Vito Mancuso vs. Benedetto XVI
30 giugno 2010 -
Vito Mancuso quest’oggi su Repubblica in prima pagina se la prende col Papa che sui preti pedofili difende Sodano. L’episodio a cui si riferisce Mancuso è questo: “La resa di Schönborn“.
La conclusione del pezzo di Mancuso recita così: “Da tempo immemorabile la bilancia è il simbolo della giustizia. Su un piatto della bilancia ci sono le vittime di migliaia di bambini, ragazzi e giovani irrimediabilmente derubate da uomini di chiesa. Sull’altro, che cosa mette la chiesa? Oggi è costretta a mettere i nomi dei colpevoli, e tantissimi soldi. Ma si ferma qui e non basta. Essa infatti deve aggiungere se stessa, la struttura di potere che l’ha fatta precipitare in questo abisso. Solo a questa condizione i due piatti possono tornare in equilibrio e generare la vera giustizia, quella che Gesù diceva di cecare sopra ogni altra cosa”.
Non ho tempo per entrare nel merito di tutte le considerazioni di Mancuso – tanto ci sarebbe da dire circa la necessità dell’esercizio del potere nella chiesa -. Qui mi limito a dire che l’impianto di Mancuso non mi convince perché a monte di tutto presuppone che la chiesa sia un enclave di pedofili.
Non è così.
Tra l’altro ci sono anche tantissimi preti ingiustamente accusati: a loro chi renderà giustizia?
Pubblicato su palazzoapostolico.it mercoledì 30 giugno 2010
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a tantissimi preti ingiustamente accusati renderà giustizia Cristo: condannati innocenti, proprio come Cristo, ne rappresentano l’immagine e la testimonianza più fulgida.
A mio avviso il problema è la gestione “politica ” e non evangelica della vicenda. La domanda a cui non è stata data risposta è: l’accusa a Sodano di aver coperto e insabbiato è vera o falsa? QUesto è il punto, non tanto se lo può dire solo il Papa o chiunque se ne rende conto. E aggiungerei di più: è vero o no che Sodano fu il grande protettore del fondatore dei Legionari di Cristo? Forse si vuole fare pulizia solo fino ad un certo punto perchè più si sale, più ci si avvicina a Giovanni Paolo II e, prima o poi, bisognerà porre seriamente la domanda su quale fu il suo comportamento a riguardo di questo e altri problemi (cfr. gestione economica). Certo l’operazione di “immagine” legata alla santità di Woitila è ancora imponente, ma la ricerca della verità non deve temere nulla, se è vero che ci si vuole purificare.
davanti alle affermazioni di Mancuso mi vien in mente una frase di Fulton Sheen citata da don Giussani, ossia che se la Chiesa fosse perfetta nel senso da loro inteso loro sarebbero i primi ad esserne esclusi; è triste questo moralismo che impera e quello di voler attribuire al sistema di potere , che poi per Mancuso vuol dire la costituzione gerarchica della Chiesa, le colpe e le eventuali coperture degli abusi. Diceva Eliot che sognano costoro ( sempre citata da don Gius) sistemi talmente perfetti che non vi sarebbe più bisogno di essere buoni… Mancuso dimentica nella sua teologia prima e nella vita pratica dopo il dramma del peccato originale; la Chiesa non si meraviglia di trovare anche nei suoi eminenti membri il peccato ma si sorprende piuttosto quando vi trova la virtù, tant’è che la canonizza… Io dico lasciamo fare il papa e seguiamo la sua linea che è di trasparenza e rigore3 ma non di moralismo perchè Dio è più grande del nostro peccato! Grazie Paolo che non ti lasci prendere dall’ondata moralistica e auguri per il tuo onomastico di ieri
che tristezza questa ondata di moralismo…mi viene in mente una frase di Fulton Sheen , citata da don Giussani, la quale diceva che se la Chiesa fosse perfetta nel senso inteso da loro i primi a non potervi entrare sarebbero loro… parlare di strutture di potere che avrebbero favorito o coperto gli abusi per Mancuso, ormai lo sappiamo , vuol dire abolire la costituzione gerachica della Chiesa. in realta mancuso dimentica , prima nella sua psudoteologia, poi nella pratica il peccato originale e, per dirla con Eliot sempre ripescato d don Giuss, sognano sistemi talmente perfetti che non ci sarebbe più bisogno di esser buoni… La Chiesa non si meraviglia dl peccato che trova nei suoi membri, anche fra i più eminenti, si meraviglia piuttosto quando vi trova la virtù tant’è che la canonizza! E allora? Allora seguiamo la linea del papap che è di rigore, di trasparenza ma non di bieco moralimo perchè Dio è più grande del nostro peccato! Grazie Paolo che non partecipèi dell’ondata moralistica e auguri per il tuo onomastico di ieri…
Il sedicente teologo cattolico che pretende di rifondare la fede merita solo di essere ignorato, anche se un passato ha collaborato con il Foglio. Mi fa specie che dalla Santa Sede tacciano di fronte a certe offese fatte al Papa. Che poi Benedetto abbia difeso Sodano è tutto da provare.
Per Alessia:
A mio avviso Mancuso pone problemi seri e reali e argomenta con rigore le sue affermazioni(al di là del fatto che si condivida o no la sua visione delle cose). Dire che vada soltanto ignorato mi pare un gretto sottrarsi al ragionamento, alla riflessione, a quell’uso della ragione nella fede di cui tanto parla
Benedetto XVI.
Per don Giuseppe:
Parlare di moralismo solo perchè si vorrebbe che venissero alla luce le responsabilità su questioni tanto gravi mi pare un po’ miope. Non stiamo parlando di sviste, ma di un “sistema di potere” (per usare le parole della Segreteria di Stato sulla vicenda dei Legionari) che copriva e insabbiava per solo amore del proprio potere (perchè in quel modo non ci si prendeva cura delle vittime, ma nemmeno dei pedofili!). QUesto certamente non significa che tutti i preti o tutta la gerarchia siano pedofili o criminali, ma nemmeno che solo per il fatto di essere cardinali siano onesti, degni di fiducia, da difendere ad ogni costo. Chesterton, altro autore caro a don Giussani che tu citi, diceva che “quando si entra in chiesa ci si deve togliere il cappello, non la testa”.
Grazie per il “gretto sottrarsi al ragionamento”, Alberto
Alberto, non sono forse gretti, faziosi e, comunque, pregiudizialmente contro gli attacchi del sedicente teologo a Papa Benedetto? Gli scritti di Mancuso, peggio che mai i Mancuso-Augias, sono nocivi alla fede dei semplici e non solo, oltre che profondamente anticattolici e antiromani. Peccato abbia uno sponsor di peso.
Infine, una domanda.
Il Santo Padre appoggerebbe la beatificazione del Venerabile Predecessore se non fosse personalmente convinto della santità del suo amico, al di là degli errori e della scelte incaute? Forse conviene chiederselo.
Ottimo il contributo di Mancuso per circa un anno a Il Foglio, è stato fonte di discussione vibrante, ottimo ma fino a un certo punto.
Ottimi i libri di Mancuso, soprattutto quello sull’anima dimenticata dal cristianesimo in in cassetto impolverato e invece fulcro di tutte le cose, e contro il peccato originale, che ho letto avidamente, ottimo ma fino a un certo punto.
Dopo “un certo punto” diviene cattivo e deraglia. Peccato.
Ciò non toglie che la Chiesa deve secondo me oltre che porre questioni, educare, difendersi da attacchi ignomibili, chiedere perdono se vi sono state colpe, anche rispondere ad alcuni quesiti. Di sicuro a quelli di Mancuso.
Al “buon” Mancuso converrebbe solo pregare che il Padreterno non esista…
Noon voglio essere “precisino” mi creda Mattia Rossi, ma il buon Mancuso lo prega il Padreterno.
Non prega il Figlio, Cristo, in quanto non crede nella Sua resurrezione. E’ un aspetto determinante. Anzi l’aspetto determinate dal quale tutto il pensiero del teologo prosegue.
Pessimo Mancuso.
Come ha giustamente sottolineato il Papa, il problema è il Male, non la Chiesa.