Dai polacchi ai salesiani

Informa oggi il quotidiano Avvenire, citando l’agenzia d’informazione salesiana ANS, che sarà il salesiano don Enrico dal Covolo a predicare gli esercizi spirituali al Papa e alla Curia Romana dal 21 al 27 febbraio 2010.

Don dal Covolo, 59 anni, è postulatore generale della famiglia di don Bosco e professore ordinario di letteratura cristiana antica presso la Pontificia Università salesiana. Membro del Pontificio Comitato di scienze storiche, dal 2002 è consultore della congregazione per la dottrina della fede.

Si tratta del terzo salesiano chiamato a questo incarico: nel 1973 Paolo VI nominò il rettore dell’Università Salesiana don Antonio Javierre Ortas, futuro cardinale, nel 1986 Giovanni Paolo II il rettor maggiore don Egidio Viganò. Benedetto XVI aveva finora chiamato a predicare cardinali (Cé, Biffi, Vanhoye e Arinze). Questa volta, per l’Anno Sacerdotale, si è preferito scegliere un “semplice” prete.

A conti fatti un dato resta significativo e riguarda la quantità di incarichi affidati in questo pontificato a salesiani. Se con Wojtyla predominavano i polacchi, con Ratzinger non spiccano i tedeschi bensì i salesiani (in numero maggiore dei polacchi).

Pubblicato su palazzoapostolico.it martedì 29 dicembre 2009

Il gesuita Lombardi

Fa discutere in Vaticano la nota con la quale il 23 dicembre il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha risposto alle critiche che si sono levate dal mondo ebraico per l’attribuzione delle “virtù eroiche” a Pio XII. Fa discutere per il modo con il quale la stessa nota è stata diffusa: non solo non è stata riportata sul bollettino ufficiale ma anche l’Osservatore Romano l’ha relegata in un colonnino in ultima pagina nel quale Lombardi non compare con la qualifica di direttore della sala stampa ma semplicemente come “il gesuita padre Lombardi”. Perché questa diminutio? Difficile rispondere. Di certo c’è un fatto: Lombardi nella nota spiega che la chiesa non vuole beatificare Pacelli sul piano storico, che resta aperto, bensì additarlo alla venerazione per le sue virtù cristiane. Mentre l’Osservatore ha spesso detto altro: ha promosso un dibattito nel quale, buone carte alla mano, ha voluto sfatare la leggenda storiografica su Pio XII. Tanto che, appena dopo la firma del decreto, è stato lo stesso direttore dell’Osservatore, Gian Maria Vian, ad attribuire a un libro da lui curato e nel quale si rivisitano “le ragioni storiche” della difesa di Pio XII, il cambiamento del clima intorno a Pacelli.

Pubblicato sul Foglio martedì 29 novembre 2009