Tim on Tap

L’arcivescovo di New York, Timothy Dolan, non si smentisce.

Ieri – sulla cosa mi ha indirizzato con la solita arguzia Pasquale Annicchino che ama tenere l’occhio vigile sulle questioni di fede americane –, a un anno esatto dalla nomina nella grande mela, ha festeggiato come solo lui sa fare, ovvero tra la gente, in un pub di Manhattan dove una volta alla settimana si svolge un ciclo d’incontri chiamato Theology-on-Tap.

Ecco alcune battute del grande arcivescovo:

“Grazie dell’invito. Assicuratemi che non dovrò pagare il conto”.

“La folla non è qui per me: gli organizzatori hanno fatto circolare la notizia che il primo ospite sarebbe stato Lady Gaga”.

“Siamo in quaresima, tutto quello che sto bevendo è questo: non vi dirò cos’è. Vorrei solo averci un’oliva dentro”.

“Questa è la cosa più pazza che ho fatto da quando sono monsignore”.

“Molto spesso Signore tu sei stato in posti come questo.. hai mangiato del buon cibo, hai bevuto del buon vino, ti ringraziamo per la tua passione e per la morte sulla croce”.

“Che festa è oggi?” “E’ la festa dell’insediamento, che per me significa autorità, unità, responsabilità”.

“Noi crediamo in Gesù Cristo. E’ il centro della fonte dell’unità”.

“La chiesa è senza peccato ma i suoi membri non lo sono. Abbiamo degli scandali e delle crisi e immoralità a bizzeffe”.

“Il concilio in unione con il vescovo di Roma è l’espressione della più alta dell’autorià della chiesa”

Leggi la cronaca integrale della serata sul blog di Rocco Palmo: “A Year Later, Tim on Tap“.

Pubblicato su palazzoapostolico.it mercoledì 24 febbraio 2010


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  1. cesco rossi ha scritto il 24 febbraio 2010 alle 3:07 pm:

    MMAAHH!


  2. Francesco73 ha scritto il 24 febbraio 2010 alle 9:25 pm:

    Che figata, voglio proprio andarci in questo pub!


  3. Ianuensis ha scritto il 24 febbraio 2010 alle 10:02 pm:

    Praticamente, aperto e pacioso come il mio Arcivescovo, Card. Angelo..