Diventa un giallo il complicato parto del testo papale sugli anglicani
29 ottobre 2009 -
Per capire fino in fondo come si struttura l’apertura del Papa agli anglicani, occorre aspettare il testo della Costituzione apostolica annunciata dal prefetto della congregazione per la Dottrina della fede, il cardinale William Levada. Occorre aspettare ancora qualche giorno – dunque – affinché una spinosa questione, molto dibattuta in questi giorni oltre il Tevere, venga sciolta: la questione dei preti sposati. Già, perché un conto è ordinare tutti i sacerdoti anglicani, compresi quelli oggi sposati. Un conto è in futuro ordinare altri sacerdoti anglicani sposati che intendono passare al cattolicesimo. Un altro è permettere che questa eccezione diventi per i seminaristi anglicani delle comunità convertite al cattolicesimo una prassi. Se così fosse ai sacerdoti delle comunità anglicane tornate sotto Roma, dunque a dei sacerdoti a tutti gli effetti di rito latino, verrebbe permessa una cosa fino a oggi in teoria possibile ma per prassi non ammessa.
Gli uomini vicini a Benedetto XVI stanno lavorando alacremente per chiarire la cosa. E, insieme, per far uscire il testo definitivo della Costituzione apostolica in tempi accettabili. Più si aspetta, infatti, più il tutto rischia di diventare un giallo dai contorni foschi. Al Papa, tra l’altro, pare non sia del tutto piaciuta l’idea di annunciare la Costituzione apostolica senza avere ancora tra le mani un testo definitivo, ma così Levada ha preferito fare (visto anche che in Gran Bretagna il primate della chiesa cattolica d’Inghilterra e del Galles, Vincent G. Nichols, e Rowan Williams, primate della chiesa anglicana, avevano da tempo annunciato una conferenza stampa in merito).
La palla, ovvero la bozza del testo in inglese che ancora deve essere completata e tradotta in altre lingue, è oggi nelle mani del pontificio consiglio per i Testi legislativi guidato dall’arcivescovo Francesco Coccopalmerio. Infatti, è da un punto di vista giuridico che si stanno cercando le parole giuste. Quelle che spiegano – così pare debbano andare le cose – che per i candidati al sacerdozio all’interno delle comunità anglicane che hanno deciso di fare ritorno nella chiesa cattolica vale la condizione del celibato richiesta ai candidati della chiesa cattolica di rito latino.
Coccopalmerio ha ricevuto il testo dal sostituto della segreteria di stato vaticana, l’arcivescovo Fernando Filoni. Questi l’ha ricevuto dalla Dottrina della fede, la quale vi ha lavorato per parecchi mesi. Troppi – dicono alcuni – tanto che c’è chi, oltre il Tevere, arriva addirittura a rimpiangere l’efficienza dei tempi antichi, quella del duo Ratzinger-Bertone. Ma questa è un’altra storia. E poi, si sa, gli uomini che lavorano alla Dottrina della fede restano comunque tra i migliori del parterre vaticano.
Dunque, una grande attesa. Un’attesa d’un testo che vuole essere anche una prova schiacciante d’un certo modo d’intendere l’ecumenismo. Un ecumenismo non tanto ratzingeriano quanto cattolico tout court: l’ecumenismo, insomma, che non cede alla verità.
Della cosa, ovvero della novità ecumenica verso gli anglicani del Papa, ne ha parlato ieri anche l’Osservatore Romano rispondendo a un articolo molto critico verso il Pontefice del teologo svizzero Hans Küng. Il Papa, secondo Küng, con le sue ultime decisioni (dai lefebvriani agli anglicani “più tradizionalisti”) intenderebbe semplicemente “restaurare l’impero romano”, ovvero mantenere “il centralismo medievale romano”. Per il giornale del Papa, invece, il gesto di Ratzinger è “volto a ricostituire l’unità voluta da Cristo e riconosce il lungo e faticoso cammino ecumenico compiuto in questo senso”.
Pubblicato sul Foglio giovedì 29 ottobre 2009
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Credo che in fondo al questione di sacerdoti anglicani sposati c’e un altro: quello di sacerdoti che hanno lasciato lo stato clericale e si sono sposati negli ultimi 40+ anni – sia per propria laicisazione concessa dal Vaticano che non… Penso di gruppi come “Rent-a-Priest” qui negli Stati Uniti.
Sara’ difficile fare distinzioni tra le due – al meno nei menti di quest’ultimi. Diranno che se e permesso per loro (gli Anglicani…), perche non e permesso anche per noi…? L’espressione inglese “sauce for the goose is sauce for the gander” sara la ragione a base di questo. E’ questa paura, mi pare, che c’entra anche nella questione di come costruire il testo della Costituzione. Siamo in attesa…
Caro Paolo, sono attendibili le voce che parlano del Cardinale Pell a Roma come Prefetto della Congregazione per i Vescovi in sustituzione del Cardinale Re?
Grazie!