Il columnist EGT

L’articolo di oggi (giovedì) sul Sole 24 Ore (pagina 15) del presidente dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi (EGT), è coraggioso fin dal titolo: “I buoni preti? Meglio degli economisti“. Quando l’ho letto questa mattina ho pensato: parlare di buoni preti in questi giorni nei quali la stampa non fa altro che parlare di preti cattivi non è un esercizio semplice. Anzi, è più che altro un esercizio impopolare.

E, invece, a leggere le cinque colonne di EGT si conviene ancora una volta che ha ragione lui. Meglio essere “provocatori” ma almeno dire qualcosa, che scrivere cose scontate che non interessano a nessuno. In questo senso EGT è un columnist di spessore.

EGT parla della crisi economica in atto e degli auspici di un nuovo (o nuovi) modello di capitalismo. E dice, in scia a Ratzinger, una cosa che soltanto il cristianesimo dice con questa convinzione: non devono cambiare le cose fuori di noi (in questo caso il modello di capitalismo che ci siamo dati) perché le cose migliorino, dobbiamo cambiare noi. Deve cambiare l’uomo perché il capitalismo cambi, perché la nostra società cambi. E perché l’uomo cambi, un prete “può tornare utile”: la sua concezione dell’uomo dice molto anche a chi deve fare i conti con l’economia.

EGT scrive spesso di queste cose. Lo fa con competenza sull’Osservatore Romano. Lo fa sul Sole 24 Ore. Sul Foglio spesso scriveva delle lettere gustose che giustamente venivano valorizzate. E’ un po’ che non scrive più. Ma in redazione, tutti, sperano torni presto a farlo.

Pubblicato su palazzoapostolico.it giovedì 11 marzo 2010


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