A quando la prossima crisi?

In merito alla bufera che ha investito il Vaticano settimana scorsa (la travagliata vicenda che, iniziata ad agosto con l’articolo di Vittorio Feltri e con le dimissioni di Dino Boffo, è apparentemente terminata con uno strano comunicato della segreteria di stato vaticana) c’è molto da leggere.

Scrive Sandro Magister su www.chiesa.espressonline.it che in questa vicenda il Papa non è stato aiutato: “Il comunicato della segreteria di Stato del 9 febbraio scorso è l’ultimo segno di questo dislivello tra il magistero del papa e l’operato della macchina vaticana. Chiamare in causa il papa e farsi scudo di lui per smentire un passaggio di carte dal Vaticano a un giornale, l’utilizzo di un gendarme pontificio come postino e la paternità curiale di un articolo con firma fittizia, sullo sfondo di una vicenda che comunque resta intatta nei suoi tratti sostanziali di conflitto tra la segreteria di Stato e la conferenza episcopale italiana – conflitto al quale il papa era ed è superiore e da nessuno accusato – è parso a molti come un atto fuori misura. Non solo slegato, ma in contrasto stridente con la qualità e i contenuti del magistero di papa Benedetto, a dispetto dell’approvazione formale da lui data alla pubblicazione del comunicato e della fiducia da lui rinnovata ai suoi collaboratori”.

Anche il vaticanista statunitense John Allen su National Catholic Reporter batte il chiodo sull’inefficienza della macchina adibita ad aiutare il Papa: “Da un punto di vista di pubbliche relazioni il Vaticano dà l’impressione di disinnescare bombe dopo un po’ che sono esplose. Fintanto che non saranno affrontati i problemi di gestione e comunicazione, tutto ciò che si può fare è attendere fino a quando spunterà la prossima crisi e, naturalmente, non c’è alcuna garanzia che la prossima ’cause célèbre’ sia limitata all’Italia”.

Leggi il testo di Magister integrale: Quaresima 2010. Le ceneri di papa Benedetto

E qui quello di John Allen: Round up of a week in Rome


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  1. Jacu ha scritto il 17 febbraio 2010 alle 3:48 pm:

    Magari qualcuno più che cercare di evitare che certe bombe esplodano, si dà da fare affinché certe bombe esplodano.
    Ma è solo la mia impressione, potrei sbagliarmi.


  2. Alessia ha scritto il 17 febbraio 2010 alle 3:59 pm:

    Una domandina facile, facile:
    chi ha soffiato sul fuoco?


  3. Donoso ha scritto il 17 febbraio 2010 alle 4:03 pm:

    Penso che Magister si sia reso finalmente conto che attaccare il Card. Bertone ed ipotizzare (senza prove concrete) che sia lui il mandante dell’attacco a Boffo equivale, nella sostanza, a screditare il Papa che ha scelto e confermato Bertone stesso come Segretario di Stato vaticano.
    Questo tentativo di distinguere fra una macchina vaticana inefficiente e difettosa e l’altezza del magistero del Santo Padre mi pare perdere di vista il fatto che Benedetto XVI è oggettivamente responsabile di questa macchina.
    Se si vuole evitare di attaccare il Papa non si facciano questi discutibili distinguo, ma si smetta di screditare, senza prove credibili, lo ripeto, la Segreteria di Stato.
    Se il Papa ha dato il suo assenso a quel comunicato, la risposta migliore di un cattolico dovrebbe essere la seguente: “Roma locuta, causa soluta”. E basta.


  4. Anonimo ha scritto il 18 febbraio 2010 alle 9:36 am:

    Suvvia, non è da ieri che Magister attacca con tutti i mezzi il segretario di Stato. A dire il vero, succedeva anche col precedente segretario di Stato.


  5. carlomagno495 ha scritto il 18 febbraio 2010 alle 9:47 am:

    Eterno probema di chi subentra ad un altro in una carica ecclesiastica: voler far credere che il predecessore non abbia fatto niente o abbia fatto male le cose.Vedete cio che succede nelle nostre parrocchie, con l’arrivo del nuovo parroco fresco di nomina e pieno di idee nuove…tabula rasa dell passato e di tutto un patrimonio di fede e di esperienze, per poi tornare a ricominciare col prossimo parroco 10 anni dopo.
    Per tornare alla vicenda Boffo, un aspetto importante mi sembra è il volere voltare pagina sulla stagione Ruini,senza riconoscere che senza di lui, la Chiesa in Italia oggi non avrebbe quel peso e quell’autorità che ha. Lo stesso dicasi per GPII.E’ ovvio che non mi riferisco al card. Bagnasco, il quale lavora proprio in questa stessa linea. Nemmeno mi riferisco all Papa.
    Si chiama semplicemente ingratitudine, cio che si è potuto scrivere su certi giornali in questi giorni contro il card. Ruini.Oggi si sta lavorando sull’eredità Ruini-Giovanni Paolo II.Ricosciamolo umilmente.


  6. Alessia ha scritto il 18 febbraio 2010 alle 12:51 pm:

    Ho provato grande soddisfazione nel leggere l’articolo di Gnocchi e Palmaro sul Foglio di oggi.
    Il titolo è tutto un programma:
    Ruini visto da destra. Il manifesto antiruiniano dei cattolici conservatori
    Sconfitto il progressismo, ha fallito sulla dottrina di Gnocchi e Palmaro
    E poi, l’incipit:
    Ci siamo fatti una certa idea della pluridecennale presidenza ruiniana della Conferenza episcopale italiana. A volerla riassumere alla guareschiana, potrebbe suonare così: “Ruini, don Camillo ma non troppo”.
    Leggetevelo, please!


  7. Stefano Tassinari ha scritto il 19 febbraio 2010 alle 5:59 pm:

    Premetto che sono un Ruiniano convinto, Ruini ha in pratica messo la parola fine al finto cattolicesimo annidato del Pd, ha messo al centro Dio Padre in luogo del Figlio, ha messo al centro la vita. Solo per questi 3 aspetti gli do un bel 9 in pagella e gli dico grazie.
    Il 10 no, non perchè come sostengono i due ottimi Gnocchi e Palmaro ha contribuito ad aprire ancor di più la forbice Gerarchie-base (tesi vera, ma considero la bese senza speranza in questa fase, con questi media), bensì perchè non ha gestito per nulla i media appunto. Basta vedere cosa trasmettono le tv, cosa scrivono i giornali, come il Convegno su Dio è stato trattato, lo stesso sito del Progetto educativo. Sui media 4 in pagella. Sull’affaire-Boffo Avvenire ha dato ragione a Ferrara, comunque!


  8. Mattia Rossi ha scritto il 19 febbraio 2010 alle 6:25 pm:

    Gentile Tassinari, Lei ha proprio ragione “la base è senza speranza”.
    Sui vescovi: è il caso di citare l’opera di Re?
    Sul clero e laicato: frequento per lavoro 7-8 parrocchie ogni settimana, conosco un buon numero di sacerdoti e una infinità di cattolici cosiddetti impegnati in parrocchia. La situazione è desolante e irritante: da “meno male che abbiamo la Bonino” a “il papa nazista dica quello che vuole che noi facciamo quello che vogliamo”.
    Non è certo colpa di don Camillo se la chiesa si è ruinata.