Si è aperta una diga
9 novembre 2009 -
E’ uscita la costituzione apostolica vaticana dedicata agli anglicani che entrano nella piena comunione con la chiesa cattolica. Si chiama Anglicanorum coetibus.
A un certo punto vi si legge che “l’ordinario – ovvero il responsabile delle comunità anglicane tornate sotto Roma – potrà rivolgere al Romano Pontefice di ammettere caso per caso all’ordine sacro del presbiterato anche uomini coniugati secondi i criteri oggettivi approvati dalla Santa Sede”.
Non solo, dunque, sono ammessi i preti e i vescovi anglicani già sposati. Ma, in futuro, anche i seminaristi sposati potranno fare richiesta d’ammissione agli ordini sacri. A conti fatti, quella che si è aperta, è una diga per secoli rimasta chiusa (almeno nella chiesa cattolica di rito latino).
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Già.
Se sia una diga non so, ma certamente una porta è stata aperta. Una ‘diga’ assume che venga dentro una ‘folla’ di candidati. Forse sì…forse no. Per me, credo di no. In primo perchè non so se siano tanti candidati che aspettino quest’opportunità – alcuni forse, ma tanti…?
Un punto che mi ha colpito è l’articolo 6.2 delle “Norme Complementari…”. cioè quella che parla di “Coloro che erano stati ordinati nella Chiesa Cattolica e in seguito hanno aderito alla Communione Anglicana…” Dice che “non possono essere ammessi all’esercizio del ministero sacro nell’Ordinariato”. Non so quanti sono in quella situazione ma credo che sono parecchi, sia in Inghilterra che negli Stati Uniti. E per questi la porta è ancora chiusa.
Anche a me sembra una grande novità che non ha paralleli nella disciplina latina. Anzi, pur essendo dispensabile, dal celibato non si dà dispensa neanche se lo chiede un vescovo diocesano (e non lo chiedono). Chissà se qualche vescovo cattolico latino, portando considerazioni e motivi fondati, si azzarderà fra un po’ ad emulare i suoi omologhi ex anglicani…?
Certo, una grande novità, ma ancora con molti distiguo.
Se non ho capito male, bisogna esser iscritti a questi Ordinariati, o comunque aver fatto l’iniziazione cristiana all’interno di essi.
E’ però vero che se per analogia con gli Ordinariati militari si è trovato il modo di accogliere gli Anglicani, non è improbabile che si cominci per esempio con il riaccogliere qualche prete sposato … E’ una bella sfida quella di B.XVI, colui che molti ignoranti hanno presentato come l’antesignano dell’integralismo più becero che ci fosse in giro..
Deo gratias! Le esigenze della Chiesa e le chiamate dello Spirito sono più importanti di una legge canonica, anche secolare e veneranda (ma non eterna: nel primo millennio i preti sposati c’erano anche nella Chesa latina, ad esempio a Milano); e quest’ultima norma canonica va applicata con discrezione (la virtù raccomandata da Gregorio Magno ai pastori).
Sarebbe stata più bella una Chiesa ‘uniate’ sui juris tout court… qui -con gli Ordinariati- c’è troppa confusione tra Chiesa latina di matrice anglicana e chiesa latina romana in senso stretto…