Quello che i giornali non dicono di Fatima
13 maggio 2010 -
Le parole che il Papa ha detto a braccio sull’aereo che l’altro ieri l’ha portato a Fatima sono importanti.
E ha ragione Antonio Socci a dire che i giornali non le hanno considerate a sufficienza.
Socci lo ricorda qui, in un articolo da leggere che s’intitola significativamente: “Perché il Papa smentisce Bertone (e Messori)“.
Cosa hanno detto Messori e Bertone? Tante cose. La loro idea di Fatima diverge, in parte o totalmente, con quella di Socci.
Messori ha scritto un suo commento qui: Vittorio Messori: Gli abusi dei sacerdoti come “frecce e pallottole”
Mentre Bertone ha scritto la sua idea in un libro con Giuseppe de Carli e uscito in due edizioni diverse. Questo: “L’ultimo mistero di Fatima“. E poi ha ribadito il suo leit motiv in un’intervista uscita sull’Osservatore Romano.
PS: Oggi così ha parlato il Papa. Le sue parole davvero sorprendenti confermano che Fatima è di più di quanto sappiamo:
“Si illuderebbe chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa. Qui rivive quel disegno di Dio che interpella l’umanità sin dai suoi primordi: «Dov’è Abele, tuo fratello? […] La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo!» (Gen 4, 9). L’uomo ha potuto scatenare un ciclo di morte e di terrore, ma non riesce ad interromperlo… Nella Sacra Scrittura appare frequentemente che Dio sia alla ricerca di giusti per salvare la città degli uomini e lo stesso fa qui, in Fatima, quando la Madonna domanda: «Volete offrirvi a Dio per sopportare tutte le sofferenze che Egli vorrà mandarvi, in atto di riparazione per i peccati con cui Egli è offeso, e di supplica per la conversione dei peccatori?» (Memorie di Suor Lucia, I, 162).
Con la famiglia umana pronta a sacrificare i suoi legami più santi sull’altare di gretti egoismi di nazione, razza, ideologia, gruppo, individuo, è venuta dal Cielo la nostra Madre benedetta offrendosi per trapiantare nel cuore di quanti le si affidano l’Amore di Dio che arde nel suo. In quel tempo erano soltanto tre, il cui esempio di vita si è diffuso e moltiplicato in gruppi innumerevoli per l’intera superficie della terra, in particolare al passaggio della Vergine Pellegrina, i quali si sono dedicati alla causa della solidarietà fraterna. Possano questi sette anni che ci separano dal centenario delle Apparizioni affrettare il preannunciato trionfo del Cuore Immacolato di Maria a gloria della Santissima Trinità”.
Pubblicato su palazzoapostolico.it giovedì 13 maggio 2010
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Seguire il Papa a Fatima stando a Roma
12 maggio 2010 -
Sto seguendo il viaggio del Papa da Roma. Non è come essere sull’aereo, ma grazie al web è tutto molto più semplice.
Ad agevolarmi (finalmente) ci si sta mettendo anche il Vaticano. Il web vaticano è un po’ più veloce ed efficiente.
L’ultima dimostrazione è questa, il testo dell’intervista di ieri rilasciata dal Papa sull’aereo per Fatima e pubblicata su vatican.va: leggi qui.
Pubblicato su palazzoapostolico.it mercoledì 12 maggio 2010
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Cosa dicono di Fatima
12 maggio 2010 -
Oggi i commentatori di cose vaticane (e affini) hanno dato molto su Fatima.
Per me i pezzi più interessanti sono questi:
Giuliano Ferrara: Detto con molta autoironia, per noi foglianti il Papa è un poco fuori linea
Luigi Accattoli: Benedetto, la più grande persecuzione viene dall’interno
Rocco Palmo: The Church’s Success “Is in the Saints”
Vittorio Messori: Gli abusi dei sacerdoti come “frecce e pallottole”
John Allen: Sex abuse crisis ‘terrifying,’ pope says
Rachel Donadio: Pope Issues His Most Direct Words to Date on Abuse
Antonio Socci: Dunque il “quarto” segreto c’era …
Andrea Tornielli: Le visioni dei pastorelli dalla Guerra mondiale all’attentato di Wojtyla” ma i link non sono ancora disponibili
Pubblicato su palazzoapostolico.it mercoledì 12 maggio 2010
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Schönborn, spettacolo e strategia. Suggestioni, domande e qualche risposta sullo “schiaffo di Vienna”
11 maggio 2010 -
Che è successo all’arcivescovo di Vienna, il controverso e prestigioso cardinale Christoph Schönborn? Perché ha dato uno schiaffo in pubblico all’ex capo della curia romana, il cardinale Angelo Sodano? Manifestando ancora una volta durezza estrema, una asperità costi-quel-che-costi, sulla questione dei peccati carnali dei preti cattolici, l’arcivescovo agisce in sintonia con l’opinione secolare del suo paese o con quella del Papa?
Leggi qui: “Schönborn, spettacolo e strategia“.
Pubblicato sul Foglio martedì 11 maggio 2010
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Fatima. Aveva ragione Socci?
11 maggio 2010 -
Benedetto XVI è partito questa mattina per Fatima. Sull’aereo ha risposto alle domande di alcuni giornalisti. L’ultima domanda suonava così:
Quale significato hanno oggi per noi le apparizioni di Fatima? Il messaggio può essere esteso, oltre che all’attentato a Giovanni Paolo II, anche alle altre sofferenze dei Papi. E’ possibile inquadrare in quella visione anche le sofferenze della chiesa di oggi, con i peccati degli abusi sessuali sui minori?
Il Papa ha risposto: “Nel 2000 nella mia presentazione avevo detto che in un’apparizione c’è un impulso soprannaturale che non viene solo dalla situazione della persona ma in realtà viene dalla Vergine Maria, dal soprannaturale. Dall’impulso interno del soggetto che si esprime nelle possibilità del soggetto. Il soggetto è determinato dalle sue condizioni storiche, personali, temperamentali, e quindi traduce il grande impulso soprannaturale, nelle sue possibilità di dire, di immaginare, di esprimere, ma in queste espressioni formate dal soggetto si nasconde un contenuto che va oltre, più profondo.”
E ancora: “Solo nel corso della storia possiamo vedere tutta la profondità, che era diciamo era vestita in questa visione possibile alle persone concrete. Oltre questa grande visione della sofferenza del Papa, che possiamo in sostanza riferire a Giovanni Paolo II sono indicate realtà del futuro della chiesa che man mano si sviluppano e si mostrano. Cioè è vero che oltre il momento indicato nella visione, si parla, si vede la necessità di una passione della chiesa, che naturalmente si riflette nella persona del Papa, ma il Papa sta nella chiesa e quindi sono sofferenze della chiesa che si annunciano. Il Signore ci ha detto che la chiesa sarà per sempre sofferente, in modi diversi fino alla fine de mondo. L’importante è che il messaggio, la risposta di Fatima, sostanzialmente non va a situazioni particolari, ma la risposta fondamentale cioè conversione permanente, penitenza, preghiera, e le virtù cardinali, fede, speranza carità. Così vediamo qui la vera e fondamentale risposta che la chiesa deve dare, che noi ogni singolo dobbiamo dare in questa situazione. Quanto alle novità che possiamo oggi scoprire in questo messaggio è anche che non solo da fuori vengono attacchi al Papa e alla chiesa, ma le sofferenze della chiesa vengono proprio dall’interno della chiesa, dal peccato che esiste nella chiesa. Anche questo lo vediamo sempre ma oggi lo vediamo in modo realmente terrificante che la più grande persecuzione alla chiesa non viene dai nemici di fuori, ma nasce dal peccato nella chiesa. E che la chiesa ha quindi ha profondo bisogno di rimparare la penitenza, accettare la purificazione, imparare il perdono ma anche la necessità della giustizia. Il perdono non sostituisce la giustizia. Dobbiamo imparare proprio questo essenziale: la conversione, la preghiera la penitenza, le virtù teologali e qui siamo realistica il male attacca anche dall’interno, ma che sempre anche le forze del bene sono presenti e che finalmente il Signore è più forte del male e la madonna per noi è la garanzia. La bontà di Dio è sempre l’ultima risposta della storia.”
Benedetto XVI dunque parla di Fatima e sembra andare oltre il terzo segreto rivelato dalla chiesa nel 2000. Infatti nel terzo segreto così come lo conosciamo non si parla delle sofferenze interne: la chiesa è “attaccata dal male al suo interno” dice Ratzinger. E ancora, dice Benedetto XVI: “Oltre questa grande visione della sofferenza del Papa, che possiamo in sostanza riferire a Giovanni Paolo II sono indicate realtà del futuro della chiesa che man mano si sviluppano e si mostrano.” Dunque oltre il testo del 2000 ci sono indicate altre realtà che riguardano il futuro della chiesa.
E’ vero il Papa non ha parlato del quarto segreto esplicitamente. Ma a leggere la risposta che ha dato oggi ai giornalisti non si può non pensare ad Antonio Socci il quale ha sempre legato il contenuto di un ipotetico quarto segreto alla corruzione della chiesa e al peccato che nasce all’interno della chiesa ed agisce nel presente. Leggendo oggi il Papa sembra che anche per lui Fatima non sia riconducibile al solo passato e dunque soltanto al testo del 2000.
Quanto a Socci va letto questo suo articolo su Libero del 2 aprile. Diceva già molto, forse tutto: “La Passione della Chiesa“.
Pubblicato su palazzoapostolico.it martedì 11 maggio 2010
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Le grandi manovre della curia lasciano lo Ior senza prelato
7 maggio 2010 -
Il Papa non ha ancora indicato il nome del successore di monsignor Piero Pioppo, ex segretario di Sodano. Leggi “qui“.
Pubblicato sul Foglio venerdì 7 maggio 2010
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Un lefebvriano da leggere
7 maggio 2010 -
E’ vero. Nella lettera agli amici e benefattori n. 76 datata 1 maggio 2010, monsignor Bernard Fellay, superiore generale della Fraternità San Pio X, si mantiene in scia al leit motiv lefebvriano quando dice che Benedetto XVI è un buon Papa seppure “un certo numero di atti si collocano nella triste linea del suo Predecessore, come le visite alla sinagoga e al tempio protestante”.
Però la difesa di Ratzinger contro certi attacchi del mondo per le sue prese di posizione contro corrente non è male.
Anzi, secondo me è da leggere. Qui: “Lettera agli amici e benefattori n. 76“.
Pubblicato su palazzoapostolico.it venerdì 7 maggio 2010
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Chi risponde alle attese dei media
6 maggio 2010 -
Non ho avuto tempo di scoprire perché. Ma è singolare che siano i vescovi indiani a mostrarsi più volenterosi di altri nel tentativo di mettere in pratica la “tolleranza zero” nei confronti dei preti pedofili.
Delle loro inziative ne parlano i media di tutto il mondo, tranne quelli italiani (anche qui, non so perché).
Fuori dall’Italia tutti attendono segnali forti dalla chiesa cattolica e in particolar modo da Roma. A scorrere i giornali stranieri (ad esempio quelli americani) si ha l’impressione di una grande attesa ancora non soddisfatta. Non so esattamente cosa si aspettano dal Vaticano. So però che iniziative come quelle dei vescovi indiani hanno molta presa in certi paesi (ad esempio negli Stati Uniti) e, almeno a livello mediatico, servono a molto.
Leggi qui: “India’s Catholic bishops frame new sex abuse rules“.
Leggi anche: “Indian Catholic Bishops Draft ‘Zero Tolerance’ Abuse Policy“.
E inifine: “India’s Catholics Plan to Report Abuse Claims“.
Pubblicato su palazzoapostolico.it giovedì 6 maggio 2010
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Ventimila firme contro il nuovo messale di B-XVI
6 maggio 2010 -
Se c’è un settore nel quale l’autentico spirito del Concilio Vaticano II è stato maggiormente frainteso, a tratti tradito, è la liturgia. E, in particolare, la traduzione dei testi liturgici: il messale, il lezionario, la liturgia delle ore. Benedetto XVI sta cercando di mettere le cose a posto. E di far sì che le varie traduzioni in lingua volgare dei testi siano il più possibile aderenti al latino, la lingua che mai il Concilio abolì ma che la chiesa, per vari motivi, ha smesso di usare. Sono troppe le traduzioni non aderenti all’originale e, per questo motivo, contrarie alla dottrina.
Settimana scorsa Benedetto XVI ha approvato la nuova traduzione in inglese del messale romano. Il lavoro di traduzione è durato dieci anni e non senza fatica è giunto al termine. Si tratta di una traduzione fortemente voluta da Ratzinger perché maggiormente aderente all’originale latino. Perché anche nella traduzione dei testi liturgici vale la visione offerta dal Papa il 22 dicembre del 2005 parlando alla curia romana: il Concilio non fu un momento di rottura col passato ma deve essere interpretato in un’ottica di continuità.
Il nuovo messale è stato approvato dagli episcopati anglofoni ed entrerà in uso nell’autunno del 2011. Ma non tutti sono d’accordo. Vari settori del mondo statunitense, ma anche romano, stanno reagendo con veemenza. In sostanza, c’è chi vede in questa nuova traduzione la volontà del Papa di fare un passo indietro rispetto alla riforma liturgica del Vaticano II.
Padre Michael G. Ryan è parroco della cattedrale di San Giacomo a Seattle, negli Stati Uniti. Ha raccolto in poco tempo venti mila firme per chiedere che la nuova traduzione sia sottoposta alla verifica di un gruppo-pilota di parrocchie prima di entrare in vigore. Dice: “E’ paradossale, per usare un eufemismo, che passiamo ore e ore a consultarci per ristrutturare un edificio della chiesa o della sala parrocchiale, ma neanche un po’ di tempo quando si tratta di ‘rinnovare’ il linguaggio della liturgia”. E’ padre Ryan, con altri, che ha fatto partire una sorta di protesta su un sito internet: whatifwejustsaidwait.org (letteralmente, “e se aspettassimo?”). Si tratta di una raccolta di firme provenienti da Inghilterra, Irlanda, Australia, Nuova Zelanda, Canada e Stati Uniti. “Siamo convinti”, si legge sul sito, “che sarebbe un grande errore l’adozione di traduzioni altamente controverse”.
Contro la nuova traduzione si sono espressi anche il vescovo Donald W. Trautman, ex presidente della Commissione episcopale Usa per la liturgia, e padre Anscar Chupungco, ex presidente del Pontificio istituto liturgico Sant’Anselmo, a Roma. Per quest’ultimo, la riforma porterebbe l’orologio della storia “indietro di mezzo secolo”. Negli Stati Uniti, però, la gerarchia fa quadrato: “I testi possono suonare poco familiari, ma più se ne capirà il senso e più sarà significativo il loro uso nella liturgia”, dice il vescovo Arthur J. Serratelli, presidente della Commissione episcopale per il culto. Secondo il presule, alcune critiche vengono formulate “senza aver visto più di qualche esempio fuori contesto”. Insomma, il testo “non è perfetto, ma la perfezione arriverà solo quando la liturgia in terra cederà il passo a quella del cielo”.
Pubblicato sul Foglio giovedì 6 maggio 2010
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Avvenire e Osservatore non vogliono Messori
5 maggio 2010 -
Sono tanti i vaticanisti (e affini) che stanno sul web. Tra questi c’è anche il biografo di due Papi, ovvero Vittorio Messori, che da poco ha cambiato la grafica del suo sito. E la cosa va notata.
Dentro, Messori, c’ha messo pure un blog (io mi sono già abbonato agli Rss). Finora ha scritto soltanto due post. Il primo si chiama “Hello world!”. Il secondo “Prova”. In sostanza sono entrambi due prove.
La parte più curiosa, per me, è la sezione “Vita”. E’ fatta di tanti capitoli. L’ultimo inizia così: “Ritorno all’Avvenire?”
Messori racconta di due rifiuti subìti: quello di Avvenire che “malgrado il desiderio del direttore (allora Dino Boffo, ndr) di ospitarmi”, non lo ospita più. E quello dell’Osservatore Romano. Scrive Messori: “Uno dei pochissimi giornali che, da molti anni, non pubblica mai le recensioni dei miei libri, che per esso non esistono, è quello ufficioso della Santa Sede”.
Tutta la sezione “Vita” è da leggere. La trovate qui: “Vittorio Messori“.
PS: il blog è in alto a destra.
Pubblicato su palazzoapostolico.it mercoledì 5 maggio 2010
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