Quant’è difficile governare

Sono passati poco più di cinque anni dall’elezione di Ratzinger.

Ma il tempo sembra essersi fermato. Il Papa chiede ancora oggi preghiere per sé e per il suo difficile impegno di governare la chiesa. Non sono momenti facili per il governo della chiesa. E il Papa lo fa capire chiaramente.

Ha detto ieri durante l’udienza generale: “Vorrei invitarvi a pregare per me, Successore di Pietro, che ho uno specifico compito nel governare la Chiesa di Cristo, come pure per tutti i vostri Vescovi e sacerdoti. Pregate perché sappiamo prenderci cura di tutte le pecore, anche quelle smarrite, del gregge a noi affidato”.

Disse cinque anni fa durante l’omelia d’imposizione del pallio e consegna dell’anello del pescatore per l’inizio del ministero petrino del vescovo di Roma (24 aprile 2005): “Pregate per me, perché io non fugga, per paura, davanti ai lupi. Preghiamo gli uni per gli altri, perché il Signore ci porti e noi impariamo a portarci gli uni gli altri”.

Il compito più difficile per un Papa è quello di governare. Lo era per Wojtyla che aveva doti carismatiche. Lo è per Ratzinger, Papa che illumina con la parola e il pensiero. Papa che vuole governare, pur tra tante difficoltà.

Leggi l’udienza generale di ieri: “Munus regendi“.

Leggi l’omelia el 24 aprile 2005: “Per l’imposizione del pallio e consegna dell’anello del pescatore per l’inizio del ministero petrino del vescovo di Roma“.

Pubblicato su palazzoapostolico.it mercoledì 26 maggio 2010


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  1. don Giuseppe ha scritto il 27 maggio 2010 alle 7:25 am:

    alla fine si ritorna alle lucide e taglienti espressioni del Cardinal Siri nella famosa intervista del ’78 che, a detta di alcuni, gli costò il papato:
    Il criterio per me è che si faccia uno che sappia fare il Papa. Così: dire soltanto la parola pastore è decapitare la figura del Papa. Non umiliarla, ma decapitarla. Deve essere un pastore, d’accordo, ma deve essere uno che governa la Chiesa. Se non governa la Chiesa, cosa sta a fare lì, a pascolare le pecorelle?”.