Caso Boffo: padre Lombardi rompe il silenzio e apre un nuovo scenario

La notizia è che ieri per la prima volta dopo quattordici giorni – il 23 gennaio il Foglio dando notizia dell’udienza concessa dal Papa al cardinale Camillo Ruini offrì un’inedita lettura del “caso Boffo” – il portavoce vaticano padre Federico Lombardi è intervenuto sulla vicenda aprendo, con una breve e studiata dichiarazione, un nuovo scenario. Lombardi a proposito di un articolo di Repubblica che parlava di una lunga nota esplicativa che il Papa avrebbe chiesto alla segreteria di stato “per cercare di capire di più”, ha dichiarato: “Il Papa sa quel che succede ed è informato della realtà”. Lombardi, dunque, non solo non ha smentito Repubblica ma ha confermato un retroscena del quale si è iniziato a parlare già l’altro ieri: Ratzinger ha deciso di prendere in mano le redini del “caso Boffo”, riservandosi poi una decisione. Al Foglio risulta che un dossier è già da tempo nelle mani del Papa e risulta che in queste ore qualche contatto è stato messo in campo con alcuni vescovi e cardinali italiani tra quelli di più stretta fiducia del Pontefice. Perché prima di agire Benedetto XVI vuole sentire tutte le campane, anche quelle fuori la curia romana. Le parole di Lombardi sembrano poter confermare questo scenario, la cui soluzione è a lungo termine.

Pubblicato sul Foglio sabato 6 febbraio 2010


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  1. De Maistre ha scritto il 8 febbraio 2010 alle 10:50 pm:

    Non avevo dubbi. Sono pienamente consapevole del fatto che B-XVI, non solo sul caso Boffo, stia, come dire, piano piano prendendo le redini del potere. E fa bene. Non sono nessuno per dire certe cose e posso tranquillamente essere smentito ma credo che il Sommo Pontefice abbia capito che fidarsi delle gerarchie è bene ma non fidarsi è meglio. Egli, che più volte ha denunciato il carrierismo e il marciume all’interno della Chiesa, si è caricato la Croce della solitudine nel combattere una battaglia difficilissima diretta a ripulire la Chiesa di Cristo. Il Papa attuale ha un compito difficilissimo e non è detto che ci riesca. Il caso Boffo è un aspetto di questa situazione.


  2. unpopiuchiaro ha scritto il 8 febbraio 2010 alle 11:22 pm:


  3. luigi culmone ha scritto il 9 febbraio 2010 alle 1:47 pm:

    w il Papa….coraggio Benedetto …i cattolici non carrieristi sono tutti con te , pregano per te…se necessario daranno la vita per Te ….fai pulizia …..


  4. Efrem ha scritto il 9 febbraio 2010 alle 2:23 pm:

    Ha rotto il silenzio anche il Segretario di Stato, Bertone:

    COMUNICATO DELLA SEGRETERIA DI STATO

    Dal 23 gennaio si stanno moltiplicando, soprattutto su molti media italiani, notizie e ricostruzioni che riguardano le vicende connesse con le dimissioni del direttore del quotidiano cattolico italiano “Avvenire”, con l’evidente intenzione di dimostrare una implicazione nella vicenda del direttore de “L’Osservatore Romano”, arrivando a insinuare responsabilità addirittura del cardinale segretario di Stato. Queste notizie e ricostruzioni non hanno alcun fondamento.

    In particolare, è falso che responsabili della Gendarmeria vaticana o il direttore de “L’Osservatore Romano” abbiano trasmesso documenti che sono alla base delle dimissioni, il 3 settembre scorso, del direttore di “Avvenire”; è falso che il direttore de “L’Osservatore Romano” abbia dato – o comunque trasmesso o avallato in qualsiasi modo – informazioni su questi documenti, ed è falso che egli abbia scritto sotto pseudonimo, o ispirato, articoli su altre testate.

    Appare chiaro dal moltiplicarsi delle argomentazioni e delle ipotesi più incredibili – ripetute sui media con una consonanza davvero singolare – che tutto si basa su convinzioni non fondate, con l’intento di attribuire al direttore de “L’Osservatore Romano”, in modo gratuito e calunnioso, un’azione immotivata, irragionevole e malvagia. Ciò sta dando luogo a una campagna diffamatoria contro la Santa Sede, che coinvolge lo stesso Romano Pontefice.

    Il Santo Padre Benedetto XVI, che è sempre stato informato, deplora questi attacchi ingiusti e ingiuriosi, rinnova piena fiducia ai suoi collaboratori e prega perché chi ha veramente a cuore il bene della Chiesa operi con ogni mezzo perché si affermino la verità e la giustizia.

    Dal Vaticano, 9 febbraio 2010


  5. Dino ha scritto il 9 febbraio 2010 alle 5:21 pm:

    Mazzate come sei cattivo… Da Dagospia:
    “Di strano, la campagna d’inverno della guerra feltri-vian-boffesca dei ciellini presenti nei soliti giornali (ed è ovviamente un puro caso che siano gli stessi che hanno scritto a dileggio di Lazzati mentre era ancora nella bara, per offendere il cardinale Martini, sbeffeggiare Emilio Colombo in difficoltà, insultato Giuseppe Alberigo mentre era nel letto di morte e dato del bugiardo a Bertone per non aver rivelato il vero terzo segreto di Fatima) ha solo la strana concomitanza con le trattative che vedono oggi ‘La Repubblica’ a caccia di Dino Boffo come editorialista (avete notato lo sproloquio dell’altro giorno firmato D’Avanzo in gloria di Boffo?).”


  6. Lorenzo ha scritto il 9 febbraio 2010 alle 5:49 pm:

    Il comunicato della Segreteria di Stato smentisce apertamente Magister, che il 19 settembre aveva scritto che Diana Alfieri era in realtà uno pseudonimo dietro cui si nascondeva Vian o qualcuno ispirato da Vian.
    Possibile che Magister cada in un simile errore? CHe la Segreteria “spari” in questo modo contro un giornalista?


  7. anonimosconsolato ha scritto il 10 febbraio 2010 alle 12:21 am:

    non contro un giornalista, ma contro chi c’è dietro


  8. catolicismo ha scritto il 10 febbraio 2010 alle 1:22 am:

    Palabras insólitamente duras, y claras, que revelan el hartazgo de Ratzinger ante el deplorable espectáculo de arribismo, pinza política y lucha entre facciones que se vive en los palacios de San Pedro. La causa del enfrentamiento es, básicamente, ideológica. Y tiene al Gobierno Berlusconi como objetivo. “Se trata de una revuelta de Camillo Ruini y los partidarios del concubinato político con Berlusconi y su número dos, el beato Gianni Letta”, explica el vaticanista Giancarlo Zizola. “Son los cardenales y obispos nombrados por Ruini en su día. Están dispuestos a hacer ‘carrera’, como señaló el Papa el viernes pasado en un discurso, aunque ello suponga hacer la vista gorda ante el despliegue de libertinaje sexual o moral del primer ministro y pactar con el poder para obtener leyes favorables y ventajas económicas o personales”.