Oggi Ruini incontra la stampa cattolica che va in piazza con Repubblica

L’incontro è previsto per questa mattina in via Aurelia, sede della conferenza episcopale italiana. Il cardinale Camillo Ruini, presidente del comitato per il progetto culturale della Cei, e il sociologo Sergio Belardinelli, offrono ai direttori delle principali riviste cattoliche italiane un’entrée di quel rapporto-proposta sull’educazione che lo stesso Ruini, assieme a Mariastella Gelmini e a Emma Marcegaglia, presenterà ufficialmente martedì prossimo in via di Villa Sacchetti a Roma. Scopo dell’incontro non è soltanto quello di sensibilizzare la stampa cattolica sulla prima indagine pluridisciplinare promossa dal nuovo comitato guidato da Ruini, ma è anche quello di serrare le fila del mondo giornalistico cattolico, quella galassia che ha vissuto la forzata uscita di scena del direttore di Avvenire Dino Boffo come un’aggressione a un certo modo di intendere la propria professione. Certo, la convocazione è partita prima che il caso Boffo scoppiasse, ma è evidente che è anche alla luce di quanto accaduto nelle ultime settimane che le parole di Ruini di questa mattina assumono un significato particolare. E a maggior ragione per quanto andrà in scena dopo domani. Alla manifestazione di sabato indetta in piazza del Popolo dalla Federazione della Stampa (e sponsorizzata in primis da Repubblica) per la libertà d’informazione, infatti, ci sarà gran parte della stampa cattolica. Una discesa in piazza da annotare perché dimostra la volontà di fare quadrato e di rispondere colpo su colpo a quell’uso della carta stampata che ieri Avvenire diceva di non poter non guardare senza “un crescendo di apprensione”. Beninteso, Ruini e la dirigenza della Cei non c’entrano direttamente con la decisione dei media cattolici di partecipare alla manifestazione della Fnsi, ma certamente l’adesione nell’ordine del cdr di Avvenire, di Famiglia Cristiana, dell’Unione cattolica stampa italiana (Ucsi) – 1200 soci appartenenti a tutte le testate cattoliche del paese –, di parte della redazione di Sat2000 e di tanti altri media (non aderisce, invece, la rivista Tempi vicina a Cl), non è insignificante per la dirigenza dei vescovi italiani.
Al Foglio è il vice direttore responsabile ad interim Marco Tarquinio a parlare. Ieri il suo giornale in un’editoriale a firma Marina Corradi, ha definito le accuse del Giornale di Feltri a Boffo e poi a Fini come “squadrismo mediatico” e, insieme, ha spiegato che “la manifestazione di sabato prossimo non è un appuntamento retorico, né formale”. “Avvenire – dice Tarquinio riprendendo le tesi del suo primo editoriale del 5 settembre – suona la sua musica. Siamo seriamente preoccupati non tanto per la mancanza di libertà di stampa ma per l’assenza d’una stampa responsabile. La libertà senza responsabilità non ha senso, e l’esercizio irresponsabile della libertà diventa inesorabilmente una maledizione per ogni comunità civile”.
Avvenire ha ieri ripreso con evidenza il richiamo che due giorni fa Gianni Letta ha fatto, nella sede dell’ambasciata italiana presso la Santa Sede, a un giornalismo che si è augurato segua sempre più la sua “splendida missione al servizio della verità, della democrazia, del progresso e del bene pubblico”. Parole, quelle di Letta, che potrebbero in qualche modo essere riprese nell’attesissima prolusione che lunedì il presidente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco, terrà davanti ai trenta presuli che compongono il consiglio permanente (in sostanza il direttivo) dei vescovi italiani. Certo, all’ordine del giorno ci sono tante problematiche – soltanto oggi la Cei renderà noti i temi in agenda – ma è scontato che il “caso Dino Boffo”, le soluzioni dell’immediato presente e del futuro al riguardo, e più in generale una riflessione sui media cattolici, non mancheranno nelle discussioni dei trenta. Dalla prolusione e dai lavori successivi, qualcosa del futuro della Chiesa in Italia si potrà dire. Importante, in questo senso, sarà anche la scelta del nuovo direttore responsabile di Avvenire. Sul piatto varie ipotesi. Alcune gradite in Cei, altre maggiormnete in Vaticano. Di certo si sa che sia Bagnasco che il segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone desiderano una soluzione il più possibile condivisa. L’intento è non arrivare al medesimo stallo che divise le due parti in occasione della scelta del successore di Ruini alla guida della Cei. E in queste ore si sta lavorando per questo. C’è la volontà di non dare spago a divisioni inutili. E in questo senso, sottolineano oltre Tevere, vanno lette le parole che Bertone ha pronunciato nell’omelia tenuta l’altro ieri nell’ambito del convegno per i vescovi ordinati negli ultimi dodici mesi e organizzato dalla congregazione per i vescovi: fedeltà, prudenza e bontà sono le tre caratteristiche del servizio episcopale.

Pubblicato sul Foglio giovedì 17 settembre 2009


LASCIA UN COMMENTO... SEGNALA...
  1. massimo ha scritto il 17 settembre 2009 alle 11:50 pm:

    DIO SALVI I CATTOLICI DALL’ABBRACCIO MORTALE,IPOCRITA E FARISAICO DI REPUBBLICA.


  2. Sic et simpliciter ha scritto il 18 settembre 2009 alle 12:01 pm:

    Sono stupito e un po’ disorientato dall’adesione massiccia della stampa cattolica alla manifestazione del 3 ottobre. Che c’entrano Avvenire, Famiglia Cristina e l’UCSI con Dario Fo, i farisei di Repubblica e tutto il codazzo della solita stampa “de sinistra” e anticlericale? Se è per tenere il punto sulla difesa di Boffo mi sembra una tattica sbagliata, anche perché Boffo era difendibile ma non troppo. Non credo che la stampa cattolica debba temere di differenziarsi dagli altri, specie in tempi di barbarie mediatica come questi!


  3. Francesco73 ha scritto il 18 settembre 2009 alle 12:57 pm:

    In condizioni normali eviterei pure io di accodare l’Ucsi a Concita De Gregorio.
    Ma forse è anche utile che in tale momento arrivi un segnale forte e chiaro a chi ha orecchie per intendere.
    Il caso Boffo ha creato una frattura tra universo berlusconiano e mondo cattolico organizzato. Ancora non è visibile, ma c’è.
    Ho molta fiducia nell’intelligenza e nello spirito di Ruini.
    Sono certo che le sue iniziative facciano bene e gli auguro successo con tutto il cuore.


  4. Andrea ha scritto il 18 settembre 2009 alle 12:59 pm:

    Che brutta compagnia! L’affare Boffo è stato un brutto segnale, ma da qui a sostenere che in Italia non ci sia libertà di stama ne passa di strada. Poi Repubblica, mamma mia……..


  5. rossoporpora ha scritto il 18 settembre 2009 alle 1:04 pm:

    Non credo che l’iniziativa dell’adesione sia da addebitarsi al card. Ruini. E’ vero che la stampa si è sentita sotto attacco ma da qui a dire che in Italia non c’è libertà di stampa mi sembra assurdo: non ci sono giornali chiusi di forza o che non possano pubblicare (ahimè) notizie di qualsiasi genere. Quanto a Boffo era indifendibile e l’errore è stato non prendere decisioni previe allo scoppio del caso. Non si trattava di un decreto prenale per una lite di condominio….


  6. Sic et simpliciter ha scritto il 18 settembre 2009 alle 2:43 pm:

    @Francesco73

    non credo ci sia mai stato un gran feeling tra gran parte del mondo cattolico organizzato (Ac, Focolarini, Sant’Egidio ecc.) e Berlusconi, per cui non vedo come si possa parlare di frattura. L’unica eccezione è Cl e infatti Tempi non ha aderito.
    Mi viene invece da pensare che il caso Boffo, innescato dal Giornale, abbia dato la stura all’antiberlusconismo latente proprio nel mondo cattolico e che la partecipazione a questa manifestazione ne sia la prova. La Santa Sede ha però una posizione diversa e non vuole troppi problemi con un premier che rimane, malgrado tutto, chiaramente filo-cattolico. Io mi riconosco in questa posizione.


  7. Francesco73 ha scritto il 18 settembre 2009 alle 4:04 pm:

    Non conosco la vita privata di Boffo, ma mi pare si sia un pò troppo disinvolti anche in casa cattolica a giudicarlo “indifendibile”.
    Non dimentichiamo che è stato abbattuto in forza di una condanna per circostanze che non conosciamo (atti secretati), associata in prima pagina a un documento anonimo.
    I cattolici debbono ribellarsi a questo metodo, ancor prima che difendere uno di loro.
    Lo abbiamo fatto poco e male, le conseguenze sono negative per tutti.


  8. rossoporpora ha scritto il 18 settembre 2009 alle 5:18 pm:

    Ah beh, il fatto che sia stata secretata non è che depone a favore… cos’è Ustica?
    Tutta la questione sta lì: perchè non rendere pubblici questi atti?
    Fin quando non lo saranno tutte le illazioni sono possibili. E un decreto penale non è un documento anonimo: non si conoscono tutte le circostanze ma il “succo” sì. E tanto è bastato per creare questo bailamme.
    Quanto alla questione politica e all’antiberlusconismo latente nei catolici “adulti” questo è un dato di fatto, mai troppo sopito sul quale la dottrina Ruini alla fine non ha contribuito a fare chiarezza nonostante alcune battaglie vinte alla grande. Lasciamo stare la Bindi e Rutelli, ma la Binetti nel PD che ci sta a fare?


  9. Francesco73 ha scritto il 18 settembre 2009 alle 5:57 pm:

    L’antiberlusconismo dei cattolici adulti è altra cosa rispetto ai dubbi e alle obiettive difficoltà che anche un mondo cattolico più diffuso e popolare ha rispetto all’ecosistema berlusconiano, globalmente inteso.
    Non confondiamo le convenienze concordatarie della Chiesa (grande politica, legislazione, statuto della scuola, ecc.) con i sentimenti della gente più semplice, urtati da più di un aspetto.
    Su Boffo concordo circa la secretazione degli atti, ma in mancanza di notizie certe e attendibili non mi pare giornalistico e tantomeno cristianamente accettabile distruggere una persona sulla base di gossip e informative anonime.
    Se poi quella persona è anche il capo dei media cattolici ufficiali italiani, noi abbiamo il diritto e il dovere di incazzarci anche per una ragione di rapporti più generali.
    Altrochè le molestie…


  10. marco ha scritto il 19 settembre 2009 alle 2:03 pm:

    ma Boffo è gay? Se lo fosse sarebbe un ipocrita come i sepolcri imbiancati citati da Gesù nel Vangelo. Vi rammentate gli editoriali su avvenire.


  11. massimo ha scritto il 19 settembre 2009 alle 3:23 pm:

    sì marco rammento,rammento anche che repubblica che denuncia sempre l’ingerenza della chiesa negli affari di stato pretende che ingerisca pubblicamente per i peccati(presunti) del pornopresidente,quando fà comodo si chiede che al chiesa parli,quando non fà comodo si chieda che la chiesa taccia…bel fariseismo.
    e non è ipocrita crocifiggere un direttore per 15 anni e poi essere con lui di fianco a esprimergli solidarietà perchè fà comodo ?e poi se uno parla bene e esprime opinioni che importa la vita privata ? siamo noi giudici delle coscienze?le opinioni sono buone e rispettabili solo per il loro valore inrinseco o dipendono dal vissuto personale di chi le esprime?
    il male è male se è male,ed è diverso/opposto del bene,non se chi lo denuncia non lo vive per sè stesso.


  12. tommaso ha scritto il 19 settembre 2009 alle 4:47 pm:

    farisei sono quelli che citano il vangelo oggi,come nel vangelo i dottori della legge citavano la legge e impugnavano la pietra per lapidare la peccatrice,oggi è marco che impugna una pietra e vuole lapidare il peccatore di turno…
    berlusconi?
    boffo?
    marco ha dalla sua il vangelo.
    sarà marco senza colpa?tanto da poter scagliare la prima pietra?
    sarà marco un sepolcro non imbiancato e puro?
    sicuramente sarà lui un non-ipocrita,lui che fà due + due = quattro.
    lui sì che può dire se uno è …..se lo fosse….dunque è ….
    lui cita il vangelo………


  13. martin ha scritto il 19 settembre 2009 alle 5:01 pm:

    gli editoriali di avveniore di Boffo?
    io ricordo anche:
    “Se prendete un albero buono, anche il suo frutto sarà buono; se prendete un albero cattivo, anche il suo frutto sarà cattivo: dal frutto infatti si conosce l’albero. [34]Razza di vipere, come potete dire cose buone, voi che siete cattivi? Poiché la bocca parla dalla pienezza del cuore. [35]L’uomo buono dal suo buon tesoro trae cose buone, mentre l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae cose cattive. [36]Ma io vi dico che di ogni parola infondata gli uomini renderanno conto nel giorno del giudizio; [37]poiché in base alle tue parole sarai giustificato e in base alle tue parole sarai condannato».”
    dunque tu marco sei così nel giusto e sei così sicuro di essere buono da poter dare dell’ipocrita a qualcuno,citando il vangelo.
    sei tu forse il battista?
    mi auguro per te marco che tu sia così giusto e buono,anche dalle tue parole sarai giudicato un giorno.le parole scritte qui sopra.


  14. Mazzarino ha scritto il 19 settembre 2009 alle 6:53 pm:

    Se Avvenire va dietro a Repubblica noi lo salutiamo e gli auguriamo di fallire come ormai, per grazia di Dio del terzo millennio, sta per succedere alla grande stampa Masso-Protestante. Se poi ce lo mandano i Vescovi noi salutiamo anche loro!
    E’ il successore di Pietro la nostra guida. Lunga vita a BXVI!
    Mazzarino dal sito ALMA PREX


  15. Mazzarino ha scritto il 19 settembre 2009 alle 7:04 pm:

    Se Avvenire va dietro a Repubblica noi lo salutiamo e gli auguriamo di non fallire come ormai, per grazia di Dio del terzo millennio, sta per succedere alla grande stampa Masso-Protestante. Se poi ce lo mandano i Vescovi noi salutiamo anche loro!
    E’ il successore di Pietro la nostra guida. Lunga vita a BXVI!
    Mazzarino dal sito ALMA PREX


  16. domenico ha scritto il 20 settembre 2009 alle 11:32 am:

    la secretazione degli atti è incredibile e decisamente a svantaggio di boffo.

    il giudice che negò l’accesso agli atti ad adinolfi lo motivò con
    “una prioritaria tutela del diritto alla riservatezza delle parti (imputato e parte offesa) le cui pregresse vicende interpersonali rischierebbero di determinare – se divulgate – un irreparabile danno alla persona”.

    chi difende boffo afferma che lui è stato condannato ad una multa come se si fosse trattato di una causa per rumori condominiali (si usa l’espressione “gabellare”): ma allora quali sarebbero questi irreparabili danni alla persona di cui parla il giudice? se si tratta di semplici (!) molestie telefoniche che danno irreparabile può venire dagli atti (fermo restando la cancellazione dei nomi)?

    a proposito qualcuno sa se boffo ha querelato feltri?


  17. Patrizia Rizza ha scritto il 20 settembre 2009 alle 3:42 pm:

    partecipare a questa manifestazione è un grosso errore perchè ci si mischia in questa amalgama dove ci sono motivazioni veramente poco cattoliche. E come sempre si farà una grande confusione sui contenuti. Si va a manifestare con forze politiche che loro si non hanno la minima idea di libertà o meglio verità sulla stampa!


  18. marco ha scritto il 20 settembre 2009 alle 9:20 pm:

    la vita privata di una persona comincia ad interessarmi quando ipocritamente predica bene e rozzola male. Si scagliava negli editorali contro gli omosessuali e poi magari si appartava con i maschietti per i vicoli di Roma? Se questo fosse vero il giornale che dirigeva perde ogni credibilità. Ma a ben vedere gli omofobi più intransigenti avevano tanti scheletri nell’ armadio. Esempio un cardinale di Vienna… e tanti altri. Che schifo!


  19. massimo ha scritto il 20 settembre 2009 alle 9:33 pm:

    bravissimo mazzarino !!


  20. Angela48 ha scritto il 21 settembre 2009 alle 12:39 am:

    La libertà di stampa no ha colore nè ideologia politica. Le battaglie si fanno uniti, diamo una sveglia a questo Paese, facciamo capire alla gente cosa sta succedendo. Per quanto riguarda la “faccenda” Boffo ritengo sia stata un’operazione di bassissima lega, a me non è mai piaciuto Feltri, trovo che sia un giornalista che ama particolarmente squazzare nella spazzatura, ma anche lui è libero di dire quello che pensa.