La strategia di B-XVI per far digerire Pio XII

La strategia di Benedetto XVI per far “digerire” agli scettici (tra questi molti ebrei) lo sblocco del processo di beatificazione e canonizzazione di Pio XII si è resa evidente a sorpresa (nessun vaticanista è stato in grado di anticipare la cosa) oggi. Il Papa, infatti, nascondendo le sue intenzioni a tutti (ho i miei dubbi che ne sapesse qualcosa addirittura il suo segretario particolare), ha promulgato il decreto sulle virtù eroiche di Pio XII insieme a quello di Giovanni Paolo II. Di Wojtyla si sapeva. Di Pacelli no.

A questo punto la strategia mi sembra chiara: far avanzare insieme i due processi in modo da spostare un po’ d’attenzione dal controverso (secondo alcuni) Pio XII al più unanimemente amato Wojtyla.

Il processo di Pacelli si aprì alla fine del Concilio per volere di Paolo VI. Il decreto sulle virtù eroiche (è la penultima tappa verso la beatificazione) era stato approvato dalla congregazione dei santi nel 2007. Si aspettava soltanto la firma di Ratzinger che, significativamente, è avvenuta circa un mese prima della sua visita alla sinagoga di Roma.

Due Papi, dunque, si prendono a braccetto e camminano verso la beatificazione: insieme le critiche si smaltiscono meglio.

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14 commenti al post: “La strategia di B-XVI per far digerire Pio XII”

  1. don Giuseppe ha scritto:

    Caro Paolo , concordo in parte con ciò che scrive : che
    si tratti di strategia è evidente,ma non tale da far passare sottobanco la beatificazione di Pacelli. Non è da Benedetto XVI questo. Se così fosse avrebbe almeno aspettato l’imminente visita alla sinagoga di Roma. Benedetto XVI si muove nell’ottica del famoso e , ahimè inascoltato , discorso alla curia romana del 2005 sull’ermeneutica della continuità del Concilio; vuol cioè far vedere che la divisione tra preconcilio e postconcilio è ideologica ed esiste solo in chi appunto ha ridotto la fede ad ideologia. Quanto al consenso unanime su Giovanni Paolo II io aspetterei qualche hanno per verificarne la portata . Anche Pio XII al momento della morte godette di una fama universale.. e poi la fama di Giovanni Paolo II, spiace dirlo, oggi per alcuni è solo funzionale a contrastare il successore , che ancora qualcuno non vuol digerire.


  2. Paolo Rodari ha scritto:

    Grazie caro don Giuseppe. la mia è più che altro una provocazione. Diciamo uno spunto parziale in un quadro senz’altro più grande e complesso. P.


  3. Mazzarino ha scritto:

    Continuità fra PIO XII e GPII? Capolavoro!
    Silenzio di Curia fino alla firma? Capolavoro!
    Doppia Beatificazione (evento planetario) epilogo dell’Anno Sacerdotale.
    Super Capolavoro!
    E’ la Chiesa di Roma che torna grande, e “piccola piccola” pare ora la ex grande stampa masso-lutero-cattosinistrorsa che ha provato come sempre a bloccarne il timone.
    Le parole non si trovano, ogni merito umano sembra cosa da poco.
    Grazie Spirito Santo, sei Tu che hai scelto alla grande, il “tuo uomo” ce l’ha fatta. Ha seguito Maria ed ha ricucito in modo mirabile la veste strappata della Chiesa di Cristo. Christus Vincit! Christus Regnat, Christus Imperat!
    Mazzarino dal sito ALMA PREX


  4. De Maistre ha scritto:

    Il Santo Padre non deve usare nessuna strategia (e credo anch’io che non è assolutamente il tipo): Pio XII va canonizzato e basta. Ma come sarebbe a dire? Il capo della Chiesa, Pietro, non ha il diritto di canonizzare chi vuole, solo perchè esponenti, tra l’altro, di un’altra religione non digeriscono? Quì siamo proprio nel non-senso! Si tappino pure il naso e la finiscano di intromettersi in fatti che non li riguardano. Questo politicamente corretto è vergognoso e ha come fine solo quello di screditare l’autorità di Pietro e la Chiesa di Cristo Gesù. Quella cattolica è una fede che non si divide in filosofie, dottrine o scuole, in base a teorie personali di maestri o santoni: quella cattolica è fede in una persona che si fece carne. Capisco che il Santo Padre ha il compito di essere prudente, ci mancherebbe. Ma quando le faccende riguardano la Chiesa non c’è strategia, dialogo o prudenza che tenga!


  5. Francesco73 ha scritto:

    Sono molto contento per Pacelli, e divertito dalla giusta provocazione del perfido Rodari.
    Ci avevo pensato pure io, ma poi ho scacciato la malizia.
    Ci avevo pensato non perchè esperto, ma in quanto amante della storia.
    Infatti c’è un precedente recentissimo: il Beato Roncalli che “traina e copre” il Beato Mastai Ferretti.
    O no?
    :-)


  6. Anonimo ha scritto:

    Una prece, Mazzarì.


  7. luca25 ha scritto:

    ottimo rodari e bravo anche don giuseppe.
    sono felicissimo di queste due beatificazioni.grande Benedetto xvi


  8. Alessandro Giorgiutti ha scritto:

    Beh, una strategia collaudata, che ricorda la cerimonia di beatificazione di Pio IX affiancato a Giovanni XXIII…


  9. Sandra ha scritto:

    Caro ROdari,
    sono convinta che la partita su Pio Xii l’abbia vinta il Papa…
    Ha messo a nudo tutte le ipocrisie del mondo ebraico nel demonizzare Pacelli e nell’osannare Giovanni Paolo II…
    La questione per la Chiesa è chiusa.. per sempre… ed è questo quello che conta.
    Crede davvero che le due beatificazioni possano avvenire nello stesso giorno?
    La visita alla Sinagoga di Roma assume ora significati nuovi?
    Comincia una nuova stagione nei rapporti con l’ebraismo?
    Attendo una sua risposta…
    Sandra Spina


  10. luigi culmone ha scritto:

    grande Benedetto XVI …ha taciuto anche ai terribili(e emibili) curiali …adesso sotto con la restaurazione delle splendide chiese italiane distrutte o semidistrutte in quaranta anni di follia modernista …..W CRISTO RE dalla SICILIA grato ed ammirato per il gesto del Sommo Pontefice arrivi a tutti Voi uun ciordiale augurio di un Santo Natale


  11. Paolo Rodari ha scritto:

    Per Sandra: penso che le beatificazioni potrebbero avvenire lo stesso giorno. nlla lo vieta, ma credo che sul miracolo di Pio XII si sia più indietro rispetto a quello dio GPII. La visita in sinagoga resta importante quanto prima. Certo con Ratzinger i rapporti con l’ebraismo sono all’insegna della verità non dell’ipocrisia


  12. giuseppe ha scritto:

    Penso che il “dissenso” ebraico rispetto alla beatificazione di Pio XII è molto più profondo della questione del giudizio sul nazismo; qualunque approfondimento storico in proposito non li accontenterebbe. Si tratta, in realtà del punto di emersione di una “inimicizia” radicale e misteriosa da parte dei nostri “fratelli maggiori”. Quello che loro vorrebbero è l’impossibile: una dichiarazione in deroga alla unicità salvifica della Chiesa.
    E’ vero che, in questo senso, la beatificazione di Pio XII è il modo migliore, inequivocabile, di uscire dall’ambiguità, dall’ipocrisia e affermare con chiarezza la verità.
    Allo stesso modo la beatificazione di Pio IX è servita a prendere coscienza della importanza validità dottrinale magisteriale del Sillabo. Ermeneutica della continuità.


  13. De Maistre ha scritto:

    Giuseppe, il suo discorso non fa una piega. L’elemento di ‘emersione di una inimicizia’ è stato sempre messo in rilievo dagli ebrei. Credo che lei abbia centrato la questione. Ma una cosa del genere non potrà mai avvenire. Questo è lo spartiacque che contraddistingue la salvezza che è solo nella Chiesa cattolica e il tentativo esterno di chi lavora per un progetto ‘egualitario’ tra le varie fedi, soprattutto di origine semitica e monoteistiche. Più o meno, tanto per intenderci, come andava sostenendo l’esoterista e simbolista francese Renè Guenon. Questo, amio avviso, dimostra un elemento impoertantissimo: la carnalità, la passione, la morte e il sangue di Cristo Gesù risulta indigesto e folle! Tra l’altro questa fu una causa della follia che colpì Nietzsche. Ora, questo discorso è avvertito in modo cruciale dall’ebraismo ed è per questo che sentono molto la questione del primato.
    Grazie Giuseppe per quanto ha scritto.


  14. João Paulo II e Pio XII, veneráveis. « Salva nos, Domine ha scritto:

    [...] Paolo Rodari, ‹‹ O Papa, de fato, escondendo suas intenções de todos (eu tenho minhas dúvidas de que mesmo [...]


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