Coincidenze e fuori programma: Papa Ratzinger decolla per Praga sulla pista dove atterra Silvio Berlusconi
26 settembre 2009 -
La partenza di Benedetto XVI per la Repubblica ceca è prevista per questa mattina alle nove e venti dall’aeroporto di Ciampino. Un orario che potrebbe permettere un fuori programma fino a pochi giorni fa improbabile. Ovvero, un saluto veloce di Silvio Berlusconi, di ritorno proprio in quelle ore dal G20 di Pittsburgh, al Papa sulla pista dello scalo. La cosa è stata valutata come possibile dagli staff dei due (a molto è servito il lavoro di Gianni Letta dal giorno della visita di Ratzinger a Viterbo in poi), ma se effettivamente andrà in porto dipenderà dalle coincidenze. E cioè dal fatto che il premier riesca a lasciare o no la città statunitense in tempo per arrivare a Roma prima che il Papa decolli. Il tempo d’un saluto non permetterà ai due chissà quali ragionamenti. Eppure, la foto-notizia vale più di mille parole, soprattutto dopo le ultime vicende: il “caso Boffo” provocato dal Giornale, il rimbalzare sui media della “vicenda Escort” e, non ultimi, i dissidi (reali o presunti) del Vaticano verso il governo sulla questione immigrazione. I saluti di un presidente del Consiglio al Pontefice quando parte per viaggi internazionali non sono uno strappo alla regola – sono un atto di referenza sempre apprezzato oltre il Tevere – ma la cosa, vista l’attualità, potrebbe essere ritenuta una forzatura. Anche se, orario d’arrivo del premier alla mano, non fermarsi ad aspettare il Papa per un saluto prima del suo decollo potrebbe, al contrario, sembrare una scortesia.
Berlusconi a parte, il viaggio di Benedetto XVI nella Repubblica ceca (terzo viaggio internazionale del 2009) segue un itinerario che non ammette fuori programma. Uno, per dirla tutta, ci sarebbe potuto anche essere: l’arrivo a Praga del patriarca ortodosso di Mosca Kirill per uno storico incontro col capo della Chiesa cattolica. Né il Vaticano né Mosca hanno lavorato più di tanto alla cosa. Ma quando Ratzinger ha accettato mesi fa l’invito del presidente ceco Vaclac Klaus, l’auspicio che Praga potesse divenire il famoso campo neutro in cui incontrare il patriarca c’era tutto. Tra l’altro, l’auspicio non era campato per aria: oggi i rapporti tra le due chiese sono buoni, complice la volontà di ambo le parti di fare scudo contro la deriva secolarista del vecchio continente.
La secolarizzazione è parola centrale
La secolarizzazione è parola centrale nel viaggio di Ratzinger al cuore della Mitteleuropa. Perché la Repubblica ceca, come e più di altri, è paese che dopo il crollo del muro di Berlino ha dovuto fare i conti con una significativa assenza di fede. Un ateismo diffusosi già da prima, dagli anni post Seconda guerra mondiale quando il nocciolo duro dei cattolici, migliaia di cittadini d’origine tedesca, venne allontanato dai confini. Dietro di loro, un vuoto acuitosi dal 1989 in poi. Ratzinger cerca in ogni modo di contrastare questo processo oramai presente in tutta Europa, seppure non sia facile. Già Giovanni Paolo II aveva lavorato in questo senso: 19 anni fa – era il 1990 – scelse proprio l’allora Repubblica federativa ceca (ex Cecoslovacchia) quale meta del suo primo viaggio in un paese dell’est. Ma anche per Benedetto XVI la visita a Praga non è una prima volta. Nel ’92, infatti, quando era prefetto dell’ex Sant’Uffizio, si recò a Praga per un seminario sul catechismo, nel corso del quale tenne una relazione sul tema “Che Dio sia tutto in tutti: la fede cristiana nella vita eterna”.Oggi, ad attenderlo, c’è una chiesa ridotta ai minimi termini e guidata dal 77enne cardinale Miloslav Vlk. Per lui è l’ultima fatica prima della pensione. Presto il Papa dovrà scegliere un successore. Si parla di vescovo di Litomerice, Jan Baxant, o del vescovo di Hradec Kralove, Dominik Duka.
Pubblicato sul Foglio sabato 26 settembre 2009
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Ciao.
infatti…ormai la chiesa cattolica ed il papa di roma sono sinonimo di parte politica, tutti orientati a destra. Nei prossimi mesi ne vedremo delle belle. Nelle parrocchie la gerarchia dei vescovi è ormai vista tutta tesa al potere. La frequenza alla messa in questi 2 anni è calata di 5 punti…Chi è causa del suo mal pianga se stesso! Mai più vescovi e papi politicizzati
x marco
i preti politizzati invece vanno benissimo!
e ne abbiamo visti di molto attivi ultimamente…
x marco
scusa i dati sulla frequenza della messa dove li trovo? grazie