Botte in Belgio ma un gol in Vietnam
26 giugno 2010 -
Mentre in Belgio la chiesa cattolica oggi guidata dal conservatore André-Mutien Léonard subisce affronti che denotano quanto la linea della trasparenza totale rispetto alla pedofilia nel clero più volte evocata dai collaboratori del Papa sia altamente problematica, la segreteria di stato vaticana riesce a fare un gol in Vietnam.
Per la prima volta, infatti, il Papa nomina un rappresentante non-residente della Santa Sede nel paese.
La notizia non è di poco conto. I rapporti tra Vaticano e regime vietnamita sono da tempo tesi perché la libertà religiosa nel paese è un valore sempre disatteso.
Fu nel 2008 che al sinodo dei vescovi parteciparono due presuli del Vietnam: Joseph Vo Duc Minh di Nha Fu nrang, e Joseph Nguyên Chi Linh di Thanh Hóa. Fu quest’ultimo a definire la chiesa del Vietnam “una delle chiese più provate da persecuzioni sanguinose e ininterrotte”.
In Vietnam la Santa Sede non ha diritto di scegliere i nuovi vescovi. Solitamente Roma deve presentare ogni volta tre candidati, tra i quali le autorità vietnamite escludono quelli ad esse sgraditi.
Un rappresentante non residente del Vaticano difficilmente potrà cambiare la situazione ma la sua nomina resta per la Santa Sede un ottimo risultato. Il Vaticano spera sia la prima buona notizia di una lunga serie.
Leggi qui il comunicato di questa mattina della segreteria di stato vaticana.
Pubblicato su palazzoapostolico.it sabato 26 giugno 2010
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Non sapevo fosse la prima volta il Papa facesesse una cosa simile! La ringrazio, e lo trovo giusto, occorre pregare, perché il Belgio è davvero come dimenticato da Dio, forza coi Rosari!