Le parole del Papa e la lettera alla chiesa d’Irlanda
mar 12, 2010 IL FOGLIO
C’è molta attesa per quanto Benedetto XVI dirà oggi ai partecipanti al convegno sul sacerdozio che si chiude stasera alla Pontificia Università Lateranense. A meno di digressioni svolte a braccio, Benedetto XVI non dovrebbe fare accenni diretti alla questione della pedofilia nel clero. Però affronterà due argomenti importanti che, seppure indirettamente, hanno a che fare con gli scandali di questi giorni. Il Papa spiegherà, infatti, che gli errori di alcuni sacerdoti non possono compromettere l’intero servizio sacerdotale di molti. In questo senso il celibato sacerdotale resta un valore da difendere e salvaguardare. Inoltre, quella del Papa sarà una riflessione su cosa significhi essere dei veri “rappresentanti di Cristo” nel mondo. Si tratta di definire la vocazione sacerdotale alla luce di una corretta ermeneutica di quanto ha detto il Concilio Vaticano II.
L’attesa della chiesa cattolica, ovviamente, è anche per la Lettera pastorale di Benedetto XVI alla chiesa d’Irlanda. Il testo, tuttavia, sta subendo una lunga elaborazione anche alla luce degli ultimi casi di abusi su minori registratisi all’interno di alcune diocesi tedesche, olandesi e austriache. Secondo indiscrezioni l’uscita della Lettera, che fino a pochi giorni fa era prevista per il 20 marzo, potrebbe subire un rallentamento. La data più probabile è il giovedì santo, primo aprile.
Pubblicato sul Foglio venerdì 12 marzo 2010




















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