Obama su Famiglia Cristiana

I rapporti tra Stati Uniti e Vaticano da quando presidente è Barack Obama sono altalenanti.

A un primo scetticismo da parte delle gerarchie – soprattutto quelle americane – per le promesse inerenti aborto, eutanasia, matrimoni gay, ricerca scientifica etc. avanzate da Obama in campagna elettorale, è seguita una sorta di tregua armata tra le due parti. Una tregua che in occasione dell’arrivo del presidente Usa in Vaticano la scorsa estate sembrava quasi essersi tramutata in pace: Benedetto XVI accolse con la massima ospitalità Obama e questi ricambiò chiedendo al Pontefice una copia dell’Istruzione della Congregazione per la dottrina della fede “Dignitas personae”.

Ora, non si può certo dire che i rapporti siano idilliaci: i vescovi americani continuano a pungolare l’amministrazione di Washington. L’ultima querelle riguarda la riforma sanitaria. Ma comunque le relazioni continuano e a volte offrono a noi giornalisti occasioni di dibattito. L’ultima occasione in questo senso viene da Famiglia Cristiana. Questa intervista di Roberto Zicchitella all’ambasciatore Usa presso la Santa Sede, Miguel Humberto Diaz, è da leggere: “Vaticano e Usa. Insieme per la pace“.

Il passaggio più significativo mi sembra questo: “La forza della chiesa è nel suo essere cattolica, quindi universale, e neutrale. Essa rappresenta una voce morale per tutto il mondo. Per noi le relazioni con la Santa Sede non significano solo avere a che fare con la Città del Vaticano, ma anche con questa presenza capillare fatta di missionari, volontari, scuole, ospedali. Questa presenza della Chiesa rappresenta un potenziale incredibile che ha un impatto positivo sull’intera famiglia umana, anche non cristiana”.

Questa è sempre stata la forza degli Stati Uniti: valorizzare ogni credo religioso per il sol fatto che esiste e si muove nella società. Se Obama avrà il coraggio di rimanere fedele a questa buona tradizione, avrà già fatto molto per la chiesa cattolica.

Ps. C’è solo un’imprecisione in quanto scritto da Famiglia Cristiana. Si dice che questa è la prima intervista che Diaz ha concesso da quando è a Roma. E’ falso. Il 6 ottobre scorso parlò a un gruppo di giornalisti adunati nella residenza sull’Aventino. Questa l’intervista scritta in quell’occasione per il Foglio da Marco Burini (non ho trovato miglior link di questo): “L’uomo di Barack in Vaticano:”Nagoziamo”. Ma l’aborto fa problema“.

Pubblicato su palazzoapostolico.it giovedì 4 marzo 2010


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