La resa di Schönborn
28 giugno 2010 -
Era una vicenda da risolvere. Non poteva restare impunito l’attacco del cardinale Christoph Schönborn al cardinale Angelo Sodano, decano del collegio cardinalizio, per come anni fa gestì il “caso Gröer”.
E, infatti, impunito non è restato. Probabilmente Schönborn non renderà nota la lettera (si dice di biasimo) che il Papa gli ha scritto sulla vicenda.
Ma questo comunicato vale più di mille parole: “Comunicato della sala stampa: Incontro del Santo Padre con il cardinale Christoph Schönborn“.
Pubblicato su palazzoapostolico.it lunedì 28 giugno 2010
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Sulla vicenda dell’espressione “chiacchericcio” ha pesato anche l’editoriale molto diretto di Bottum su First Things. Riferimenti o meno alle parole del Papa, Sodano è stato incauto dal punto di vista comunicativo nel non prevedere quelle reazioni. Comunque il Papa è anche troppo buono nel lasciare che tutti lo usino come schermo finale delle proprie inadempienze o limitatezze. Si sta dimostrando ogni giorno di più un vero “Santo Padre” e alla vigilia della festa di San Pietro vale la pena ricordarlo.
mi sembra che in vaticano usino due pesi e due misure. I vescovi irlandesi implicati in mancate denunce si sono dimessi mentre Sodano è ancora decano del sacro colleggio dopo le difese compiute nei confronti di Maciel e Groer. E la figuraccia del chiacchiericcio nel giorno di Pasqua…non era un chiacchiericcio ma la denuncia dei giornali contro preti e vescovi che hanno abusato sessualmente e maltrattato bambini e bambine.
due passi avanti ed uno indietro. La difesa di Sodano è inconcepibile e la credibilità che il papa si era dato in queste tristi vicende è stata sconfessata dai 2 pesi e dalle 2 misure. Ipocriti!
Allora in Vaticano “sono capaci” di cantargliele chiare e dure a un cardinale. Vorrei che lo facessero non soltanto quando è stato preso di mira un potente collega, ma altresì quando (e non è per niente raro) cardinali e vescovi propalano “novità dottrinali” stupefacenti e eretiche, contro la Resurrezione di Gesù, contro la Presenza Eucaristica reale, contro il celibato di origine apostolica, contro la necessità di convertire a Gesù Cristo perché siano salvi “tutti gli uomini” (compresi e anzi in prima fila gli ebrei; altro che via parallela ! ).
Notare il linguaggio: nel comunicato, nessuna porpora è “eminente”, semmai è il Groer ad essere “compianto”..
Schonborn sarà un pò rintronato dopo la suonata che ha preso.
Resta irrisolto il problema di una comunicazione delle Gerarchie frammentaria, dove in troppi parlano e commentano.
Giusto Rodari: Non poteva restare …impunito!
Nella forma è la nuova versione della teoria del “compagno che sbaglia”. Nella sostanza si sa come va a finire: sono vittorie di Pirro.
Mi ha colpito la frase: “quando si tratta di accuse contro un Cardinale, la competenza spetta unicamente al Papa…”
Concedo il principio, però direi che Schonborn aveva ragione riguardo a Sodano – e per di più riguardo ad altri nella Curia Romana ed altrove nella gerarchia cattolica mondiale, particolarmente riguardo a Maciel e i Legionari di Cristo. L’ultima parola non è ancora detta su questa vicenda e forse non sarà mai… Ma i questioni rimangano…
Personalmente non spendo solidarietà né per Sodano né per l’ineffabile pseudo ratzingeriano Schoenborn, che, se possibile, mi sta ancora più odioso. Vari sono i motivi, non ultimo l’affaire Wagner. Di più scardinalerei entrambi questi brutti personaggi.
The Holy Father probably agrees with Schoenborn but also feels that the clean up after the corrupt types like Sodano and Maciel should be done with discretion.Schoenborn told the truth and it showed an Italian in a bad light.Hence the basic turn of Rodari against Schoenborn.Ecclesiastic nationalism.