Il gesto generoso di Benedetto XVI e le novità sul celibato

E’ uscita ieri la Costituzione apostolica vaticana dedicata agli anglicani che intendono entrare nella piena comunione con la chiesa cattolica. Si chiama Anglicanorum coetibus: un testo, firmato da Benedetto XVI il 4 novembre scorso, di circa quattro pagine e corredato da una serie di norme complementari. Come recita il comunicato stampa introduttivo si tratta di “una risposta generosa” del Papa “alla legittima aspirazione di gruppi anglicani”. Quale aspirazione? Quella di tornare nella chiesa cattolica. Un gesto generoso, dunque, che permette alle comunità anglicane di essere riconosciute in ordinariati personali che risponderanno del proprio operato direttamente alle conferenze episcopali. Il ritorno avviene senza che cambi la regola che prevede che siano ammessi al sacerdozio soltanto uomini celibi. Questa regola, infatti, vale anche per i sacerdoti anglicani che decidono di entrare in comunione con Roma: anche loro dovranno essere celibi. Eppure vi sono delle eccezioni. E sono queste che fanno più discutere. Anzitutto quella che permette ai vescovi e ai preti anglicani già sposati di mantenere il proprio status (previa un’ordinazione all’interno della chiesa cattolica). In secondo luogo, quella che permette ai seminaristi coniugati di poter chiedere l’ammissione al sacerdozio. La Santa Sede, come ha spiegato una settimana fa il prefetto della congregazione per la Dottrina della fede, il cardinale William Levada, ritiene questa possibilità meramente ipotetica. Eppure, sul testo, resta come possibilità percorribile. Dice la Costituzione: “L’ordinario – cioè il responsabile delle comunità anglicane tornate sotto Roma – potrà rivolgere al Papa di ammettere caso per caso all’ordine sacro del presbiterato anche uomini coniugati secondo i criteri oggettivi approvati dalla Santa Sede”. E ancora, nel testo vi è una norma a specificare ulteriormente la cosa. Mai prima d’ora nella chiesa cattolica di rito latino era stata concessa tale deroga. E’ un novum di cui soltanto col passare degli eventi si potrà valutare a cosa porterà.

Pubblicato sul Foglio martedì 10 novembre 2009

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4 commenti al post: “Il gesto generoso di Benedetto XVI e le novità sul celibato”

  1. Anonym ha scritto:

    Dalle Norme Complementari :

    “Il clero

    Articolo 6

    § 1. L’Ordinario, per ammettere candidati agli Ordini Sacri deve ottenere il consenso del Consiglio di governo. In considerazione della tradizione ed esperienza ecclesiale anglicana, l’Ordinario può presentare al Santo Padre la richiesta di ammissione di uomini sposati all’ordinazione presbiterale nell’Ordinariato, dopo un processo di discernimento basato su criteri oggettivi e le necessità dell’Ordinariato. Tali criteri oggettivi sono determinati dall’Ordinario, dopo aver consultato la Conferenza Episcopale locale, e debbono essere approvati dalla Santa Sede.

    ” In considerazione della tradizione ed esperienza ecclesiale anglicana” : this is a very big point!


  2. francesco ha scritto:

    Cosa c’è di “generoso” nell’accogliere un fratello che non era in comunione con noi?
    Sia data invece gloria a Dio che ha permesso Lui, nella sua generosità e misericordia, che lentamente venga posto fine allo scandalo della divisione tra i fratelli.
    Lui solo è “Generoso”.


  3. Enrico ha scritto:

    Di generoso c’e’ che avrebbe potuto benissimo picchiare molto piu’ duro.


  4. Pasquale60 ha scritto:

    Ho letto molto in questi giorni sul problema dell’eccezione al celibato per i preti dell’Ordinariato; ma nessuno si è posto il problema se questi ordinandi saranno prima cresimati, visto che il canone 1033 prescrive il sacramento della confermazione prima dell’ordinazione ai fini della stessa liceità dell’ordinazione.
    Poiché ci sono dubbi sulla validità del sacerdozio nell’Anglicanesimo e soltanto i vescovi possono essere all’origine delle cresime (per lo meno per la consacrazione del Sacro Crisma)significa che tutti gli anglicani d’accordo ad entrare degli Ordinariati devono cresimarsi (di nuovo).
    Vorrei tanto che anche Lei, sig. Rodari, si interessi perché ai fini ecumenici anche questo aspetto è molto importante, visto che le Chiese Orientali già ci accusano di prassi eretica per la trascuratezza del sacramento della confermazione. Grazie a chiunque voglia chiarire questo aspetto; fatemi sapere.


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