Uffa, che barba… Ratzinger stesso insegna che il servizio all’altare è visto come preludio al sacerdozio e, per tale motivo, deve esser riservato ai maschi. Altro che “impurità” del sesso femminile.


  4. raffaele savigni ha scritto il 9 agosto 2010 alle 5:23 pm:

    La Scaraffia ha ragione. Non c’è nessun motivo per escludere le donne dal servizio all’altare, che non è solo un possibile (ma non necessario) preludio al sacerdozio ministeriale, ma anzitutto un’espressione del sacerdozio comune di tutti i battezzati (vedi la prima lettera di Pietro, cap. 2, ripresa dal Vaticano II).


  5. Mazzarino ha scritto il 9 agosto 2010 alle 8:56 pm:

    Ottimo Mattia Rossi. L’Osservatore Romano sia più attento e misurato quando tratta di liturgia.


  6. GOR ha scritto il 11 agosto 2010 alle 12:55 am:

    @Raffaele. C’è una differenza enorma tra il ‘sacerdozio commune’ dei laici e il sacerdozio sacramentale dei preti. Siamo tiutti chiamati al servizio sia del Vangelo che della gente – ma solamente i sacerdoti ordinati sono chiamati al ministero dei sacramenti. Il servizio all’altare non è un diritto, ma un privilegio – e in questo sbagliano quelle donne che pensano di diventare sacerdoti a modo di ‘diritto femminista’. Inoltre penso che questo sia stato in fondo all’articolo della Scaraffia – la chierichetta come passo verso il sacerdozio femminile.

    In un’intervista con Romasette recentamente la Scaraffia ha detto: “In Occidente le donne hanno gli stessi diritti degli uomini, fanno tutto quello che fanno gli uomini. L’unica cosa che non possono fare è il sacerdote della Chiesa cattolica. Mi sembrava che fosse sottointeso: “È che peccato che non lo fanno…” Ma non accadrà mai, come ha precisato Papa Giovanni Paolo II.


  7. Caterina63 ha scritto il 11 agosto 2010 alle 7:22 pm:

    il presunto elogio dell’Osservatore Romano sulle donne chierichetto è, direi, OFFENSIVO!!
    offensivo per noi Donne, offensivo per le TANTE SANTE DONNE che la Chiesa ha riconosciuto e che mai si sono sentite impure se non servivano all’Altare…
    Ve la immaginate santa Teresina del Bambin Gesù sentirsi offesa E IMPURA perchè non faceva la chierichetta?
    Ma che si sono bevuti al giornale del Papa? Forse è il troppo caldo!!!???

    Rammentiamo a codesto giornale che sfrutta l’immagine del Pontefice per vendere delle volte fumo velenoso… che la prassi delle chierichette è recente e fu quasi una sorta di OBBLIGO, una sorta di IMPOSIZIONE e di ribellione contro Roma negli anni che vennero dopo il Concilio…(stessa imposizione con la comunione alla mano)….
    rammentiamo che le Norme furono stabilizzate nel 1993 quando il 31 maggio di quell’anno il Corriere della Sera così ne dava la notizia:

    CITTA DEL VATICANO . Un documento della Congregazione per il culto divino confermera’ la prassi ormai universalmente accettata di consentire anche alle bambine di assistere come “chierichette” il sacerdote all’ altare. Il settimanale Time ne da’ notizia con l’ entusiasmo di una possibile apertura in prospettiva al sacerdozio femminile. In realta’ fin dai tempi della riforma liturgica basata sulle indicazioni del Concilio Vaticano II, in tutti i Paesi le bambine hanno cominciato a essere ammesse a questo servizio liturgico in quanto non esistono impedimenti canonici. Praticamente solo in Italia, e in particolare a Roma e nel Sud, erano rimaste delle resistenze di ordine soprattutto psicologico. Lo stesso Wojtyla, durante le visite pastorali all’ estero, ha dovuto accettare di essere circondato da “chierichette”. Continuare a incoraggiare delle riserve sarebbe stato paradossale. E il motivo per cui il Papa ha ritenuto opportuno chiarire una volta per tutte il pensiero ufficiale della Santa Sede, chiedendo alla Congregazione per il culto divino di preparare un documento. Non sara’ certo questo ad aprire la porta al sacerdozio delle donne, nei confronti del quale il Papa e il Vaticano insistono in un atteggiamento di fermezza, tanto da lamentare le conseguenze sul piano ecumenico provocate dall’ ordinazione di donne prete nella Chiesa anglicana.

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    Il Papa CEDETTE alle chierichette (non si comprende perchè sarebbe stato paradossale se il Papa avesse rifiutato!), ma chiarì immediatamente che nulla aveva a che fare con chi credeva che il passo successivo sarebbe stata l’ordinazione alle donne…

    Resta palese che l’articolo dell’Osservatore Romano è assurdo e poco veritiero….quasi sottoscrivendo che la Chiesa avrebbe offeso le donne impedendo loro il servizio all’altare per duemila anni….questa è pura follia cronista ed oramai anche croNIca….
    Ringraziamo Dio per averci riaperto le porte alla sana e vera Tradizione….che pone Donne ed Uomini AI LORO POSTI, insieme, NON in conflitto o con invidie e gelosie (cfr san Paolo), ma con RUOLI ben specifici a fare ognuno il proprio dovere….
    Ci fu un Papa, forse un Benedetto, che portò le donne per la prima volta nel Palazzo Apostolico come sua aiutante, non rammento con precisione….e ci sono Suore e donne laiche consacrate che prestano il loro servizio al Sommo Pontefice….VICARIO DI CRISTO, è più che sufficiente!


  8. raffaele savigni ha scritto il 12 agosto 2010 alle 11:50 am:

    Chiederei maggiore rispetto per il quotidiano ufficiale della santa sede, il cui direttore è nominato dal papa. Le opinioni personali di mons. Burke vanno rispettate, ma non sono una legge della Chiesa, e in ogni caso riguardano solo il vecchio rito, non il nuovo.
    La Chiesa ha tutto il diritto di innovare su questioni che non toccano la dottrina (come le modalità del servizio all’altare e della distribuzione della Comunione). Ognuno ha il diritto di avere le sue preferenze, ma non può imporle: se a qualcuno danno fastidio le chierichette e i laici che distribuiscono la Comunione in mano partecipi ad una Messa tradizionalista senza criticare gli altri che fanno scelte diverse.


  9. Chierichetti maschi e femmine « SATIRICUS ha scritto il 18 ottobre 2010 alle 4:29 pm:

    [...] Eviterei allora di sostenere, come fa la Scaraffia – che peraltro stimo in quasi tutte le sue uscite -, che “l’esclusione delle bambine” dal servizio all’altare “ha significato una disuguaglianza pr… [...]