Il “caso Boffo” è una battaglia intra ecclesiale ancora aperta. L’affondo di Magister sul Foglio e un utile pro memoria

Il “caso Boffo” ha sollevato un mondo sommerso in parte sconosciuto ai più. Un mondo di dissidi intra ecclesiali che ancora sono lontani dall’essere risolti. E oggi è sul Foglio che si consuma l’ultimo atto d’una battaglia aspra e che in futuro avrà ancora tanti capitoli. Nicoletta Tiliacos, infatti, intervista il vaticanista dell’Espresso Sandro Magister, “ruiniano di ferro che non fa mistero d’esserlo”, che critica apertamente la nuova linea del “compromesso” sui temi scottanti l’agenda politica italiana e internazionale (temi etici soprattutto) portata avanti dalla segreteria di Stato vaticana e dalla sua “voce”, l’Osservatore Romano. E, insieme, Magister critica la linea “bassa”, “un minimo comune denominatore che non sfiorasse i temi più dibattuti” portata avanti dal cardinale Angelo Bagnasco all’interno della prolusione che ha aperto il consiglio permanente della Cei. A farne le spese, a detta di Magister, il ruinismo: la linea che ha avuto il culmine col referendum sulla procreazione assistita e che ha avuto nel cardinale Camillo Ruini il suo principale esponente, la linea del “è meglio dire le cose come stanno piuttosto che non dire nulla”.

L’intervento di Magister sul Foglio è pesante e risuonerà oltre il Tevere per parecchio tempo. Ma prima, nei giorni scorsi, c’erano stati altri interventi, tutti pepati, e che hanno avuto come protagonisti lo stesso Magister da una parte e dall’altra il direttore dell’Osservatore Romano Gian Maria Vian.

Ecco qua un promemoria, utile per capire i contenuti d’una battaglia fino a poche settimane fa semplicemente sotterranea. Oggi, invece, esplicita, nero su bianco.

Un’anticipazione del j’accuse di Magister oggi sul Foglio (su carta la versione completa)

Ultime sul “caso Boffo” e Il Giornale. Un retroscena

Quella falsa congiura laicista per coprire la verità sul caso Boffo

“La questione non finisce qui”. Sul caso Boffo e sul suo successore

Vian: rivendico di non aver scritto sulle vicende private del Cavaliere

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5 commenti al post: “Il “caso Boffo” è una battaglia intra ecclesiale ancora aperta. L’affondo di Magister sul Foglio e un utile pro memoria”

  1. Ros ha scritto:

    Voi divertitevi pure a descrivere gli intrighi politico-vaticani, ma qui fuori c’è gente talmente schifata che sta perdendo la fede.
    Siccome mi piace ancora credere che un vescovo vorrebbe fare il vescovo invece del suggeritore politico, perchè non riempiamo di calci nel culo i politici cattolici perchè facciano immediatamente quello che devono fare, senza aspettare il compitino?
    La gente cattolica non vuole vedere la Chiesa pappa e ciccia con questa gente troppo spesso vomitevole.


  2. Paolo Rodari ha scritto:

    Per Ros: condivido il tuo sfogo. E sno d’accordo col fatto che fuori la gente è schifata. Ma la Chiesa è anche intrigo e schifo. E’ un insieme di uomini con idee diverse e gli scontri fano parte della vita.


  3. massimo ha scritto:

    carissimo ros,ti comprendo,spesso ho cercato di capire,ma invano il mistero di Giuda,dei rineggamenti,della libertà.
    ma non riesco,ora cerco di accettare,con la fede,forse poi il percorso per capire il mistero di Giuda comincia ad aprirsi nella storia attraverso la conoscenza e la ragione.ciao.mas.


  4. PaoloD ha scritto:

    Tutti questi vescovi (tranne eccezioni)hanno perso ogni credibilità: che siano pro-RUINI, o pro-BAGNASCO, pro-ProgettoCulturale od altro,non UBBIDISCONO a PAPA BENEDETTO XVI!!!

    A due anni e mezzo dal Motu Proprio Summorum Pontificum sono tutti uniti per non introdurre ed ostacolare la Santa Messa di Sempre in Latino. Trovano ogni mezzo per bloccare i fedeli legati alla tradizione bimillenaria della Chiesa Cattolica per avere nella propria parrocchia la forma straordinaria, insieme alla forma ordinaria dell’unico Rito Romano.

    Hanno perso il timore di Dio, ostacolano ed intimoriscono pure i seminaristi ed i sacerdoti che desiderano celebrare il rito antico della Messa.

    Cosa vuoi che ce n’importa di un RUINI o di un BAGNASCO che vinca una fazione od un’altra. Verrà un giorno che dovranno dare conto a Dio delle loro misfatte, ho il timore che putroppo è gente che pratica, ma che ha poca od ha addirituro perso la loro fede.

    Il problema è dottrinale, rifiutano il moto proprio perchè sono già protestanti.


  5. Ema - CR ha scritto:

    Il primate d’Italia è il Papa, non è Ruini e nemmeno Bagnasco.


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