B-XVI parla del celibato (ma nessuno se ne accorge)
8 novembre 2009 -
C’è un passaggio nell’omelia del Papa di oggi a Brescia che è stato pronunciato nell’indifferenza generale dei telegiornali e di molte agenzie di stampa. Quello (ne ho scritto ieri sul Foglio) inerente il celibato dei preti.
Un passaggio importante alla luce dell’attesa costituzione apostolica per gli anglicani nella quale – la cosa fa molto discutere in Vaticano – si parlerà del futuro dei preti sposati anglicani che vorranno rientrare sotto Roma. E, soprattutto, del futuro dei seminarsiti sposati di queste stesse comunità anglicane.
Benedetto XVI, cita la “Sacerdotalis caelibatus” di Paolo VI (24 giugno 1967) laddove dice: “Preso da Cristo Gesù fino all’abbandono di tutto se stesso a lui, il sacerdote si configura più perfettamente a Cristo anche nell’amore col quale l’eterno sacerdote ha amato la Chiesa suo corpo, offrendo tutto se stesso per lei… La verginità consacrata dei sacri ministri manifesta infatti l’amore verginale di Cristo per la Chiesa e la verginale e sooprannaturale fecondità di questo connubio”.
“Dedico queste parole del grande Papa – ha detto Benedetto XVI – ai numerosi sacerdoti della diocesi di Brescia, qui ben rappresentati, come pure ai giovani che si stanno formando nel seminario. E vorrei ricordare anche quelle che Paolo VI rivolse agli alunni del Seminario Lombardo il 7 dicembre 1968, mentre le difficoltà del post-Concilio si sommavano con i fermenti del mondo giovanile: “Tanti – disse – si aspettano dal Papa gesti clamorosi, interventi energici e decisivi. Il Papa non ritiene di dover seguire altra linea che non sia quella della confidenza in Gesù Cristo, a cui preme la sua Chiesa più che non a chiunque altro. Sarà Lui a sedare la tempesta… Non si tratta di un’attesa sterile o inerte: bensì di attesa vigile nella preghiera. È questa la condizione che Gesù ha scelto per noi, affinché Egli possa operare in pienezza. Anche il Papa ha bisogno di essere aiutato con la preghiera” (Insegnamenti VI, [1968], 1189).
L’ultima stesura della costituzione apostolica – quella finale – dovrebbe essere oramai ultimata. In settimana dovrebbe uscire. E spiegare, finalmente, cosa ne sarà del celibato. O meglio, cosa ne sarà dei seminaristi sposati che chiedono di essere ordinati negli ordinariati personali formati dagli anglicani convertiti al cattolicesimo. Un tema spinoso per una chiesa, quella cattolica, che per consuetudine non ammette deroghe al celibato sacerdotale.
LASCIA UN COMMENTO... SEGNALA...










Quindi, questa settimana probabile uscita della Constituzione Apostolica…
Sono attendibili le voce que parlano dell Cardinale Pell come succesore di Re nella Congregazione per i Vescovi?
Caro Dottor Rodari,
lei scrive al termine del suo articolo ” convertiti al cattolicesimo”.Grazie!Questa è la vera notizia!Le altre sono “purissimi accidenti”. Capisco che dal punto di vista giornalitico possa fruttare di più la questione del celibato, ma la vera notizia è che costoro aderendo alla dottrina del Catechismo della Chiesa Cattolica , fanno quella che un tempo si sarebbe chiamata abiura…Dunque bene ha fatto a scrivere “convertiti al Cattolicesimo”…Newman ne sarebbe contento. Grazie e complimenti per il suo servizio . Don Giuseppe
Per Francesco: penso che per il nome del successoe di Re sia presto
Per don Giuseppe: grazie e mille
Io spero che i Coetus Anglicani abbiano diritto al (basso) clero uxorato, a tempo indeterminato… (ma cum grano salis, of course… e soprattutto spiegando bene che si tratterebbe di una eccezione all’interno della Chiesa latina, che confermerebbe la regola del celibato dei presbiteri, per essa tradizionale.)
Il mio auspicio è che si ammettano gli anglicani attualmente sposati, o – nel solo caso dei seminaristi – con un progetto di matrimonio ormai in dirittura di arrivo.
Dopodichè, dall’entrata in vigore della Costituzione, chi entra in seminario assume l’impegno del celibato.
bravo paolo un bell’articolo,giustissimo il riferimento alla oconversione al cattolicesimo.