Chi dopo Tettamanzi?

Oggi ci sarebbe un pezzo da scrivere.

L’argomento s’impone, diciamo così, dalla lettura dei giornali. O meglio, s’impone dalla lettura del pezzo di Alberto Melloni a pagina 5 del Corriere.

A un certo punto Melloni, parlando del dopo Tettamanzi a Milano partendo dal trambusto con la Lega di queste ore dice: “Cosa farà adesso il Papa? Troverà nelle infinite risorse della chiesa una figura di cui nessuno parla, che non s’è preparato la carriera ricamando furbizie, tale luminescenza spirtuale da spiazzare tutto e tutti?. Userà dell’arte del governo e lascerà Tettamanzi a Milano non per sempre, ma per un altro sant’Ambrogio?”

La risposta a questa domanda, ovvero il nome di chi andrà a Milano al posto di Tettamanzi, sarebbe il pezzo da fare.

Leggi QUI Alberto Melloni sul Corriere.

Pubblicato sul palazzoapostolico.it mercoledì 9 dicembre 2009


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  1. Francesco73 ha scritto il 9 dicembre 2009 alle 11:37 am:

    Per un altro Sant’Ambrogio di sicuro visto che – al compimento del 75°anno – fu la stessa Curia milanese a dire che il Papa aveva chiesto a Tettamanzi di restare fino al 2011…
    Quindi mi pare un pò presto per il toto-vescovo.


  2. Massimo Rossi ha scritto il 9 dicembre 2009 alle 11:57 am:

    Ho letto anch’io con interesse l’articolo di Melloni sul Corriere della Sera. Tuttavia, mi sembra non secondario notare che la decisione sul nuovo arcivescovo di Milano non è così imminente come dal testo del Corriere sembrerebbe: il Papa – la notizia fu resa nota nel Duomo di Milano lo scorso 9 aprile – ha infatti confermato per due anni il cardinale Tettamanzi, cioè fino al marzo del 2011.


  3. Don Giuseppe Virgilio ha scritto il 9 dicembre 2009 alle 12:41 pm:

    Io spero che il papa mandi un cardinale capace di dire queste parole di Giovanni 23 nel discorso di apertura del Concilio che Melloni e la sua scuola ha dimenticato:<>


  4. Anonimo ha scritto il 9 dicembre 2009 alle 12:59 pm:

    Le parole di Giovanni 23 mi risulta che ce le siamo dimenticate in parecchi…


  5. giuseppe ha scritto il 9 dicembre 2009 alle 1:05 pm:

    Ottimo Rodari, faccia il pezzo che ce lo leggiamo, promesso.

    Certo che questa vicenda del Card. Tettamanzi è singolare. Si ha voglia a considerare altezzosamente trogloditi quelli della Lega; un pastore che non sa parlare al gregge è preoccupante, peggio ancora se si mette in condizioni di doversene “difendere” o esserne difeso (anche dal cardinale Segretario di Stato!).

    C’é qualcosa che non va. Non sono leghista, ma non ci posso fare niente: a naso e all’incirca queste cose di Tettamanzi mi ricordano le dichiarazioni “preoccupate” (!) di alcuni alti curiali quando si è saputo che molti anglicani stanno per tornare in massa nella Chiesa cattolica. Il che a loro dire rischiava di compromettere l’ecumenismo (!?)…
    Così pei mussulmani che fa e che propone il cardinale (cattolico)?


  6. massimo ha scritto il 9 dicembre 2009 alle 2:46 pm:

    io credo davvero che Tettamenzi ha finito il suo mandato,uno che deve essere difeso dal segretario di stato e dal presidente della repubblica….e non è stato attaccato “come e da” Ratzinger lo è stato.
    ma dato che hanno detto che rimane fino al 2011 …..
    sarebbe interesante sapere cosa pensa Rodari.
    io sto pensando a Schuster,la scelta di PIo XI,fu molto difficile,fu sorprendente e fu una scelta felicissima.
    dunque penso a un uomo,poco noto o per nulla noto, di preghiera,un benedettino o simile radicato nella tradizione e dalla dottrina solida,liturgica.
    ma questo non sarebbe un problema,il problema è il clero ambrosiano,perchè un vescovo governi deve essere ascoltato e obbedito con devozione…..esiste ancora questa cosa così cattolica a milano?


  7. Agostino ha scritto il 9 dicembre 2009 alle 3:28 pm:

    Tettamanzi parla molto bene al suo gregge.
    Non confondiamo Calderoli con il gregge ambrosiano, che in quanto a cattolicità non ha niente di cui vergognarsi


  8. Agostino ha scritto il 9 dicembre 2009 alle 3:28 pm:

    Tettamanzi parla molto bene al suo gregge, che lo ama anche per questo.
    Non confondiamo Calderoli con il gregge ambrosiano, che in quanto a cattolicità non ha niente di cui vergognarsi


  9. giovanni ha scritto il 9 dicembre 2009 alle 9:16 pm:

    Rodari l’articolo di melloni è demenziale.
    come fà il corriere a pubblicare delle stupidaggini così grosse ?


  10. Anonimo ha scritto il 10 dicembre 2009 alle 7:59 am:

    L’articolo di Melloni è intelligente, ma cos’è stata messa su internet? La brutta copia? Guardate com’è ridotto il file…


  11. Alessia ha scritto il 10 dicembre 2009 alle 9:31 am:

    Concordo con Giovanni nel definire demenziale l’articolo di Melloni. Ciò che più irrita e il tentativo, neppure tanto velato, di condizionare il Papa. Evidentemente la scuola di Bologna è alla disperazione.


  12. Lorenzo ha scritto il 10 dicembre 2009 alle 1:03 pm:

    Il Corriere è obbligato verso Melloni per lo scoop contro Pio XII, pubblicato due o tre anni fa sulla base di una nota interpretabile come antisemita emersa da documenti della nunziatura a Parigi.
    Non importa se poi si era rivelato un falso scoop, dove anzi si era dimostrato che la nota era stata scritta dal futuro Giovanni XXIII…!
    Qualunque cosa proveniente da Melloni, che potesse avere una qualche utilità nella lotta contro le gerarchie ecclesiastiche (tranne il Card. Martini), da allora in poi è stata pubblicata.


  13. domenico ha scritto il 10 dicembre 2009 alle 1:31 pm:

    devo dire che l’articolo di melloni, non volendo certo, fa fare ai leghisti una figura eccellente come grandi strateghi politici: la lega sarebbe così lungimirante da volersi inserire e quindi interferire nella questione della successione di tettamanzi! ovviamente la lega non ha questa forza ma melloni così fa credere che ce l’abbia: bel risultato (per i leghisti)!

    a proposito: melloni ha il coraggio di farci i nomi di chi si “è preparato la carriera ricamando furbizie”?


  14. Mazzarino ha scritto il 10 dicembre 2009 alle 2:23 pm:

    Il Card.di Milano cerca di buttarla in politica per ottenere scena ed audience per condizionare la scelta del suo successore che invece stavolta dovrà necessariamente marcare forte discontinuità. Milano grande città sia europea che mediterranea dovrà tornare a proiettare il cattolicesimo romano sull’Europa e smettere di essere, come ora, il “un ventre molle di penetrazione del protestantesimo in Italia”.
    (Andate per alberghi e troverete bibbie protestanti e tv accese con balletti mano nella mano e croce sullo sfondo)
    Occorrerà uno Schusteriano dopo troppi Dossettiani.
    Mazzarino dal sito ALMA PREX


  15. Anonimo ha scritto il 11 dicembre 2009 alle 9:17 am:

    Prega, prega, Mazzarì…


  16. Alessia ha scritto il 11 dicembre 2009 alle 9:33 am:

    La diocesi di Milano è talmente disastrata che ci vorranno decenni per riassestarla. Ancora oggi mi domando quale perverso meccanismo impedì che fosse il grande Biffi a succedere all’altrettanto grande card. Colombo. Invece no, fu scelto Martini e se ne vedono i risultati.


  17. mario ha scritto il 11 dicembre 2009 alle 2:49 pm:

    bravissimi alessia,mazzarino,lorenzo…..sottoscrivo,e anch’io affermo che melloni da molto scrive solo cose improbabili,ma sicuramente sempre anticattoliche,vuole fare il cattolico adulto e non si rende conto delle dabbenaggini che scrive.
    lui sappiamo già com’è,ci perde solo il corriere.


  18. luca25 ha scritto il 11 dicembre 2009 alle 2:56 pm:

    melloni stavolta fà ridere,che sciocchezze scrive !!!!!!!!!!
    sto articoletto è tutto fuori che intelligente,cos’è una barzelletta?
    ma mi avevano detto che melloni insegna all’università !!
    ma questa è uno scherzo uno che insegna non può scrivere queste fantasie.
    è comico.


  19. marco ha scritto il 13 dicembre 2009 alle 2:32 pm:

    l’articolo di melloni è il solito articolo che mescola indebitamente visione politica e visione religiosa.
    è un articolo di nessun pregio,viene da pensare che sia una strategia provocatoria?
    se non è così melloni come spesso negli ultimi tempi si dimostra sempre meno uomo di cultura e sempre più ideologico.


  20. luigi culmone ha scritto il 14 dicembre 2009 alle 8:05 pm:

    il nome giusto ci sarebbe ed e’ quello di monsignor luigi negri …ma dubito che il risultato sara’ questo …sicuramente Papa Ratzinger sapra’ scegliere bene…mi piacerebbe un arcivescovo di cultura giussaniana ma non ciellino ..anzi dovrebbe essere cosi’ giussaniano da dare qualche lezione di Sancta Humilitas agli amici di Cielle che pur essendo nel giusto (per merito del grandissimo Don Luigi Giussani, vero Gigante della Chiesa del XX secolo )talvolta mancano di Carita’ e certe volte di coerenza etica ..le opere non giustificano tutto !!!!!


  21. Gianni ha scritto il 4 marzo 2010 alle 5:08 pm:

    Parlare della Diocesi di Milano come di una diocesi “Disastrata” significa non conoscere la Diocesi di Milano oppure essere in mala fede.
    Un amico romano che in questi mesi è a Milano mi ha detto di essere rimasto colpito negativamente dall’interventismo dell’arcivescovo. Probabilmente non conoscere la Diocesi di Milano i cui vescovi, quando sono dei grandi vescovi, non hanno paura di dire quello che va detto al potere politico. La colpa, se di colpa si tratta, è di Sant’Ambrogio che non esitò a impedire l’ingresso in chiesa dell’imperatore Teodosio solo perché non considerava conforme al vangelo il suo atteggiamento a Tessalonica.