I’d help Jesus to burn down the Vatican
5 marzo 2010 -
“Il mio interesse principale è liberare Dio, trarlo in salvo dalla religione” disse anni fa una delle protagoniste del rock al femminile a cavallo tra la fine degli anni 80 e il decennio successivo: Sinead O’ Connor.
Una vera e propria ossesione la sua: sganciare Cristo dalla chiesa, Dio dalla religione. Una tentazione attuale in questi giorni di scandali vaticani. Ma una tentazione sbagliata: non c’è Cristo senza chiesa.
L’ultima di Sinead O’ Connor è di ieri: “I’d help Jesus to burn down the Vatican“.
Pubblicato su palazzoapostolico.it venerdì 5 marzo 2010
LASCIA UN COMMENTO... SEGNALA...










Difficile dare torto alla cantante calva: la Chiesa predica bene, fin troppo bene anche per me che non sono cristiano ma semplicemente credente in Dio. Affascinano i discorsi di Ratzinger, così come Woityla. Caffarra come Scola e tanti altri. Ma mi sembra orma appurato che non riesce a gestire l’apparato italiano ma soprattutto mondiale. La Chiesa è troppo grande per la Chiesa. Solo così si spiegano episodi che sanno di putrefazione, solo così si spiega il cancro che si nasconde tra le pieghe di parecchie diocesi del pianeta.
Sarei disposto a convertirmi al Cattolicesimo anche senza credere in Cristo-Dio ma non a queste condizioni, in questa Chiesa double-face.
Se lei pensa di potersi convertire al Cattolicesimo senza credere in Cristo, lasci perdere.
L’ex cantatrice calva, ora pretessa, è un personaggio patetico.
@Stefano Tassinari
“La Chiesa è troppo grande per la Chiesa” è un’osservazione niente male! In se magna ruunt, disse Lucano.
Per quanto riguarda il carattere double-face… La grandezza di questa più antica istituzione del mondo è consistita sempre proprio in questo.
Anzi, fin dai tempi di Janus (la porta del cui tempio non si chiudeva quasi mai): Quod licet Jovi, non licet bovi.
Chi esce dall’ambiguità entra nell’ambivalenza.