Wojtyla inedito, pensava alle dimissioni e temeva la Lega
gen 27, 2010 IL FOGLIO
Giovanni Paolo II discusse con Ratzinger la possibilità di dimettersi. Se non fosse stato Papa avrebbe passato il resto della sua vita a Medjugorje a confessare i pellegrini. E, nella metà degli anni 90, era “sconcertato” da una cosa: dall’avanzare al nord della Lega. Sono queste alcune delle notizie inedite che il postulatore della causa di canonizzazione di Giovanni Paolo II, monsignor Slawomir Oder, ha voluto dare in un libro scritto assieme al giornalista di Famiglia Cristiana Saverio Gaeta e prossimo all’uscita: “Perché è santo” (Rizzoli). Un libro dato alle stampe con tempismo – sono passate soltanto poche settimane dalla firma da parte di Benedetto XVI del decreto sulle virtù eroiche di Wojtyla – con lo scopo dichiarato di dire, attraverso i documenti e le testimonianze raccolte, chi sia “il vero Giovanni Paolo II”. Certo, non tutto di quanto è contenuto nel libro è inedito, ma alcuni passaggi lo sono e dicono tanto. Soprattutto mostrano cosa il postulatore della causa di canonizzazione ritenga valga la pena sottolineare ai fedeli e alla chiesa.
Partiamo dalla Lega. Secondo Oder, Wojtyla guardava con preoccupazione alle spinte secessionistiche che minavano l’unità del paese. Scrive un testimone diretto di quei giorni: “Ricordo ancora vivamente lo sconcerto del Papa nell’estate del 1996, quando la Lega nord andò alle fonti del fiume Po. Sentiva questo gesto come un crimine contro l’unità del paese e mi chiedeva perché non intervenivano i carabinieri e il presidente della Repubblica non facesse nulla”.
Quindi l’ipotesi delle dimissioni. Un’ipotesi fattasi sempre più presente nella mente di Wojtyla con l’avanzare dell’età nel caso si fosse manifestata l’impossibilità di adempiere al proprio ministero. Fece studiare il tema dal punto di vista storico e teologico, consultando l’allora cardinale Ratzinger, prefetto della congregazione per la Dottrina della fede. Ma alla fine decise di rimettersi alla volontà di Dio. Spiega Oder: “Il Papa era ormai prossimo ai settantacinque anni (che avrebbe compiuto il 18 maggio 1995), avviò una consultazione con i responsabili della segreteria di stato e con i suoi più intimi amici e collaboratori, discutendo con essi anche dell’eventualità di applicare a se stesso la norma del diritto canonico che prevede per i vescovi di lasciare il proprio incarico al compimento dei settantacinque anni. Il peggiorare delle condizioni fisiche lo induceva a prendere seriamente in considerazione questa possibilità, per quanto egli fosse ben consapevole dei problemi che la presenza di un Papa emerito avrebbe potuto generare”. Ma il risultato della consultazione non fece altro che confermare quanto lui stesso aveva detto nel 1994 al chirurgo Gianfranco Fineschi che lo aveva appena operato per la frattura al femore: “Professore, sia lei che io abbiamo una sola scelta. Lei mi deve curare. E io devo guarire. Perché non c’è posto nella chiesa per un Papa emerito”. Fu così che abbandonò l’idea delle dimissioni seppure firmò una lettera (pubblicata per la prima volta interamente nel libro) nella quale scriveva di voler seguire le disposizioni e l’esempio di Paolo VI, il quale, prospettandosi lo stesso problema, giudicò di non poter rinunciare al mandato apostolico se non in presenza di una infermità inguaribile o di un impedimento tale da ostacolare l’esercizio delle funzioni.
Infine Medjugorje. Wojtyla non prese una posizione ufficiale. Ma in privato espresse più volte il proprio pensiero. A Murilo Sebastiao Ramos Krieger, arcivescovo di Florianopolis (Brasile) che stava andando nella ex Jugoslavia, disse: “Medjugorje è il centro spirituale del mondo”. In un breve colloquio confidò alla veggente Mirjana Dragicevic: “Se non fossi Papa, sarei già a Medjugorje”.
Pubblicato sul Foglio mercoledì 27 gennaio 2010




















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gennaio 27th, 2010 at 11:35 am
fermorestando che non ho dubbi sulla santità di Giovanni Paolo II , esprimo le mie perplessità su certa produzione biobliografica a riguardo. Ogni settimana c’è il giornalista o “segretario” di turno che lancia un nuovo libro con inediti e paradossalmente si verifica ciò che accaduto in vita a questo grande pontefice, che si parla di Lui senza badare ai suoi insegnamenti ( penso alla battaglia per la vita…)e accade quel fenomeno che don Divo Barsotti diceva icasticamente: Cristo è il pretesto per parlare d’altro..
gennaio 27th, 2010 at 11:38 am
Postilla mariana: se non fossi cattolico sarei già a Medjugorje.
gennaio 27th, 2010 at 1:17 pm
Credevo che il centro spirituale del mondo fosse Fatima: le profezie di lì (quelle, si, riconosciute dalla Santa Chiesa) non si sono “avverate” ancora pienamente – mi domando come la Vergine Maria possa apparire in un altro luogo e dare altre profezie quando ancora, circa 70 anni prima, era già apparsa ed aveva profetizzato tali cose che oggi non sono ancora accadute del tutto.
Misteri di Medjugorje…
gennaio 27th, 2010 at 1:48 pm
Concordo con don Giuseppe. Per quanto mi riguarda io ho agito diversamente per quanto riguarda la figura di san Pio da Pietrelcina: ho studiato la sua figura, i suoi scritti e ho potuto toccare con mano la sua grandezza e la sua presenza. Con GP-II sto facendo la stessa cosa. Per quel che mi concedono le mie forze, io parto sempre da Cristo e rimango in Cristo Gesù. Non bisogna mai parlar d’altro!
gennaio 27th, 2010 at 3:48 pm
Riesce difficile trattenere l’indignazione di fronte queste “rivelazioni” che nulla ci dicono del Wojtyla mistico e filosofo, Papa e Pastore. Solo puro sensazionalismo.
Povero GPII trasformato in business.
gennaio 27th, 2010 at 4:00 pm
Sempre meglio del linciaggio subito da qualcuno. Io da molti anni leggo e studio le opere e i discorsi di GPII, ma qualcuno continua ad avere interesse affinchè GPII passi per il Papa comunicatore, delle messe spettacolo, dell’empatia. E’ormai palese anche la ragione….
Forse certe pubblicazioni sono proprio la risposta a chi continua a parlare di papa mediatico, poco spirituale. Riflettete su certi post e certi commenti di questi ultimi cinque anni!!!
gennaio 27th, 2010 at 4:05 pm
Mah, anche a me gli odierni titoli miracolistici e flagellanti (cilicio, mortificazioni varie) non è che facciano impazzire.
E’ tutta “roba” che tende a suggestionare, rischiando di indurre in gravi fraintendimenti.
A livello di percezione, mi pare che spesso si contraddica la profonda natura cristologica del Wojtyla mistico e insieme integralmente uomo amante della vita, della vita spericolata vissuta per un compito e una missione irrevocabili.
Boh.
gennaio 27th, 2010 at 4:59 pm
Il cardinale BIFFI, commentando il tradimento di Giuda,dice che non lo si deve attribuire alla bramosia di danaro,per soli 30 miseri danari..ma perchè si aspettava altro da Gesù,attendeva un Messia che gli desse benessere e stabilità. Perciò il suo è stato un amore deluso,un pò quello che capita a qualche sedicente cristiano, magari sempre in Chiesa ma mai a Messa, che pensa alla CHIESA non come Madre o Sposa di CRISTO. Dico tutto questo perchè anch’io ritengo che tutta queswta “pubblicità” anche di certi vaticanisti su GPII potrebbe non rispecchiare un vero amore alla Chiesa. DIO non voglia che si cada nel sensazionalismo
gennaio 27th, 2010 at 6:51 pm
Una riflessione
Potrei essere d’accordo sull’opportunità o meno di certe pubblicaizoni, ma perchè non cerchiamo tutti di riscoprire il Grande Papa che per tanti anni ha annunciato la Bellezza dell’Amore di Dio offrendosi fino alla fine?
Mi ritengo una persona che ha letto parecchio su e di Giovanni Paolo ed ha compreso questo: non è facile per noi capire veramente Karol Wojtyla, capire la sua spiritualità. Leggere le sue poesie può aiutare. Leggere il ” Diario di un’amicizia” può permettere di conoscere un uomo che veramente camminava, viveva, respirava con Dio. C’è il pericolo del ” sensazionalismo”? Sì, forse, anzi certo, ma chi osserva con occhi umili, chi va oltre potrebbe trovare, come accade a me da trent’anni,un uomo che conduce a Dio, un uomo che mi aiuta a comprendere il senso del mio soffrire, del mio vivere. Bisogna solo avere, lo ripeto, l’umiltà di abbandonare certi pregiudizi che, purtoppo, soprattutto in alcuni ambienti, sono duri a morire.
PS. Gent. dott. Rodari, perchè, al fine di evitare quanto paventano i suoi lettori, perchè non propone più spesso interventi di GPII, magari tratti da omelie o da testi letterai o da encicliche?
gennaio 27th, 2010 at 8:43 pm
I have mixed emotions about Venerable Pope John Paul II, using the belt on himself. If he covered it, why did others know about it. But, I did not know him, personally, perhaps, I will give him the “benefit of the doubt,” and leave it at that. I am one who has alot of questions, why Cardinal Law was rushed from America to a Church in the Vatican. Seemed wrong to me.
gennaio 27th, 2010 at 9:24 pm
Ciascuno avverte inevitabilmente, in un santo, le risonanze più vicine alla propria sensibilità.
Io ho letto molto di e su Wojtyla, essenzialmente perchè lo considero il mio maestro di vita, umanità e fede.
E poi perchè ancora oggi non gli riesce di lasciarmi tranquillo.
E’ proprio per questo che penso il mistero chiuso in lui, quel “poter comprenderlo solo dal di dentro”, non si riduce mai alla percezione devozionale indotta da notiziole su certe pratiche di pietà, o dall’uso “da cartolina” di certe sue frasi.
Wojtyla è molto, molto di più.
Giusto ieri sera ho sfogliato in libreria qualche pagina del Diario di Wanda Poltawska e subito mi ha colpito la lettera che lui le scrive subito dopo l’elezione al pontificato.
C’è un passaggio in cui parla del contenuto del loro rapporto, di ciò che lui stesso ha temuto, e di quello che Dio ha accettato e compreso – nel rapporto tra un uomo e una donna – che non si riesce a comprendere col solo metro del giudizio umano, compreso quello debole dei protagonisti.
E lo dice in un modo tale che tu percepisci il Mistero che palpita dentro un cuore, dentro un’esistenza, in modo irraggiungibile eppure vicino, di una vicinanza – appunto – inquietante.
Questo è Wojtyla, altro che il cilicio!
gennaio 28th, 2010 at 2:54 pm
Grazie Francesco
io sto leggendo il libro a cui le fa riferimento. E’ veramente, come ha scritto qualcuno” una soprta di esercizio spirituale”.
Giovanni paolo non lascia tranquillo neppure me
gennaio 28th, 2010 at 5:48 pm
ma chi è davvero un uomo che, diventato Papa, pensa alle dimissioni: è un modernista. in Vaticano pensassero alle cose serie…!