Il cardinal Bertone va al raduno dei formigoniani: attivismo della chiesa a un mese dalle regionali
26 gennaio 2010 -
Sarà il segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone ad aprire il prossimo 19 febbraio a Riccione la “due giorni” nazionale di Rete Italia, il gruppo politico nato attorno alla leadership del presidente lombardo Roberto Formigoni. Anche se la notizia è girata finora soltanto informalmente tra i pidiellini formigoniani (non c’è ancora una conferma ufficiale) ma è oramai dato per certo dagli organizzatori che – dopo il cardinale patriarca di Venezia Angelo Scola, un anno fa a Riva del Garda – spetterà quest’anno al cardinale segretario di Stato intervenire al Palacongressi. Si tratta di una notizia non di poco conto, anche perché la relazione di Bertone sembra destinata a essere di peso: il segretario di Stato, insomma, a solo un mese dalle elezioni Regionali, non sembra intenzionato a transitare nella Perla semplicemente per un saluto di circostanza.
La presenza di Bertone a Riccione dimostra come siano particolarmente vivaci e persistenti in queste settimane i rapporti e gli incontri tra le gerarchie vaticane e diversi esponenti della politica italiana. L’attenzione da parte della Santa Sede è massima. Come importante è la risposta che il mondo politico sta dando all’interesse delle gerarchie. Non è soltanto il cardinale Camillo Ruini a essere ritenuto, ancora oggi, una voce autorevole per il mondo politico del paese: giusto pochi giorni fa ha incontrato nella sua abitazione in cima al colle vaticano Gianni Letta e Silvio Berlusconi. Non c’è soltanto il prezioso lavoro del successore di Ruini alla guida della Conferenza episcopale italiana, il cardinale arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco: ieri, nella prolusione del consiglio permanente della Cei, Bagnasco ha detto di sognare il sorgere d’una nuova classe di politici cattolici: “Un sogno, di quelli che si fanno a occhi aperti e dicono una direzione verso cui preme andare”. C’è anche l’attivismo del principale collaboratore di Benedetto XVI, Bertone appunto, a significare molte cose. Del resto gli scopi che persegue “Rete Italia” non possono che piacere oltre il Tevere: il gruppo politico formigoniano, infatti, cerca di mettere in cantiere un’attività con al suo centro quel “principio di sussidiarietà” tanto caro alla chiesa. Un principio da applicare dal lavoro alla scuola, dalla sanità all’assistenza, dalla politica a favore della famiglia a quella per la competitività delle imprese: non a caso, anche i lavori dell’Intergruppo parlamentare per la sussidiarietà (al quale, ad esempio, si deve la legge delega dell’impresa sociale e l’introduzione del 5 per mille nella Finanziaria 2006) è seguito e divulgato dai politici di ogni livello che comunicano attraverso “Rete Italia”.
Pubblicato sul Foglio martedì 26 gennaio 2010
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‘Rete Italia’ può anche essere una bella realtà (come io credo) ma è insufficiente. Prima il Sommo Pontefice, tempo fa, poi Bagnasco e ora Bertone: la Chiesa teme qualcosa. Il ritornello che ultimamente va per la maggiore è il rapporto tra politica e cattolici e un ‘rinnovamento’ della classe dei politici cattolici. Ci sarà un motivo. Uno dei motivi credo che sia anche la candidatura di Emma Bonino nel Lazio e la voce praticamente inesistente dei cattolici nel PD. E’ ovvio che poi si fanno vedere e sentire tutti d’accordo, ma i problemi dei cattolici nello schieramento di centro-sinistra esistono. E lo schieramento avverso, nonostante lo stato delle cose è più roseo, non è immune da questo problema. Personalmente credo che la Chiesa faccia bene a ricordare, incitare e denunciare la necessità di una nuova classe di politici cattolici e credo che i vescovi prevedono tempi bui. Attendiamo la solita filastrocca sulle presunte ingerenze vaticane, sulla laicità e sulla distinzione tra stato e Chiesa. Ci siamo fatti il callo. Ma non si può mettere il bavaglio alla Chiesa poichè Essa parla per bocca di Cristo Gesù. Anzi, se si saprà ascoltare di più la sua voce credo che ne guadagneremo tutti. Non sarà un caso che in passato la Chiesa deteneva sia il potere spirituale che quello temporale e l’imperatore o il ‘cesare’ di turno era considerato un ‘ministro di Dio’: una questione di ordine sociale, politico e di giustizia. Ma parlare di queste cose oggi è sconveniente: nelle migliori delle ipotesi si è bollati come fascisti!
La classe politica e dirigente di estrazione cattolica la si ri-costruisce solo in modo organico, coordinando le esperienze e gli sforzi che oggi sono dispersi e autoreferenziali.
Per far questo occorrerebbe forse un nuovo ruolo dell’Azione Cattolica, vissuta più – anche in virtù del suo collegamento con la responsabilità della gerarchia – come fattore di ri-unificazione che come realtà affiancata alle altre.
Se invece ci si limita solo a cantare le lodi della “diversità e pluralità dei carismi” si ottiene un supermarket con tanti prodotti ma senza alcuna reale capacità di incidenza.
E del resto la situazione italiana odierna lo dimostra bene.
Giustissimo Francesco. Ma gli ostacoli sono moltissimi. Per primo bisogna superare quelli in seno alla gerarchia vaticana stessa.
Caro Francesco concordo!
concordo con francesco 73 …la riunificazione tra le tante teste di c….cattoliche puo’ avvenire solo d’imperio e solo attorno all’azione cattolica …quest’ultima riportata ad un corretto pensiere papista al cento per cento …se se e senza ma …e senza gli eredi della bindi….e’ l’ora dell’unita’ intorno al Papa ed ai Vescovi…..comandi chiari ed obbedienza assoluta al Santo Padre….chi non ci sta vada a fare il luterano da un’altra parte….niente autonomia ai movimenti …un solo uomo al comando (il Papa) e pertanto i Vescovi …via capi e capetti, fuori dalle balle preti che vogliono fare ( e che vestono da teen agers )i laici e laici che fanno i preti che non sanno neanche quante sono le virtu’ teologali e che fanno soltanto i cavoli propri all’ombra della croce. W il Papa …W Cristo Re…ps saremo ancora una minoranza ma uniti contiamo …eccome …l’Italia o riscopre le proprie radici cristiane o non e’ !!!!!!!!!
Io invece non concordo con Francesco, perché a pluralità dei carismi l’ha suscitata lo Spirito Santo è non è un’invenzione della gerarchia (come l’Azione Cattolica, che ora langue)… e sono è provvidenziali perché tnata gente sia ritornata alla Chiesa…
La novità anche in politica verrà proprio dai cristiani formati in quegli ambienti… cereto ora manca un catalizzatore che li sappia riunire insieme, perché ora vanno in ordine sparso e, con il maggioritario, non si trovano a casa loro in nessuno dei due poli…
…mi sembra comunque velleitario e antistorico che i Vescovi pensino a creare un nuovo Centro…
Che i vescovi sostengano i cristiani autentici in politica valutandoli sualla coerenza, ma lascino a loro le scelte di alleanza o meno, perché ad ognuno il suo mestiere…
…la DC è finita, grazie a Dio!
carissimo efrem …sei un sincero cattolico papista e me ne compiaccio anche perche’ in giro ce ne sono pochi …ma mi chiedo perche’ la dc non deve rinascere? ….ha forse avuto il torto di avere ragione …e perche’ non dovremmo unirsi tra fratelli cattolici invece che la putrida e fetida accozzaglia di eredi del comunismo o di un capitalismo feroce ed edonista…con affetto
Quella del cardinale Bertone non è sicuramente la mia Chiesa: non assomiglia nemmeno lontanamente a quella di Cristo!