Così il teologo Gianni Gennari nega a Mancuso lo status di pensatore cattolico: l’estremismo nega verità essenziali

Due giorni fa su Repubblica Vito Mancuso, il teologo cattedratico del San Raffaele di don Luigi Verzé, ha scritto un aspro attacco a Benedetto XVI, reo di aver bacchettato il cardinale Christoph Schönborn e di aver difeso l’“insabbiatore” Angelo Sodano. Mancuso dice che è ora di smantellare la chiesa-istituzione che copre i preti pedofili e si autoalimenta – la chiesa di Ratzinger – e far posto a un’altra chiesa, quella che sta con le vittime e non può più “mentire”, “coprire”, “dissimulare”, “insabbiare”. E’ qui che vogliono arrivare i seguaci della chiesa povera e de-istituzionalizzata? E’ alla fine della chiesa romana e cattolica, dove il governo è cum Petro e sub Petro, ciò a cui la chiesa del primato del “popolo di Dio” aspira?

“Non credo proprio”, dice al Foglio Gianni Gennari, teologo, prete romano che dopo aver ricevuto nel 1984 la dispensa “pro grazia” dal celibato si è sposato ed ha sospeso l’esercizio del ministero, per il quale si sente ancora fatto, e ora è giornalista. Alle sue messe negli anni 70, i tempi del compromesso storico, partecipavano tutte le domeniche Franco Rodano e Tonino Tatò, che dal ’49 fino al ’62, i tempi della scomunica dei comunisti, andavano a messa senza comunicarsi.

Dice Gennari: “Mancuso è lucidamente in una posizione per cui in realtà proprio la chiesa come tale deve finire per dare luogo a una chiesa del tutto nuova, a modo tutto suo”. Mancuso non è un cattolico progressista cresciuto alla scuola del cardinale Carlo Maria Martini? Non interpreta il sentire di quella chiesa? “Non direi proprio. Penso che Mancuso, in alcune sue posizioni che negano verità di fede essenziali, si colloca al di fuori della fede cattolica ed è un chiaro esempio del fatto che gli estremi opposti si toccano. Lui, come gli ultratradizionalisti di destra, si pone da solo fuori dalla chiesa. Faccio un esempio: quando uscì l’“Humanae vitae” di Paolo VI – l’enciclica sulla sessualità – chi la prese come ‘dogma’, e quindi infallibile, furono soltanto il teologo ribelle Hans Küng a sinistra e la corrente tradizionalista dei teologi di scuola romana e anticonciliare, tra cui il francescano padre Ermenegildo Lio. Questi diceva che l’“Humanae vitae” era infallibile e irriformabile, e Küng sosteneva che siccome la sua norma è sbagliata, allora va rifiutata la stessa realtà dell’infallibilità della chiesa nella fede, appropriata al Papa nella definizione del Vaticano I. Gli estremi si toccano, come sempre”.

Le posizioni di Mancuso non sono quelle della chiesa di sinistra finalmente esplicitate? “A parte il fatto che non esiste una ‘chiesa di sinistra’, ma che dentro l’unica chiesa ci sono diversità di cultura e di teologia su punti opinabili e non di fede, queste sono le posizioni di Mancuso e certamente non quelle di Martini che, al di là delle semplificazioni giornalistiche, è più vicino a Ratzinger di quanto non si pensi”. Martini come Ratzinger? “Certamente sì. La chiesa è fatta di tradizione e rinnovamento. Roccia e cammino. La chiesa è nave ben salda che si muove sulle onde del tempo e dello spazio umano. Tradizione e rinnovamento hanno bisogno l’una dell’altro”.

Mancuso scrive che la chiesa è un nido di pedofili e dunque da abbattere: “Noto la differenza di posizione con Benedetto XVI. Per il Papa nella chiesa c’è il male. Per Mancuso la chiesa ‘è’ il male. Non contesto la libertà di Mancuso di dire ciò che vuole. Ma occorre sfatare l’equivoco secondo il quale Mancuso è uno degli interpreti cattolici della dottrina della chiesa. Mancuso non solo nega la risurrezione di Cristo ma anche l’origine dell’istituzione ecclesiastica. La sua è una sociologia delle religioni, ma non è cattolicesimo”.

Per Mancuso, ma anche per diversi uomini di chiesa, tutto deve essere trasparenza. La trasparenza assoluta sembra essere il nuovo dogma senza il quale non si va avanti. Dice Gennari: “Credo che il tema della trasparenza sia molto importante. I padri della chiesa la chiamavano ‘parresia’, ovvero la capacità di dire tutto. Solo una chiesa che accetta di dire tutto senza compromessi è degna del suo nome. Ma ciò non significa lo sventramento totale della sua identità. Non significa l’apertura dei confessionali, lo smantellamento delle tombe come avvenuto in Belgio, significa che ognuno deve avere la libertà di parlare, di confrontarsi, di esprimere la propria opinione, ma sempre all’interno della verità del deposito della fede”.

La chiesa di Ratzinger è questa chiesa? “Credo di sì. Mentre con Giovanni Paolo II, occupato nella sua grande impresa dell’annuncio al mondo in evoluzione, non fu possibile affrontare tutte le sfide aperte dal Concilio Vaticano II, con Benedetto XVI questa possibilità sembra esserci. I temi del Concilio si stanno riproponendo a uno a uno. Uno ad esempio è il tema della sessualità umana, e tra essi anche il tema del celibato che a me sta molto a cuore. Io rispetto la legge del celibato anche se il celibato non è un dogma e come tale può anche essere abolito. Una volta ne parlai con un grande uomo di chiesa, poi cardinale, che mi disse: ‘Forse sei arrivato troppo presto’. Poi c’è il tema della sinodalità. Credo che anche questo tema possa essere affrontato senza traumi. Senza, per intenderci, un Concilio Vaticano III. Il Vaticano II sta ancora davanti a noi. Benedetto XVI può compiere ciò che Giovanni Paolo II non ha potuto fare. Anche Paolo VI compì ciò che ‘l’audace tradizionalista’ Giovanni XXIII si limitò ad annunciare e a iniziare”.

Pubblicato sul Foglio venerdì 2 luglio 2010


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  1. Stefano Tassinari ha scritto il 2 luglio 2010 alle 7:17 pm:

    Trovo che Gennari abbia colto nel segno. Vito Mancuso è un teologo non cattolico; sennò oltre che criticare (e ci sta secondo me), accusare pesantemente (e non và bene) dovrebbe anche difendere la Chiesa da quelli che sono attacchi ingiustificati e scriverne tutto il bene possibile su parecchi aspetti dove la stessa combatte in prima linea e da sola (educazione, accoglienza, centri estivi, assistenza morale agli anziani ecc. ecc. ecc.). Ed invece… si dimentica. Forse è cresciuto come cattolico progressista, ora vedio odio, odio e odio e nient’altro.


  2. don giuseppe ha scritto il 2 luglio 2010 alle 7:21 pm:

    Ecco caro Paolo , ritengo che quello che sta accadendo sia tutto in questa frase di Paolo VI :Un pensiero, a questo riguardo, Ci affligge, ed è quello che fa vedere come proprio Noi, fautori di tale riconciliazione, siamo, da molti Fratelli separati, considerati l’ostacolo ad essa, a causa del primato di onore e di giurisdizione, che Cristo ha conferito all’apostolo Pietro, e che Noi abbiamo da lui ereditato. Non si dice da alcuni che, se fosse rimosso il primato del Papa, l’unificazione delle Chiese separate con la Chiesa cattolica sarebbe più facile? Vogliamo supplicare i Fratelli separati a considerare la inconsistenza di tale ipotesi; e non già soltanto perché, senza il Papa, la Chiesa cattolica non sarebbe più tale; ma perché, mancando nella Chiesa di Cristo l’ufficio pastorale sommo, efficace e decisivo di Pietro, l’unità si sfascerebbe; e invano poi si cercherebbe di ricomporla con criteri sostitutivi di quello autentico, stabilito da Cristo stesso: Vi sarebbero nella Chiesa tanti scismi quanti sono i sacerdoti, scrive giustamente san Girolamo ( Ecclesiam suam) ; quanto all’accostamento fra sinistra e destra di Gennari , insomma tra tradizionalisti e modernisti direi con Luigi Carli. tradizionalismo e modernimo: nel primo caso è questione di buona o cattiva salute , nel secondo caso di vita o di morte!


  3. don giuseppe ha scritto il 2 luglio 2010 alle 8:07 pm:

    e per Mancuso valgono queste parole di Pio XII:
    Decisiva dunque per la conoscenza della verità è non già la « opinio theologorum », ma il « sensus Ecclesiae ». Altrimenti sarebbe un fare i Teologi quasi « magistri Magisterii »; il che è un evidente errore.


  4. don Fabio ha scritto il 2 luglio 2010 alle 9:05 pm:

    Credo che per capire bene Mancuso occorrerebbe ristudiare il modernismo: non quello agitato come una specie di babau dai lefebvriani, ma quello “vero”, di Buonaiuti e Loisy, quello che vagheggiava il ritorno a una “chiesa pura”, “primitiva”, de-istituzionalizzata e de-dogmatizzata. Una chiesa mai esistita, e che se diventasse davvero così cesserebbe subito di esistere.


  5. regolo ha scritto il 2 luglio 2010 alle 10:16 pm:

    Che Mancuso non sia nè cattolico e nè cristiano (nega la risurrezione di Gesù Cristo e l’immortalità dell’anima) è cosa che è stata già detta da tempo. Lo stesso Padre Livio lo ripete spesso dai micorfoni di Radio Maria. Quello che bisogna peraltro aggiungere è che il Gennari – nonostante una certa mielosità, forse prodotta dall’igenuo risorgere in lui di speranze vetero-conciliariste di abolizione del celibato ecc. -, se è cristiano, è tuttavia senz’altro più vicino al protestantesimo che al cattoliccesimo. Sia perciò detto per buona pace sua e di Martini, una volta per tutte, che la dottrina dell’Humanae vitae di Paolo VI è di Magistero definitivo (cf. HV, n. 31), da accogliere e ritenere fermamente per custodire santamente ed esporre fedelmente lo stesso deposito della fede (cfr. can. 750, § 2, CIC).


  6. giovanni ha scritto il 2 luglio 2010 alle 11:02 pm:

    mancuso,credendo forse che nessuno studia più la filosofia antica ha fatto quest’operazione,rispolverato la gnosi,che và perfettamente d’accordo con il relativismo di scalfari.a scalfari interessa separare la gente dal magistero,ecco come si fà,si compra e si costruisce con una bella operazione editoriale di libri e quant’altro un professore di filosofia della religione e lo si chiama teologo.
    lo sapete che questo mancuso si è spretato un anno dopo l’ordinazione e dopo tutte le licenze e gli studi in giro nelle migliori scuole della chiesa……..
    e io dovrei credere,ascoltare uno che si spreta dopo un anno?con che convinzione e che valore aveva dato alla sua convinzione?
    ma sù,dai siamo seri………


  7. massimo ha scritto il 2 luglio 2010 alle 11:13 pm:

    bravissimo don fabio.
    mi piace cmq quello che dice gennari di mancuso(per il resto ho delle riserve)mancuso non è cattolico nè cristiano,tantomeno un teologo,parla di religione,ma questo non vuol dire che sia teologia anzi,al massimo come dice gennari parla di sociologia religiosa.


  8. Paolo ha scritto il 3 luglio 2010 alle 12:05 am:

    <>

    Certo, Mancuso vorrebbe la chiesa dei Danneels, dei Weakland, cioè di gente che ha coperto in prima persona per anni gli abusi, ma non verrà mai toccata perchè progressista (o, nel caso di Weakland, omosessuale).


  9. Mattia Rossi ha scritto il 3 luglio 2010 alle 11:22 am:

    Dove stanno le “innovazioni” di Martini devo ancora capirlo…


  10. lettore ha scritto il 3 luglio 2010 alle 12:54 pm:

    Io ho sempre avuto grande stima verso Gianni Gennari, specie per i suoi “Lupus in pagina” di “Avvenire”. Purtroppo l’ho stimato meno quando l’anno scorso fece una sfuriata degna di Don Gallo contro la revoca della scomunica ai lefebvriani.
    Quanto a Mancuso, vedo che ormai si è imposto come “il” teologo modernista nazionale. Auguri di pronta conversione.


  11. gianni ha scritto il 5 luglio 2010 alle 2:12 pm:

    signor Gennari, se lei è uomo di fede e quindi amante della verità, perché dice una menzogna come: (virgolettato) “Per Mancuso la chiesa ‘è’ il male”.
    Mancuso non ha mai detto questo. Lei è un bugiardo, e complice di menzogna chi ha riportato le sue parole.


  12. luca25 ha scritto il 7 luglio 2010 alle 5:57 pm:

    signor Gianni,lei non ha letto nulla,non ha mai ascoltato nulla di Mancuso se parla così.
    per quanto riguarda l’articolo in questione,certo non lo ha detto in una frase,l’ha detto per tutto l’articolo con una veemenza davvero insolita,sembrava una “travagliata”
    per mancuso appunto perchè la chiesa è il male assoluto v totalemente smantellata.