La crociata degli avvocati di Obama per salvare la croce di Sunrise Rock
29 settembre 2009 -
Fu nel 1934 nel deserto di Mojave, all’interno d’un parco nazionale a sud-est della California – Mojave National Preserve – che alcuni membri della Veterans of Foreign Wars (Vfw), un’associazione privata di ex combattenti, onorarono i veterani della Prima guerra mondiale salendo in cima alla Sunrise Rock. Qui posero un’enorme croce cristiana: per non dimenticare i giorni del combattimento e, insieme, ringraziare Dio d’avercela fatta, d’essere tornati in patria con salva la pelle. Poi, negli anni a venire, altri gruppi di veterani salirono sulla Sunrise Rock, anch’essi per ricordare e, nel 1998, per rinverdire i fasti della cerimonia del 1934 ponendo un’altra croce al posto della prima oramai logora e arrugginita dal tempo. E’ questa croce, il segno che la sua presenza indica, che sarà tra pochi giorni al centro d’una controversia che fa discutere l’America. Un contenzioso che, il prossimo sette ottobre, vedrà presentarsi davanti alla Corte suprema degli Stati Uniti coloro che ritengono la presenza della croce incostituzionale e chi, invece, la ritiene legittima ai sensi della Costituzione.
Da una parte, dunque, ci sarà un certo Frank Buono: anziano soprintendente del parco nazionale, cattolico praticante, ha chiesto che la croce venga rimossa perché, a suo dire, lede il primo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, quello dedicato alla libertà di religione, di stampa e di parola. Secondo il cattolico mister Buono, poiché la croce è stata posta in un luogo pubblico, la sua presenza offende gli appartenenti ad altri credo i quali, tra l’altro, non hanno potuto in passato porre i simboli della propria fede nella Mojave National Preserve – in realtà, più che la richiesta d’altri credenti, mesi fa fu un singolo cittadino dello Utah a chiedere al parco, senza successo, la possibilità d’erigere un memoriale buddista.
Dunque, mister Buono: un cattolico zelante in particolar modo verso i credenti di altre fedi. E, dall’altra parte della barricata, ovvero in difesa della croce e della legittimità della sua presenza nel parco, il governo: ovvero, gli avvocati del segretario agli Interni Usa Ken Salazar. Questi rigettano la tesi di Buono portando due motivazioni, una tecnica l’altra di carattere politico. Tecnicamente – è la prima parte della difesa che gli avvocati di Salazar presenteranno il sette ottobre davanti alla Corte suprema – sostengono che il territorio sul quale è stata posta la croce non è di proprietà degli Stati Uniti perché, tempo addietro, sarebbe stato ceduto alla Veterans of Foreign Wars (Vfw). In secondo luogo, ed è la parte della difesa più politica e che maggiormente fa discutere, gli avvocati dicono che la tesi di Buono è una “ideological objection”. Un’obiezione ideologica, dicono gli avvocati del governo Obama, perché a loro dire chi adisce la Corte, e cioè Buono, non patisce nessun danno dall’esposizione della croce. Infatti, il suo credo dichiaratamente cattolico lo pone nella situazione di non poter sostenere di sentirsi offeso da quello che è il simbolo della propria fede. Inoltre, egli non può sostenere che i credenti di altre fedi subiscano un’offesa. Se così fosse, infatti, si sarebbero presentati loro davanti alla Corte e non lui in vece loro: una posizione, appunto, ideologica.
Comunque vada a finire, la sentenza sul caso Salazar-Buono avrà conseguenze importanti. Se, infatti, vincerà Buono, le autorità pubbliche potrebbero trovarsi di fronte a richieste di rimozione di simboli religiosi precedentemente posti sul suolo pubblico. Se, al contrario, avrà la meglio Salazar, potrebbe verificarsi la situazione opposta: tutte le religioni avranno la possibilità di porre un proprio simbolo nei territori di proprietà governativa.
Infine, un’annotazione a riguardo del nuovo membro della Corte suprema nominato da Obama, ovvero Sonia Sotomayor. C’è attesa per la posizione che la Sotomayor deciderà di tenere. All’interno della Corte, infatti, il giudice che la Sotomayor, per volere di Obama, è andata a sostituire, ovvero David Souter, era convinto sostenitore d’una netta separazione tra stato e chiesa. Fu Souter, infatti, a mantenersi quasi costantemente su posizioni progressiste, smentendo le aspettative di conservatorismo derivanti dal fatto che era stato nominato da un presidente repubblicano, George W. Bush. Come si comporterà la Sotomayor è difficile dirlo. Se dovesse dichiararsi favorevole al mantenimento della croce in cima alla Sunrise Rock, mostrerebbe una certa volontà d’indipendenza, come fece appunto Souter.
LASCIA UN COMMENTO... SEGNALA...



Segnala questa pagina su: