Contrordine. Il Vaticano ricorda Yao
11 gennaio 2010 -
Sabato scorso ho scritto un pezzo sul Foglio dedicato alla scomparsa in Cina di monsignor Leo Yao Liang, vescovo coadiutore della diocesi di Xiwanzi, spentosi il 30 dicembre scorso all’età di 86 anni. Aveva passato trent’anni della sua vita in un lager, costretto all’isolamento dal regime perché appartenente alla chiesa clandestina. Nel pezzo riportavo il silenzio del Vaticano in merito.
Ma oggi questo silenzio è rotto: ecco un comunicato (leggi QUI) con il quale la Santa Sede ricorda Yao e gli rende la giustizia che merita.
Pubblicato su palazzoapostolico.it lunedì 11 gennaio 2010
LASCIA UN COMMENTO... SEGNALA...










Il faticoso lavoro diplomatico con la Cina ha i suoi bei prezzi, ma io ricordo con gioia il Concistoro del’91, quando i martiri uscirono dalle catacombe: c’erano Korec (Slovacchia), Todea (Romania), Gong-Pin Mei (Cina).
Quest’ultimo, novantenne al momento di ricevere la berretta, aveva scontato 30 anni di carcere duro, molti dei quali in isolamento.
Fu bellissimo vederli onorati, applauditi, circondati dall’affetto di tanta gente e riconosciuti come preziosi esempi da un papa emozionato e consapevole di quel che avevano passato.
Sui loro visi c’era dolcezza, talvolta smarrimento, un sorriso caldo, mai tracotante.
Se dovessi indicare dei testimoni cristiani credibili del mio tempo, mi verrebbero in mente quei nomi lì, insieme ad altri che hanno visto inferni simili.
Altro che le pur necessarie tiepidezze romane!