Tarquinio e il nuovo Bagnasco
nov 25, 2009 BLOG, PALAZZOAPOSTOLICO.IT
Oggi il Foglio non scrive niente a riguardo della nomina di Marco Tarquinio a direttore di Avvenire (la notizia è stata diramata dal cda del quotidiano dei vescovi italiani ieri). Scriviamo solo una breve per dire che Tarquinio è stato nominato e che dalle dimissioni di Boffo alla nomina sono trascorsi ben 82 giorni (ma questa cosa degli 82 giorni non so se c’è entrata perché c’era poco spazio).
82 giorni non sono pochi. Del resto il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della conferenza episcopale italiana, tanto ha dovuto far passare per convincere tutti della decisione presa. O meglio, per far sì che tutti accettassero che dopo le dimissioni di Boffo la scelta del successore spettasse a lui e a lui soltanto.
Bagnasco ha lasciato trascorre i giorni. Ha parlato e visto tanta gente: il Papa, il segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone, il cardinale Camillo Ruini, prelati e vescovi amici e meno amici, direttori di giornali e giornalisti. A tutti faceva capire di aver già deciso in cuor suo chi sarebbe stato nominato ma, insieme, a tutti dimostrava volontà d’ascolto.
Si sa che prima che il Giornale facesse scoppiare il “caso Boffo”, Bagnasco si sentiva quotidianamente con l’ex direttore di Avvenire. E, quindi, indirettamente con Ruini. Poi, dopo le dimissioni di Boffo, i contatti si sono inevitabilmente più diradati. Bagnasco si è trovato più solo. E ne ha approfittato per prendersi quanto Benedetto XVI gli aveva dato nel 2007 nominandolo presidente dei vescovi italiani. Una nomina gravosa vista la lunghissima presidenza Ruini. Una nomina che, inevitabilmente, non avrebbe potuto offuscare (almeno per i primi tempi) il carisma ancora intatto di Ruini. E Bagnasco, intelligentemente, non ha fatto nulla per soverchiare Ruini: appoggiandosi su Boffo molto si è appoggiato su Ruini.
Con la nomina di Tarquinio, Bagnasco dà continuità al giornale. Sceglie un uomo in qualche modo gradito a Ruini (seppure probabilmente questi avrebbe preferito un direttore “coi baffi”, ovvero Domenico delle Foglie). Ma dimostra di averlo scelto da solo. Senza cioè una esplicita richiesta né di Ruini né di qualcuno in Vaticano. E così mostra autonomia. E, oggi più che prima, dice a tutti una cosa: “Il presidente della Cei sono io”.
Leggi il comunicato del cda di Avvenire QUI.




















Loading ...
novembre 25th, 2009 at 8:50 am
Messaggio per PR. Alla seconda riga del quarto paragrafo invece di Ruini non si dovrebbe leggere Bagnasco? O forse un altro nome? Se è una svista Le suggerisco di correggerla per far diventare più comprensibile l’articolo.
Grazie: sempre molto interessante!
novembre 25th, 2009 at 9:04 am
Il nome di Tarquinio è Marco, non Domenico
novembre 25th, 2009 at 10:42 am
Per Lorenzo e Don MO: Grazie. Ho correto gli errori. Ho scritto questo post stanotte ed ero parecchio fuso. P.
novembre 25th, 2009 at 2:22 pm
Credo che il Card. Bagnasco avrebbe dato prova di reale autonomia se avesse deciso per una soluzione in discontinuità, ferma restando la stima che Marco Tarquinio, ottimo giornalista, merita.
novembre 25th, 2009 at 6:02 pm
@Alessia, parole sante…