Dopo Boffo, due Scout al potere
6 dicembre 2009 -
Dopo la nomina di Marco Tarquinio alla guida di Avvenire, ieri (sabato 5 dicembre) è stato il turno della nomina del nuovo direttore degli altri due media lasciati vacanti da Dino Boffo a seguito delle dimissioni rassegnate lo scorso settembre: Tv2000 e RadioInBlu, rispettivamente televisione e radio della conferenza episcopale italiana.
Come ampiamente previsto il consiglio di amministrazione della Fondazione Comunicazione e cultura ha nominato Stefano De Martis direttore responsabile delle due testate della Cei, dopo che negli ultimi tre mesi aveva diretto ad interim le stesse in qualità di condirettore responsabile.
Giornalista professionista dal 1989, De Martis ha 48 anni, è sposato e ha due figlie. Dopo la gavetta nei periodici dell’associazionismo cattolico, ha svolto il praticantato a Il Popolo e successivamente è stato cronista parlamentare dell’agenzia Asca, de Il Tempo e de L’informazione. Caporedattore e poi direttore della testata giornalistica di Videomusic, in seguito ha ricoperto l’incarico di caporedattore centrale delle news dell’allora Telemontecarlo, l’attuale La7. Incarico che ha lasciato per partecipare fin dagli inizi al progetto di Sat2000, dapprima come caporedattore, quindi come vicedirettore e infine come condirettore giornalistico e coordinatore dei palinsesti di TV2000 e RadioInBlu.
Ma la caratteristica del curriculum di De Martis che più di altre incuriosisce è che, in passato, anch’egli – come Marco Tarquinio – è stato negli Scout. De Martis, infatti, ha ricoperto ruoli di responsabilità nell’Agesci, l’Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani.
Dopo gli anni di Dino Boffo (è cresciuto nell’Azione Cattolica), dunque, la Cei premia gli Scout. Certo, Tarquinio e De Martis sono stati nominati soprattutto per altri motivi: rappresentano continuità con Dino Boffo e sono due bravi professionisti. Ma il passato negli Scout resta una caratteristica da far notare, soprattutto dopo che per mesi si era parlato della possibilità che alla guida dei media della Cei arrivassero figure con un’appartenenza molto forte ad associazioni e movimenti ecclesiali. Invece no: si ricomincia da due giornalisti che conoscono il mestiere, non troppo esperti di ecclesialese, con un passato molto semplice e low profile, quello appunto degli Scout.
Pubblicato su palazzoapostolico.it domenica 6 dicembre 2009
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