“Cattolici tornate a casa”. Il cardinal O’Malley ci prova con gli spot tv
26 luglio 2010 -
Le casse dell’arcidiocesi sono quasi vuote per colpa degli indennizzi pagati alle vittime della pedofilia del clero. Ma il prestigioso cardinale americano di origini irlandesi Sean Patrick O’Malley, il cappuccino divenuto arcivescovo di Boston dopo gli anni tormentati del cardinale Bernard Francis Law e oggi per volere del Papa tra i visitatori apostolici per la chiesa irlandese colpita dalla pedofilia, non bada a spese e per ovviare alla drammatica fuga dei fedeli dalle chiese decide di investire parecchi dollari, forse i pochi rimasti, in spot televisivi. La campagna pubblicitaria si chiama “Catholics come home”, “Cattolici tornate a casa” e nella sola Phoenix ha portato un aumento della frequenza dei fedeli di circa il dodici per cento. Gli spot sono molto semplici: in pochi minuti dei fedeli raccontano la scoperta della fede nella propria vita, la fede un tempo abbandonata e poi riabbracciata.
O’Malley è un cardinale coraggioso. Da tempo cerca nuove strade di comunicazione con il mondo. Tra i primi porporati ad aprire un blog, O’Malley non ha paura di prendere posizioni anche scomode. La battaglia contro la pedofilia nel clero è sua da tempo. Recentemente è stato l’unico cardinale ad appoggiare pubblicamente l’arcivescovo di Vienna Christoph Schönborn che aveva accusato il decano del collegio cardinalizio Angelo Sodano di aver insabbiato il caso Groër e offeso le vittime definendo le critiche alla chiesa “chiacchiericcio”. “Pensa che il cardinale Sodano ha recato danno alle vittime di pedofilia usando la parola chiacchiericcio?”, gli ha chiesto recentemente John Allen sul National Catholic Reporter. “Si, sicuramente”, ha risposto O’Malley.
La comunicazione della fede è importante per O’Malley. A volte questa comunicazione comporta dei rischi. Come quando, circa un anno fa, decise di partecipare ai funerali del senatore Edward Kennedy. Il prefetto del Tribunale della segnatura apostolica, Raymond Burke, accusò O’Malley di essere stato sotto l’influenza di Satana perché è immorale officiare le esequie di uno che durante la sua vita non seguì l’insegnamento della chiesa in materia d’aborto. O’Malley rispose sul suo blog dicendo di “dissentire fermamente” dalle critiche. Concedere i funerali a Kennedy è stato un gesto di misericordia: “Siamo uomini di fede e crediamo in un Dio che ama e perdona, dal quale attendiamo misericordia” ha scritto O’Malley. E ancora: “Talvolta, anche nella chiesa, lo zelo può portare alcuni a formulare giudizi severi e ad attribuirci a vicenda le peggiori intenzioni. Questi atteggiamenti recano un danno irreparabile alla comunione della chiesa”.
Aderendo alla campagna “Catholics come home” O’Malley ha detto molto di sé, della sua idea di chiesa, dei suoi fari in questo tempo non facile. Ha citato Paolo VI che trentacinque anni fa chiamò la chiesa all’evangelizzazione: “La chiesa esiste per evangelizzare” disse. E poi Henri Nouwen, il prete e scrittore cattolico olandese tra i più letti nel mondo protestante americano. Assieme al cardinale Johannes Willebrands e al teologo domenicano Edward Schillebeeckx, Nouwen è tra le voci più importanti della spiritualità cresciuta nei Paesi Bassi all’ombra del cardinale Bernard Jan Alfrink. Esponente di punta del progressismo cattolico, arcivescovo di Utrecht, Alfrink promosse e difese il Nuovo catechismo, un testo nato contro l’Humanae vitae di Paolo VI e in disaccordo con Roma. Scrive O’Malley: “Padre Nouwen mi ricorda che sono un mendicante. Non sono né il proprietario del panificio in cui si fa il pane, né del negozio dove il pane viene venduto. Anch’io sono un mendicante che ha fame e ha bisogno di aiuto”.
Pubblicato sul Foglio lunedì 26 luglio 2010
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Che differenza c’è tra il cardinale O’Malley e l’arcivescovo Chaput di Denver – tutti e due dall’ordine OFMCap! Forse è la loro provenienza: Chaput da Indiano-Americano e O’Malley da radici Irlandesi. Chaput è più combattente nella piazza pubblica, ma O’Malley meno così. Però nella Chiesa abbiamo bisogno di tutti e due approcci.
Fin dagli apostoli (Giovanni il diletto, e Pietro colla spada in mano) è stata la stessa cosa – da San Francesco a San Lorenzo di Brindisi, da San Giovanni di Dio a San Giacomo di Compostella, nonchè da Santa Teresa di Lisieux a Santa Caterina di Siena. Le vie a paradiso ed alla santità sono diverse, ma l’oggetto è lo stesso.