Turkson a Roma per lavorare vicino a Ratzinger (e per studiare da Papa?)
ott 27, 2009 PALAZZOAPOSTOLICO.IT
Sabato scorso Benedetto XVI ha accolto la rinuncia presentata per raggiunti limiti d’età dal cardinale Renato Raffaele Martino all’incarico di presidente del pontificio consiglio della Giustizia e della Pace e ha chiamato a succedergli nel medesimo incarico il cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, finora arcivescovo di Cape Coast (Ghana).
Di Turkosn ne avevo parlato sabato 10 ottobre sul Foglio così:
Un Papa nero? “Why not?”, ha detto il 61enne cardinale ghanese Peter Kodwo Appiah Turkson, arcivescovo di Cape Coast (Ghana) durante la conferenza stampa che ha aperto i lavori del sinodo dei vescovi dedicato all’Africa. A chi pensava Turkson quando ha pronunciato il suo “why not?”, è difficile dirlo. Probabilmente a nessuno in particolare. O forse, chissà, pensava a se stesso: l’ha ipotizzato, tra le righe, John Allen sul National Catholic Reporter laddove ha scritto che Turkson è destinato a divenire “an ecclesiastical star”. Una star della chiesa, insomma. Uno che nella storia della chiesa lascerà il segno. Del resto, i numeri pare averli: è giovane (in conclave, a volte, la cosa giova, soprattutto se il pontificato appena conclusosi è stato breve). Parla inglese, francese, italiano e tedesco. Conosce l’ebraico, il greco classico e il latino. In Africa è molto amato. E poi ha dimostrato di saper gestire le diatribe tra musulmani e pentecostali senza rinunciare all’annuncio integrale del vangelo. Infatti, la sua idea di dialogo interreligioso si avvicina molto a quel dialogo tra culture (meno teologia e più confronto sulle questioni pratiche) di ratzingeriana memoria. E pare che Benedetto XVI conosca bene queste sue doti, se è vero che, oltre ad averlo nominato relatore generale del Sinodo, da tempo cerca di portarlo, per ora senza successo, in curia romana: Turkson predilige la sua Africa e il suo Ghana. Per ora. In futuro, chissà.
Sabato scorso è stato Benedetto XVI, durante il pranzo di fine Sinodo consumatosi nel corridoio appena fuori l’Aula Nervi, a parlare di Turkson in questi termini:
“Posso qui comunicare che ho deciso di nominare il cardinale Turkson nuovo presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, successore del cardinale Martino. Grazie, Eminenza, per aver accettato; siamo contenti di averla fra poco tra noi”.
Turkson arriva a Roma per ricoprire un incarico importante. Un incarico che, senz’altro, è destinato a farlo emergere in vista del prossimo conclave (che tutti, compreso chi scrive, ritiene sarà tra parecchi anni, visto il perfetto stato di forma di Benedetto XVI). E poi c’è quella profezia di Malachia che parla di Papa “Pietro il Romano”. Pietro come Turkson. Tra l’altro, prima di questa, vi sarebbe un’altra profezia, andata poi perduta, che parla di un Papa “caput nigrum”. Un Papa nero: Turkson, dunque, metterebbe assieme entrambe le profezie. Così scrissi sempre sabato 10 ottobre sul Foglio:
L’elezione di un Papa nero al timone della chiesa non sarebbe un unicum (almeno così tramanda la tradizione). Gelasio I, infatti, Papa parecchi secoli fa, dal 492 al 496, era sì “romanus natus”, come egli stesso dichiarava in una lettera all’imperatore Anastasio (Epistola XII, numero 1). Ma, secondo il Liber Pontificalis, era “natione afer”. E per questo, a volte, viene indicato come nativo d’Africa, precisamente della Cabilià (Algeria), regione dove la popolazione indigena, i berberi, è di pelle bianca. La chiesa, comunque, tramanda egli fosse un’eccezione rispetto ai suoi compaesani: avesse cioè la pelle scura come il carbone.
E poi, Gelasio I a parte, c’è quella profezia (l’unica andata perduta) di Malachia che parla di un “caput nigrum” per la chiesa cattolica. La profezia di Malachia sui Papi è cosa nota: un elenco di 112 brevi frasi in latino che pretendono di descrivere tutti i Pontefici della chiesa cattolica romana a partire da Celestino II (eletto nel 1143), fino ad arrivare ad un Papa ancora di là da venire, descritto nella profezia come “Pietro il Romano”, il cui pontificato finirà con la distruzione di Roma e con il giudizio universale. Stando all’elenco di Malachia l’ultimo Papa dovrebbe arrivare dopo quello denominato “de gloria olivae”, un Pontefice, quest’ultimo, che seguendo la cronologia delle 112 frasi in latino dovrebbe essere Benedetto XVI. Ma c’è, appunto, una profezia perduta (dunque tra la 111 e l’ultima, che diverrebbe la 113), ed è quella che vuole che tra il “de gloria olivae” (Benedetto XVI) e l’ultimo Papa, ve ne sia un penultimo: un “caput nigrum” dice la frase, appunto un guida della chiesa, un Papa, dalla pelle scura.
Ecco per intero l’articolo scritto per il Foglio sabato 10 ottobre: “Il papabile nero. Da Malachia al “why not” del cardinale Turkson. Ogni pontificato ha i suoi candidati di colore, anche il regno di Ratzinger”.




















Loading ...
ottobre 27th, 2009 at 10:22 am
Paolo, ti prego: i migliori auguri a Turkson. Ma Malachia no!
ottobre 27th, 2009 at 3:29 pm
Caro Paolo,
la storia del “caput nigrum” è una fandonia inventata dalla sedicente storica Schmeig Maria Olaf. Non si evince da nessuna parte che vi fosse un tale nome nella lista! D’altronde la stessa Schmeig ha pubblicato un romanzo assurdo e funzionale al suo volume su Malachia…
http://www.bol.it/libri/La-vigilia-dell-eternita/Schmeig-Maria-Olaf/ea978888112213/
Oltretutto anche la storia di Nostradamus che avrebbe predetto l’elezione di un “papa nero” è farlocca.
Non c’è quartina o sestina in cui si affermi una cosa simile.
Un caro saluto
Francesco
ottobre 27th, 2009 at 3:47 pm
Forse è vero: per rendere papabile un africano occorre farlo passare per un’esperienza romana importante.
In tal senso, il lavoro in Curia serve, serve anche proprio per “imparare Roma”.
Diversamente, io sono sempre dell’idea che un bravo pastore debba stare in diocesi, in prima linea, ove davvero c’è bisogno.
ottobre 27th, 2009 at 4:42 pm
Mi scusi, ma se la profezia tra la 111 e l’ultima è perduta, come fa Lei a conoscerla?
Qual’è la Sua fonte?
ottobre 27th, 2009 at 5:54 pm
Pe Francesco: vabbé, pure malachia è fandonia. siamo nella fantascienza (con brio)
Per Lorenzo: le fonti non si dicono mai
ottobre 28th, 2009 at 1:18 pm
non ho capito…
Ma tu credi davvero a ’sta storia di Malachia??
ottobre 28th, 2009 at 12:38 pm
Per don Marco: io no
ottobre 29th, 2009 at 9:53 pm
Perché nessuno ha fatto presente al Cardinale Tukson, che anche il Latino America: continente molto più cattolico e da più tempo dell’Africa attende un Papa?
ottobre 30th, 2009 at 1:46 pm
Molto bello l’articolo, complimenti Paolo.
Una domanda per lei Paolo, la Costituzione Pastor Bonus il Presidente del Pontificio Consiglio Giutizia e Pace deve anche essere Presidente del Pontificio Consiglio Cor Unum.
L’attuale Presidente del Cor Unum è il Card. Paul Cordes e ha 75 anni; lei prospetta che a breve il Papa accetti le sue dimissioni e affidi il Cor Unum al Card. Turkson?